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Nuxis. Le interviste ai candidati: Giangiacomo Aru

Nuxis
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Tentazioni della Penna nello spazio dedicato alle elezioni di giugno dedica una vetrina per il candidato e un punto di osservazione per il cittadino rispetto al progetto delle differenti liste.
La proposta del giornale è stata inviata agli allora ipotetici candidati a sindaco del Comune di Nuxis. Ai tempi dell’invito nessuno dei tre capolista aveva preso una decisione precisa in merito alla propria candidatura. Ancora pareva dovesse esserci una fusione, ancora esisteva la difficoltà di reperire tutti gli individui che avrebbero poi costituito i diversi schieramenti oggi in “gara”. Ancora tutto era avvolto in uno stato di chaos nella sua accezione di “spazio aperto”.
La rubrica, in forma gratuita non ha avuto il riscontro sperato e il giornale ha rispettato la scelta di alcuni candidati di declinare l’invito, alcuni in maniera manifesta, altri meno. Tuttavia tale scelta ha comportato di fatto la privazione degli aggiornamenti che potevano essere determinanti per il cittadino nell’espressione più consapevole del voto di domenica 11 giugno 2017.

La Redazione

Tentazioni della Penna, volendo comunque informare quale è compito del giornale, successivamente ha proposto a diversi candidati una intervista non già dal punto di vista politico in senso stretto, piuttosto da quello emozionale. La reticenza iniziale di alcuni, dopo un lungo e leale confronto, in special modo con Manuela Colaci e Giangiacomo Aru della lista “Lavoriamo tutti insieme per Nuxis” con capolista Andrea Pubusa, ha portato all’adesione degli stessi stessa all’intervista. La descrizione di se, della propria famiglia, la vita, oltre ad aspettative e timori per il futuro. Il consenso della candidata, in breve ha condotto anche alla adesione di un altro candidato: Giangiacomo Aru della medesima lista che vi proponiamo dopo quella rilasciata dalla candidata e già pubblicata. Entrambi hanno risposto di buon grado e mettendo a nudo aspetti che altrimenti sarebbero rimasti celati ai più. Si è voluto esplorare un ambito che generalmente viene trascurato e che invece è fondamentale per percepire l’umanità di persone che decidono di mettersi a servizio della collettività.

 

Intervista a Giangiacomo Aru


1. Presentazione del candidato (se, la famiglia i figli) e della lista di appartenenza.
Nato a Nuxis nel 1967, provengo da una famiglia a cui devo tanto: non smetterò mai di ringraziare i miei genitori per quanto mi hanno insegnato. Devo tantissimo anche alla famiglia che ho formato con mia moglie Lucia, compagna di vita, consigliera e complice. Anche lei è di Nuxis. Dal 2004 la famiglia è cresciuta con la nascita di nostro figlio Enrico che attualmente frequenta la II media.
Ho seguito le scuole elementari e medie in paese. Ricordo quel periodo come uno dei più spensierati della mia vita: molti miei compagni di allora fanno ancora parte della mia sfera di amicizie. Ho proseguito gli studi a Carbonia, dove mi sono diplomato geometra. Durante gli studi nella scuola superiore è nata in me la passione verso l’architettura e, grazie alla mia famiglia, ho avuto la possibilità di laurearmi in Ingegneria, indirizzo civile edile, a Cagliari.
Benché impegnato all’università ho continuato a frequentare Nuxis, collaborando alle iniziative parrocchiali (fin da ragazzo ho svolto sia l’attività di catechista che di cantore), sociali (principalmente con la Pro Loco) e sportive con il Tennis Club Nuxis. Dal 2002 svolgo la libera professione di ingegnere, sia nel campo privato che in quello pubblico. Dal
2007 svolgo contemporaneamente anche l’attività di insegnante presso la scuola secondaria di I grado come docente di Tecnologia (ex Educazione Tecnica), prima come precario e ora, grazie al superamento di un concorso pubblico, a tempo indeterminato. Attualmente insegno nei corsi serali per adulti presso Carbonia e Santadi.
Ho accettato con entusiasmo l’invito a candidarmi per questa tornata elettorale, invito rivoltomi da Andrea Pubusa, persona affidabile e in cui ripongo la mia piena fiducia. Intorno a lui si è subito creato un clima di serenità e trasparente collaborazione che ha permesso di formare una lista di persone che, grazie alle loro esperienze e personalità, raccoglie un ampio spettro rappresentativo del nostro paese: proprio questa eterogeneità di competenze, unità all’onestà e all’apertura mentale, penso sia una delle maggiori ricchezze che ci caratterizzano.

2. Quale l’orientamento politico e come esercitare all’interno di una lista civica tale orientamento. È ancora attuale avere un orientamento politico definito?
In famiglia ci siamo sempre confrontati apertamente sulla politica. I miei primi approcci consapevoli risalgono alla fine degli anni ‘80, quando rimasi affascinato da “Formidabili quegli anni” di Mario Capanna. Nel corso degli anni e con la maturazione ho modificato alcune mie convinzioni politiche mentre altre le ho consolidate. Penso che ogni periodo storico debba proporre ricette differenti, in quanto le soluzioni ai problemi devono adattarsi al cambiamento della società. Il tema politico che mi è sempre stato più a cuore sono i diritti delle persone unito ai doveri che ne conseguono: sotto questo aspetto ritengo sia di fondamentale importanza affermare la laicità delle istituzioni che, quindi, devono rispondere all’intera collettività, superando le barriere delle particolarità. Le liste civiche assumono spesso proprio questo spirito in quanto accolgono diverse sensibilità e orientamenti. Per quanto mi riguarda metto al centro della mia azione politica la persona come individuo, dotato di diritti e doveri. Tale individuo esplica le sue azioni all’interno della collettività e quindi anche a quest’ultima deve rispondere.
A proposito dell’avere un orientamento politico definito penso che, almeno nel panorama politico italiano e sardo, la confusione regni sovrana. Sinistra, centro e destra, una volta ben riconoscibili e facilmente individuabili, sono divenuti quasi intercambiabili. Solo gli estremi, da una parte e dall’altra, posseggono ancora una loro identità. Da ciò deriva che, secondo me, l’avere un orientamento politico definito non è assolutamente riconducibile a un partito politico di riferimento, ma piuttosto abbracciare dei fondamenti, dei pilastri, che altro non sono che i propri ideali. Per concludere, mi associo alla medesima conclusione di
Giorgio Gaber nella sua “Destra-Sinistra”.

3. La costituzione del gruppo e l’importanza dello stesso, non a fini propagandistici, ma il sentire della compartecipazione nella vita sociale e politica.
Innanzitutto sono convinto che l’incontro con gli “altri” sia fonte di crescita, qualunque sia la persona che abbia di fronte. Nella costituzione di una lista che deve affrontare una tornata elettorale penso sia di fondamentale importanza che ciascuno dei candidati debba possedere caratteristiche quali: essere onesti e trasparenti; avere, ciascuno per quanto gli compete, conoscenza (sapere) e abilità (saper fare) e, di conseguenza, competenza; possedere capacità di ascolto, di comprensione dell’altrui pensiero senza preconcetti; avere ben chiaro che amministrare significa fornire un servizio e non servirsi dell’amministrazione; possedere capacità propositive, atte a risolvere problemi e a migliorare la gestione dei servizi da offrire ai cittadini. Naturalmente la costituzione di un gruppo che concorre un’elezione non può essere finalizzata alla “vittoria” ma deve essere diretta al vero obiettivo che è quello dell’amministrare, lungo tutta una legislatura, il paese. Ciascuno, attraverso la propria sensibilità e quindi con gradazioni di coinvolgimento differenti, è fondamentale che sia a conoscenza dello svolgersi della vita nel territorio comunale (ma non solo).
Questa consapevolezza è condivisa nel gruppo nei più svariati modi: nel confronto, nel dialogo, nelle azioni che ciascuno compie, nella condivisione di ideali, proposte, idee, soluzioni; e nel presentare, analizzati attraverso il proprio vissuto, i problemi del territorio.
Con alcuni componenti del gruppo si può affermare che ci si conosce da una vita mentre con altri la conoscenza è maturata durante i periodici incontri, sia pubblici che privati, effettuati negli ultimi mesi. Per fare un esempio, la stesura del programma, tramite gli input di ciascuno dei componenti e considerate le istanze presentate dai cittadini anche durante le varie assemblee pubbliche organizzate dalla nostra lista, è stata elaborata e discussa nel gruppo. Ciascun componente ha partecipato attivamente, mettendo in evidenza le proprie esperienze compiute nei vari ambiti di attività svolte in paese e confrontandosi con gli altri.

4. Il rapporto con la vita del paese e la conoscenza del suo tessuto sociale.
Ogni comunità, nel suo formarsi, possiede peculiarità che non è possibile riscontrare in altri luoghi sebbene le medesime non sono cristallizzate ma invece sono mutevoli nel tempo.
Le scelte politiche influiscono fortemente in questo continuo modificarsi. Per “governare” questi cambiamenti è necessario conoscere il passato e il presente del paese in modo da poter programmare un futuro che, affinché sia sostenibile, deve partire proprio dalla conoscenza delle radici della comunità. È quindi necessario possedere sia le capacità per avere la visione di ciò che si vuole realizzare, sia avere le competenze per mettere in essere le azioni finalizzate al raggiungimento di tali obiettivi. Considerato il percorso affrontato durante la mia vita, penso di conoscere molti degli aspetti sociali che caratterizzano i nuxaius grazie al piacere di comunicare, dialogare, discutere con le persone, con i rappresentanti delle associazioni locali, con i delegati delle società sportive, con gli anziani. È logico che alcuni settori non li conosca a fondo, in quanto durante gli anni non ho frequentato certe realtà presenti nel territorio. D’altra parte, coloro che conoscono a fondo queste ultime è probabile che manchino della conoscenza di alcune altre. In ogni caso, la voglia di approfondire ed espandere le mie conoscenze non mi è mai mancata e quindi non tralascerò di approcciarmi umilmente verso chi vorrà fornirmi informazioni in merito.

5. Vissuto emozionale rispetto alla decisione di partecipare attivamente alla vita politica/amministrativa del paese.
Sebbene finora non abbia mai partecipato in prima persona, come candidato, a nessuna elezione, non ho mai nascosto le mie preferenze politiche, specie a livello locale. In alcune occasioni, negli anni passati, mi sono esposto maggiormente, per esempio svolgendo il ruolo di rappresentante di lista. A Nuxis, in più di una occasione fui avvicinato dai candidati sindaci che chiesero la mia disponibilità a candidarmi. Ho sempre ringraziato per l'interessamento e l'apprezzamento dimostratomi, declinando in modo irrevocabile l'invito. Per quale motivo? Perché a quel tempo svolgevo a tempo pieno la libera professione di ingegnere, in special modo nel settore pubblico: per evidenti motivi (almeno ai miei occhi) di trasparenza e onestà non ritenni il caso di mescolare interessi privati a interessi pubblici.
Ho esercitato, credo con coscienza, limpida serietà e impegno, questa professione per circa
15 anni, partecipando a concorsi di progettazione nazionali e locali, vincendo (assieme ad altri colleghi e ad alcune imprese locali) appalti di una certa rilevanza sociale ed economica, collaborando con istituzioni locali, regionali e nazionali: tale “carriera” mi appaga profondamente. Inoltre, per come l’ho vissuta io, la libera professione richiede aggiornamento continuo e impegno praticamente quotidiano tra ufficio e cantiere: non si ha il tempo per dedicarsi fattivamente e con coscienza ad altro. Perché ora, invece, ho detto sì?
Perché, per pura decisione personale, le condizioni sono variate: ho infatti deciso di svolgere unicamente il ruolo di docente presso la scuola pubblica. Attualmente insegno presso una scuola serale dedicata all'istruzione degli adulti, partecipando alla formazione di coloro che, per i più disparati motivi, non hanno potuto terminare gli studi dell'obbligo. Questa situazione mi consente una maggiore flessibilità nell’organizzazione della giornata lavorativa, avendo libere specialmente le ore mattutine. Non dover giustificare una qualsivoglia condotta in una decisione pubblica, che avrei comunque sempre condotto in maniera trasparente e onesta, mi ha permesso di rispondere positivamente all'invito di candidarmi. In verità, questa decisione è stata anche influenzata positivamente dalla persona che mi ha proposto la candidatura, Andrea Pubusa, che penso sia la persona giusta al momento giusto nel posto giusto: ritengo la sua candidatura a sindaco l'unica e sola possibilità di miglioramento e di rilancio per Nuxis.

6. Aspettative. La fase del “sogno”, della creazione degli intendimenti. Confronto e aderenza tra ideale e reale.
Formata grazie alle esperienze di vita, ai rapporti sviluppati con le persone con cui ci si è confrontati, alle sconfitte e ai successi, ogni persona percepisce una realtà che è per definizione soggettiva e quindi personale. Considerata la mia età, non sono più nella fase in cui i “sogni” fanno parte della quotidianità e quindi, più che parlare di “sogno”, preferirei discutere di impressioni sul futuro, di visioni, di prospettive che, filtrate attraverso la realtà che abbiamo di fronte, formano un disegno che nasce sempre dall’analisi del passato e dalla conoscenza del presente. Ritengo basilare che la compagine di cui faccio parte, partendo dai bisogni e dalle esigenze della cittadinanza, abbia elaborato una serie di idee, sintetizzate nel nostro programma elettorale in una visione di come e cosa intende sviluppare nel paese.
Cosa mi aspetto da questa campagna elettorale? Spero che il confronto con gli altri contendenti sia sereno, costruttivo e soprattutto non divisivo. Mi aspetto di poter dialogare con chiunque, sia con chi mi conosce da tempo e quindi personalmente, sia con coloro che invece non ho avuto il piacere di frequentare. Spero di trovare accoglienza anche da chi sceglie (naturalmente in modo più che legittimo) di votare una delle altre liste presenti nell'agone politico.


Claudia Serra

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