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Sat, Oct

Oltre 200 persone hanno affollato il salone di una cooperativa di pescatori in piazza Ferralasco nel lungomare di Sant'Antioco per la presentazione ufficiale della lista, del programama e dei candidati consiglieri della lista “Insieme per Sant'Antioco”. La lista che vuole essere l'ideale continuazione della precedente maggioranza


Ieri mattina, presso la suggestiva cornice di Forte Su Pisu, nel cuore del centro storico di Sant’Antioco, la lista “Nautica, Edilizia e Turismo” che candida alla carica di sindaco Ignazio Locci, avvocato – vicepresidente Consiglio regionale di 43 anni, ha presentato ai cittadini i candidati alla carica di consigliere per le elezioni amministrative di giugno che si svolgeranno domenica 11 giugno


“Nautica, Edilizia e Turismo”. Dritti al punto. Anzi, ai tre punti centrali della nostra azione politica. Ecco perché il gruppo che guido si chiama “Nautica, Edilizia e Turismo”: perché siamo fermamente convinti che il rilancio passi da questi tre pilastri, investendo energie, fondi e competenze


A Sant'Antioco per le elezioni di primavera alle due già in campo: Genti Noa con candidato sindaco Alberto Fois e Massimo Melis per la lista “Sant’Antioco Attiva” si aggiungeranno “Net: Nautica, Edilizia, Turismo” che fa capo a Ignazio Locci e “Uniti per Sant'Antioc”, con candidato sindaco Marco Massa, che unirà le ceneri della maggioranza uscente e il Pd

Le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale che con ogni probabilità si svolgeranno Domenica 10 Giugno (data ancora non ufficiale in quanto si deve attendere il decreto del Presidente della Regione)saranno certamente le più particolari degli ultimi anni e non solo per la novità della “doppia preferenza” l'opzione inserita per favorire le quote rosa che sta dando vita a non poche discussioni

 

Tentazioni della Penna nello spazio dedicato alle elezioni di giugno dedica una vetrina per le liste che partecipano alle elezioni per il rinnovo dei Consigli comunali. La proposta del giornale è stata inviata anche a tutti candidati a sindaco del Comune di Nuxis. Non tutti a causa del tempo e degli impegni elettorali hanno usufruito del nostro piccolo spazio


Tentazioni della Penna nello spazio dedicato alle elezioni di giugno dedica una vetrina per il candidato e un punto di osservazione per il cittadino rispetto al progetto delle differenti liste.
La proposta del giornale è stata inviata agli allora ipotetici candidati a sindaco del Comune di Nuxis. Ai tempi dell’invito nessuno dei tre capolista aveva preso una decisione precisa in merito alla propria candidatura. Ancora pareva dovesse esserci una fusione, ancora esisteva la difficoltà di reperire tutti gli individui che avrebbero poi costituito i diversi schieramenti oggi in “gara”. Ancora tutto era avvolto in uno stato di chaos nella sua accezione di “spazio aperto”.
La rubrica, in forma gratuita non ha avuto il riscontro sperato e il giornale ha rispettato la scelta di alcuni candidati di declinare l’invito, alcuni in maniera manifesta, altri meno. Tuttavia tale scelta ha comportato di fatto la privazione degli aggiornamenti che potevano essere determinanti per il cittadino nell’espressione più consapevole del voto di domenica 11 giugno 2017.

La Redazione


Tentazioni della penna nella settimana del voto propone l’intervista ai candidati delle tre liste, “Lavoriamo insieme per Nuxis”, “Tempus de Cambiamentu” e “Prima Nuxis”.
La conoscenza di alcuni dei candidati, del pensiero personale e gruppale, offre una prospettiva più completa dei concorrenti che animano questi ultimi giorni di campagna elettorale. I discorsi della maggior parte dei cittadini e delle cittadine, più o meno competenti, più o meno informati, toccano inevitabilmente l’argomento del rinnovo dell’amministrazione.
Dopo le interviste della candidata Manuela Colaci e del candidato Giangiacomo Aru della lista di Andrea Pubusa, è ora la volta del candidato Michele Fanutza e della candidata Alessandra Lai della lista di Piero Andrea Deias. Entrambe gli schieramenti hanno optato per la presentazione di numerosi giovani che, difetteranno di una vera e propria formazione politica, ma vantano la freschezza e la genuinità di chi è intenzionato a far bene e promuovere una visione della società maggiormente innovativa e fresca.

Michele Fanutza

1. Presentazione del candidato e della lista di appartenenza
Michele Fanutza, nato il 03-01-1980, residente a Nuxis, Laurea in Scienze Politiche, Vecchio Ordinamento, Tesi “Piano di Rinascita economico e sociale della Sardegna”. Candidato alla carica di consigliere con la Lista Civica “Tempus de Cambiamentu”, della quale Piero Andrea Deias è il candidato a Sindaco.

2. Quale l’orientamento politico e come esercitare all’interno di una lista civica tale orientamento. E’ ancora attuale averne uno?
L’orientamento politico deve lasciare spazio all’intenzione politica, con detta affermazione intendo rispondere alla seconda parte della domanda, dove, secondo il mio modo di concepire la politica, in modo particolare in questo caotico periodo storico, ciò che deve e può maturare è una linea politica “dal basso” che assuma il ruolo di portavoce delle esigenze reali della cittadinanza e influenzi in maniera risoluta l’azione di governo della Regione. Affermare di voler porre la Persona al centro del progetto significa anche e soprattutto questo, un’assunzione di totale responsabilità nella vita democratica del paese. Per quanto riguarda l’orientamento politico, la mia speranza è che, in una lista civica, si abbia il coraggio di perseguire gli ideali più nobili delle varie realtà e che essi siano indissolubilmente orientati su “lavoro”, “giustizia sociale” e “inclusione sociale”.

3. Donne e politica a Nuxis. Ritieni che la politica sia ancora, nella mentalità dei più prerogativa maschile? Nonostante si tentino passi per promuovere l’equilibrio, non credi che porre l’accento su tale problema, sia in qualche sottolineare il divario?
Donne e politica? Direi anche, “Donne è Politica”. L’inserimento delle donne in politica non è stato determinato dalle norme che tenderebbero ad agevolarne l’ingresso, quanto piuttosto dalla maggiore consapevolezza in se stesse, soprattutto nella vita quotidiana. Non considero un fenomeno straordinario la partecipazione attiva delle donne nella vita pubblica, bensì un equilibrio naturale.
Dilungarmi nella risposta, come sottolineato nella parte conclusiva della domanda, implicherebbe effettivamente accentuare un divario e di conseguenza viverlo come un problema; non si tratta di una svolta epocale ma di un processo di “normalizzazione”.

4. La costituzione del gruppo e l’importanza dello stesso, non a fini propagandistici, ma il sentire della compartecipazione nella vita sociale del paese.
Dire gruppo nella lista “Tempus de Cambiamentu” significa rimarcare il ruolo fondamentale esercitato da Piero Andrea Deias nel consolidamento dello stesso, da questa considerazione emerge il suo ruolo di leader più che quello di un capo. Il gruppo è lo specchio fedele dell’immagine di paese che si vuole proporre alla popolazione, è la possibilità di estrapolare la parte migliore di ciascuno e metterla a servizio degli altri, il volano che può attivare il cambiamento attraverso il riconoscimento e la valorizzazione di ciascuna individualità.
Dal gruppo nascono e si modellano le idee più genuine per costituire “il paese che vorrei”, che ha avuto un’origine e che si propone di andare fino in fondo per la realizzazione del cambiamento, al di là del risultato elettorale.
Sarà di fondamentale importanza continuare ad essere un gruppo di persone dedite alla creazione di valore per la nostra comunità.

5. Aspettative. La fase del “sogno” e della creazione degli intendimenti. Il confronto e l’aderenza tra l’ideale e il reale.
Le aspettative sono accompagnate dal “sogno” di poter trasformare positivamente le problematiche più imminenti e di riuscire a tracciare un sentiero di “gestione sana della Cosa Pubblica”. Deve prevalere un forte senso di responsabilità in tutto ciò che diciamo e in tutto ciò che facciamo, il modo di proporci influenza l’intera vita pubblica, sarebbe pertanto opportuno non creare aspettative di carattere “particolare” ma una realtà di compartecipazione e, non mi stancherò di ripeterlo, di giustizia sociale.
Tentazioni della Penna rinnova l’invito a seguire le prossime interviste. Lo spazio è aperto a coloro i quali volessero approfittarne.

Claudia Serra


Tentazioni della Penna nello spazio dedicato alle elezioni di giugno dedica una vetrina per il candidato e un punto di osservazione per il cittadino rispetto al progetto delle differenti liste

Tentazioni della Penna nello spazio dedicato alle elezioni di giugno dedica una vetrina per il candidato e un punto di osservazione per il cittadino rispetto al progetto delle differenti liste. 

Tentazioni della Penna nello spazio dedicato alle elezioni di giugno dedica una vetrina per il candidato e un punto di osservazione per il cittadino rispetto al progetto delle differenti liste.
La proposta del giornale è stata inviata agli allora ipotetici candidati a sindaco del Comune di Nuxis. Ai tempi dell’invito nessuno dei tre capolista aveva preso una decisione precisa in merito alla propria candidatura. Ancora pareva dovesse esserci una fusione, ancora esisteva la difficoltà di reperire tutti gli individui che avrebbero poi costituito i diversi schieramenti oggi in “gara”. Ancora tutto era avvolto in uno stato di caos nella sua accezione di “spazio aperto”.
La rubrica, in forma gratuita non ha avuto il riscontro sperato e il giornale ha rispettato la scelta di alcuni candidati di declinare l’invito, alcuni in maniera manifesta, altri meno. Tuttavia tale scelta ha comportato di fatto la privazione degli aggiornamenti che potevano essere determinanti per il cittadino nell’espressione più consapevole del voto di domenica 11 giugno 2017. 

-  La redazione

Tentazioni della Penna, volendo comunque informare quale è compito del giornale, successivamente ha proposto a diversi candidati una intervista non già dal punto di vista politico in senso stretto, piuttosto da quello emozionale. La reticenza iniziale di alcuni, dopo un lungo e leale confronto, in special modo con Manuela Colaci della lista “Lavoriamo tutti insieme per Nuxis” con capolista Andrea Pubusa, ha portato all’adesione della stessa all’intervista. La descrizione di se, della propria famiglia, la vita, oltre ad aspettative e timori per il futuro. Il consenso della candidata, in breve ha condotto anche alla adesione di un altro candidato Giangiacomo Aru della medesima lista. Entrambi hanno risposto di buon grado e mettendo a nudo aspetti che altrimenti sarebbero rimasti celati ai più. Si è voluto esplorare un ambito che generalmente viene trascurato e che invece è fondamentale per percepire l’umanità di persone che decidono di mettersi a servizio della collettività.

Proponiamo, ringraziandoli per la loro sensibilità politica nei confronti degli elettori, le interviste a Manuela Colaci e Giangiacomo Aru. Le domande poste differiscono solo per un punto, quello femminile rispetto al vissuto femminile in un mondo, quello politico, ancora declinato al maschile. 

Manuela Colaci

1. Presentazione del candidato e della lista di appartenenza.
Sono nata a Torino nel 1988. Mio padre è pugliese, di nascita e di origini, mentre mia madre, di origini sarde, ha vissuto parte della sua giovinezza in Piemonte, dove i miei nonni, come molti loro conterranei all’alba degli anni ’60, hanno trovato lavoro. La mia famiglia racchiude in sé anime che rappresentano la varietà e la ricchezza culturale del panorama nazionale e di questo vado molto fiera. Sono una persona idealista e romantica e mi son sentita spesso fuori luogo, o meglio fuori tempo. Ho sempre pensato che la storia della mia famiglia (intesa in senso ampio) e le mie origini abbiano influito molto sul mio modo di essere, sui valori e i principi che mi guidano, contribuendo a forgiare vari aspetti del mio carattere (l’onestà, la lealtà e la fierezza, per esempio). La Sardegna non era nei nostri progetti; i miei genitori, questa terra, l’hanno scelta perché se ne sono innamorati pian piano, ogni volta di più, trascorrendovi le vacanze estive. Qui hanno voluto costruire la nostra famiglia, rinunciando a qualche opportunità in più che una città come Torino avrebbe potuto offrire loro. Nel 1993 mio padre ha ottenuto il trasferimento a Cagliari. Ho un fratello, Stefano, una parte di me che adoro e ammiro, e due sorelle, Chiara e Silvia, nei confronti delle quali provo molto affetto e responsabilità. Ho frequentato le scuole a Nuxis e ricordo ancora con piacere quel periodo; io e mio fratello, come la maggior parte dei bambini della nostra età, andavamo a scuola a piedi, così, lungo il percorso, il gruppo di scolari aumentava e il centro del paese sia animava di grida e risa. Ho proseguito gli studi diplomandomi al liceo scientifico di Carbonia. Nel 2012 mi sono laureata in Scienze Politiche e nel 2016 ho terminato il percorso universitario con la laurea magistrale in Relazioni Internazionali. Durante gli studi ho sempre lavorato, prima come lavapiatti poi come cameriera ai piani in una struttura alberghiera. Devo molto alla mia famiglia perché ho sempre avuto tutto l’aiuto e il supporto di cui avevo bisogno, ma ancor più sono orgogliosa del mio percorso e di come l’ho affrontato. Mi piacciono le persone responsabili, che si costruiscono da sé con fatica, che si fanno carico della propria crescita non solo moralmente ma economicamente, che diventano “grandi” (persone di valore/spessore) con il “sudore della propria fronte”. In questo momento, ho iniziato un nuovo cammino professionale nel settore assicurativo, anche grazie al sostegno e alla collaborazione di una cara amica. Quando mi è stato chiesto di candidarmi sono rimasta sinceramente stupita, non perché non abbia mai pensato in cuor mio di dedicarmi all’amministrazione del paese ma perché spesso, fino ad ora, le logiche che hanno regolato la scelta dei candidati hanno dato maggior peso al numero di voti che quel candidato poteva assicurare alla lista piuttosto che alle sue qualità personali e professionali. Constatare che il Professor Pubusa voleva dare un taglio a queste dinamiche mi ha fatto molto piacere e sono davvero lusingata di far parte di questa lista. Ho avuto modo, in questi mesi, di approfondire la conoscenza sia con il Prof. Pubusa, persona autorevole, competente, cordiale e disponibile, sia con il resto dei componenti della lista. Ognuno di noi ha alcune qualità personali, conoscenze, abilità professionali che lo rendono peculiare e indispensabile all’interno del gruppo. Siamo espressione di esigenze e di caratteristiche diverse presenti nel tessuto sociale del paese e di ognuna di queste ci facciamo portavoce. Ci lega una comune idea del paese, l’ambizione di voler portare avanti un progetto che faccia fare a Nuxis un salto di qualità e la volontà di mettere in campo impegno, serietà e competenza.

2. Quale l’orientamento politico e come esercitare all’interno di una lista civica tale orientamento. E’ ancora attuale avere un orientamento politico definito?
In famiglia le discussioni in materia di politica sono sempre state molto accese a causa delle posizioni e delle opinioni contrastanti. Fin da adolescente ho creduto nel diritto di ciascun individuo di esprimere le proprie idee e di battersi per i propri ideali. La crescita e il percorso di studi hanno contribuito a consolidare molte delle mie opinioni e a modificarne altrettante. In linea di massima collocherei il mio pensiero a sinistra dello spettro politico. Egualitarismo, multiculturalismo, internazionalismo, pacifismo sono alla base del mio pensiero politico; penso che l’individuo debba sempre essere posto al centro dell’attenzione dalla società e dalle istituzioni e che ogni azione/provvedimento debba essere volto a tutelare i diritti di ciascuno, a prescindere dal credo religioso, dall’affiliazione politica, dalla cultura o dalla nazionalità. In una lista civica e soprattutto in piccolo paesino come il nostro credo possa essere più semplice esprimere determinati valori, promuovere il collettivismo, tutelare le persone deboli e svantaggiate, garantire alle persone in difficoltà economica l’accesso al sistema di welfare; questo non per le risorse economiche di cui si dispone un piccolo comune quanto per il ruolo che potrebbe e dovrebbe svolgere l’intera comunità. Chiedere se è ancora attuale avere un orientamento politico definito equivale a chiedere se è ancora attuale avere una filosofia di vita, credere in un sistema di valori, avere dei principi. Più che attuale, credo sia necessario. Il fatto che i partiti politici odierni (in particolare quelli che si dicono di sinistra) dello scenario nazionale, ma non solo, non siano in grado di incarnare un sistema di valori definito non vuol dire che ognuno non debba perseguire con determinazione e mettere in pratica ciò in cui crede. In un periodo storico in cui la società globale (occidentale) sembra perdere gradatamente ma inesorabilmente l’umanità che dovrebbe contraddistinguerla, le idee prettamente di sinistra sono sicuramente più “scomode”, più difficili da abbracciare perché richiedono sacrificio, apertura mentale, solidarietà e coraggio. Nonostante ciò, continuo a credere fortemente nella giustizia e nell’essere umano e sperare in un cambio di rotta della nostra società.

3. Donne e politica a Nuxis. Ritieni che la politica sia ancora, nella mentalità dei più, prerogativa maschile? Nonostante si tentino passi per promuovere l’equilibrio, non credi che porre l’accento su un problema tale, sia in qualche modo sottolineare il divario?
Premetto che sono una femminista convinta, ma nella reale accezione del termine; ritengo che donne e uomini siano uguali e debbano avere stessi diritti e doveri, in quanto individui, senza presunte superiorità da una parte o dall’altra. Ritengo persista una sostanziale differenza di trattamento tra uomini e donne non solo nella sfera politica, ma anche in quella sociale e lavorativa. Nella mentalità comune (dell’italiano medio), la politica è ancora un’attività peculiare degli uomini più che delle donne e questo non accade solo a Nuxis ma in tutto il territorio nazionale. Se i passi per promuovere l’equilibrio sono le quote rosa, innanzi tutto non credo che queste siano lo strumento migliore per risolvere la disparità di rappresentanza all’interno delle istituzioni e in secondo luogo, in linea di principio, rischiano di essere a loro volta discriminatorie, perché danno maggior importanza al genere piuttosto che al merito e alle capacità dell’individuo. Se c’è bisogno di introdurre le quote rosa affinché le donne vengano adeguatamente rappresentate è evidente che un divario tra uomini e donne esiste. Ritengo sia un problema che affonda le radici nel nostro modello culturale ed educativo; gli stereotipi di genere sono ancora ben radicati nel tessuto sociale e agiscono attuando una distorsione e reinterpretazione della realtà sulla base delle convinzioni e delle aspettative sulle quali si fondano. Così gli individui e i loro comportamenti vengono classificati come corretti o sbagliati a seconda che si uniformino o meno a determinate categorie imposte dagli stereotipi stessi. Credo ci si debba impegnare per eliminare il problema alla radice educando fin dalla tenera età all’uguaglianza e al rispetto (in ogni sua forma).

4. La costituzione del gruppo e l’importanza dello stesso, non a fini propagandistici, ma il sentire della compartecipazione nella vita sociale e politica.
Quando sono entrata a far parte del gruppo, la formazione della lista era già a buon punto e nell’arco della settimana successiva siamo riusciti a trovare tutti i componenti e a dare avvio ai lavori. Sono cresciuta nell’ambito sportivo e ho sempre vissuto con piacere ed entusiasmo il confronto con gli altri, non solo con gli avversari ma anche e soprattutto con i compagni. Credo la metafora sportiva si possa adattare molto bene alla competizione politica. Quando si decide di far parte di una squadra si è coscienti che ci si dovrà mettere in discussione, che le proprie idee possono non essere condivise dagli altri, che per ricevere rispetto occorre innanzitutto darlo e soprattutto che l’unione fa la forza. Se le regole vengono rispettate da tutti i componenti, il gruppo riesce a lavorare fruttuosamente in un clima disteso di complicità. Ciascuno porta con sé la propria esperienza di vita, le conoscenze, le abilità professionali, le qualità personali e le mette al servizio del gruppo; ognuno dei componenti è diverso, unico, a modo suo può offrire qualcosa ed è questa la ricchezza e la forza di una squadra. Il frutto dell’impegno, del dialogo e del confronto, il programma elettorale, è ricco di proposte che sono state poste all’attenzione di quella parte della popolazione che ha voluto partecipare alle riunioni pubbliche dei mesi scorsi. La volontà di perseguire e raggiungere un obiettivo comune lega tutti i componenti. La vittoria è importante, gratifica e unisce il gruppo ma è il percorso/il cammino (sia prima che dopo le elezioni) la parte fondamentale, perché ognuno tira fuori il meglio di sé condividendo impegno, serietà, idee e principi con tutti gli altri. Il candidato sindaco, “il capitano”, svolge il ruolo decisivo di mediatore e motivatore all’interno del gruppo; il suo è un compito ingrato che presuppone rettitudine e responsabilità. Credo fermamente che il Professore abbia tutte le carte in regola per essere un ottimo leader e questa convinzione mi fa vivere più serenamente la competizione politica. 5. Il rapporto con la vita del paese e la conoscenza del suo tessuto sociale. Da circa vent’anni faccio parte della società sportiva pallavolistica del paese, questo mi ha permesso di essere sempre a stretto contatto con una fetta della popolazione. Pur essendo una persona riservata, non per superbia ma per timidezza, sono molto disponibile al dialogo e al confronto; sono curiosa, mi piace chiacchierare e conoscere/sapere. Non ho una rete familiare importante (numerosa) e anche per questo, forse, molte persone del paese non le conosco e con loro non ho mai avuto occasione di conversare. Mi è sempre piaciuto partecipare (in alcuni casi anche organizzare) alle attività e alle manifestazioni che si sono svolte in paese, perché sono cosciente dell’importanza e del ruolo della comunità in un piccolo centro come il nostro. Nuxis è una realtà molto particolare, non è semplice coinvolgere la gente, spingerla a partecipare attivamente alla vita del paese, promuovere iniziative che permettano alle persone di collaborare e supportarsi a vicenda. Questa peculiarità del nostro paese mi rammarica e intristisce; non ne capisco le motivazioni di fondo. Non ho la presunzione di affermare che conosco alla perfezione tutti gli aspetti e il tessuto sociale del paese, non sarebbe vero né possibile. Conosco le realtà e gli aspetti che ho avuto modo di frequentare, di toccare con mano. Si può dire di conoscere un problema quando lo si affronta, una persona quando la si frequenta, una materia quando la si studia. Nessuno di noi è onnisciente, neanche chi ha la presunzione di professarsi tale. Ritengo di avere l’umiltà e l’intelligenza per non smettere mai di imparare, da chiunque, e la curiosità e il desiderio di conoscere, approfondire e aumentare il mio sapere.

5. Emozioni e vissuto emozionale rispetto alla decisione di partecipare attivamente alla vita politica/amministrativa del paese.

Mi è capitato spesso nel corso di questi ultimi anni di fantasticare sulla possibilità di impegnarmi attivamente nell’amministrazione del paese. Ho già detto di essere idealista e forse a causa di ciò ho una concezione molto alta della politica; intesa come espressione più nobile dell’impegno e della generosità dell’uomo. Nonostante gli esempi negativi che la politichetta nazionale ci offre, credo nella capacità degli esseri umani di andare oltre il proprio interesse personale a favore del bene comune/collettivo. La Politica è la più nobile delle attività, se svolta con coscienza e responsabilità. La decisione di dedicarmi alla vita politica del paese non è stata semplice e certamente non avrei accettato non avessi riscontrato nei miei compagni la mia stessa serietà e determinazione nel volersi porre al servizio del paese. Dal giorno della scelta ad oggi si sono alternati momenti di entusiasmo ed euforia a momenti di sconforto e smarrimento; ho un carattere sensibile ed emotivo che spesso non mi permette di vivere con un certo distacco il rapporto con gli altri. Ho parlato con numerose famiglie del paese e alcune di esse hanno condiviso con me difficoltà, paure, desideri e speranze; sono riconoscente per la fiducia che hanno riposto in me (indipendentemente dal risultato elettorale) ma sono stati i momenti più difficili da affrontare perché ho avuto il timore che il mio meglio potesse non essere abbastanza per far fronte alle loro aspettative e alleviare le loro condizioni. Il confronto con le persone che hanno avuto il piacere di farsi due chiacchiere con me sulle condizioni in cui verte il paese e sulle idee e proposte per migliorarle, (la maggior parte delle quali mi sono molto vicine da anni), mi ha dato anche la motivazione giusta e la determinazione necessaria per continuare il cammino. Molti di loro sono uno stimolo, una fonte d’ispirazione, cercano in ogni modo di darmi un suggerimento, di farmi vedere le cose da un altro punto di vista; il loro supporto, la loro fiducia, mi gratifica e mi preoccupa allo stesso tempo. Maggiore è la fiducia che ripongono in me, maggiori sono le responsabilità che mi sento addosso e di conseguenza maggiore è la paura di fallire.

6. Aspettative. La fase del “sogno”, della creazione degli intendimenti. Confronto e aderenza tra ideale e reale.
Il sogno è iniziato circa quattro mesi fa, quando entrando a far parte di un gruppo di persone che non conoscevo (a parte qualcuno) mi son sentita come a casa. Fin dalle prime discussioni, si è manifestata una chiara comunanza di intenti e una comune idea del paese. Mi ha piacevolmente sorpreso l’atteggiamento, il modo di porsi di ognuno di loro nei confronti degli altri componenti del gruppo; nessuno aveva la presunzione di contare di più, nessuno ha cercato di imporre le proprie idee ma a turno ognuno ha espresso la sua opinione e si è fatto carico di un settore, di un’area d’ intervento impegnandosi a svolgere un piccolo studio per verificare che le proposte e le idee del gruppo fossero applicabili/realizzabili. Le riunioni pubbliche hanno avuto il merito di fornirci nuovi spunti e di darci percezione delle opinioni della popolazione. Le aspettative sono alte, come è inevitabile che sia quando ci si impegna per dare il meglio di sé, quando si è convinti della validità delle proprie idee e proposte e quando si ha un interesse spassionato per il bene comune. La mente fantastica molto facilmente, le idee valide sono un ottimo punto di partenza ma le stesse devono anche essere attuabili altrimenti rimangono solo idee senza alcuna utilità per la popolazione e per lo sviluppo del paese. Si affronta un problema, si pensa a come poterlo risolvere, si valutano le alternative e ci si impegna a portare avanti la soluzione migliore, che sia il giusto compromesso tra ideale e reale/realizzabile. Sono stata abituata ad agire in questo modo; trovo che sostenere di poter risolvere i problemi con uno schiocco di dita, senza studiare a fondo una problematica e senza valutare con criterio le azioni da intraprendere, sia un modo scorretto e poco onesto di approcciarsi alle difficoltà che un’amministrazione deve affrontare quotidianamente.

Claudia Serra

 

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