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Una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità

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Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati nei giorni scorsi davanti alle coste libiche. Indossare oggi una maglietta rossa, proprio come loro, vuole rappresentare il "mettersi nei panni degli altri", cominciando da quelli dei bambini. Muoiono, questi bambini mentre l'Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell'immigrazione, cioè con la vita di migliaia di persone, e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un'accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà.

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