NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
22
Sat, Sep

Culture. Iglesias città d’arte. Il tesoro di Remo Branca trova casa

S.I. Oggi
Aspetto
Condividi

Un grande pubblico ha accolto l’inaugurazione di un nuovo museo che da tempo la città di Iglesias aspettava e che non ha deluso le aspettative. Il museo “Remo Branca” è stato inaugurato il 14 giugno presso la sede dell’omonima associazione, in via Roma a Iglesias. All’evento hanno partecipato Francesco Paolo Branca, figlio dell’artista e donatore di un enorme patrimonio appartenuto al padre, il sindaco di Iglesias Emilio Gariazzo che ha espresso la sua emozione per questo progetto nato anni fa durante l’amministrazione dell’allora sindaco Pierluigi Carta, anch’egli presente tra il pubblico. È intervenuto inoltre Antonello Cabras, in rappresentanza della Fondazione di Sardegna che ha finanziato la realizzazione del museo, e ha introdotto la serata Piergiorgio Barranca, presidente dell’associazione “Remo Branca”, che insieme a tutti gli altri soci ha permesso l’apertura del museo.
L’esposizione si articola in più stanze presso la storica sede delle ex Scuole Maschili, contribuendo così anche alla valorizzazione di un sito storico come quello delle vecchie scuole elementari. Non sono presenti solo le xilografie per cui l’artista è principalmente famoso, ma anche bozze, disegni, diari, quaderni, schizzi più o meno elaborati, libri, riviste. Paolo Branca ha raccontato quanto fosse poliedrica la figura di suo padre, da sempre difensore dell’arte e della libertà. Remo Branca, nato a Sassari nel 1897, visse ad Iglesias dal 1925 al 1936, dove si rifugiò per sfuggire al regime fascista da Sassari, contro cui espresse la sua opposizione nel giornale “Libertà”, di cui era giornalista e direttore. A Iglesias insegnò storia, filosofia, economia, geografia, e poi disegno e storia dell’arte presso il Liceo Scientifico “Giorgio Asproni”, e fondò una scuola d’arte decorativa. Aveva iniziato la sua carriera artistica nel capoluogo turritano, dove si era avvicinato giovanissimo al disegno, alla pittura e alla xilografia. Conquistò presto fama nazionale e internazionale e fu anche giornalista, scrittore, critico d’arte, profondo conoscitore e scrittore di argomenti storici, pedagogici e didattici. Meno conosciuto ma ugualmente importante l’interesse dell’artista per l’arte del cinema, come ha raccontato Paolo Branca: il figlio ricorda infatti nitidamente che, quando aveva quattro anni, il padre portò in casa una delle prime macchine cinematografiche a 16 millimetri, una bobina e uno schermo per la proiezione. Dopo il periodo iglesiente, Remo Branca operò a Nuoro e a Novara, sempre come insegnante, e poi a Roma dove visse per circa quarant’anni anni pur mantenendo stretti contatti con la Sardegna, delle cui vicende era grande conoscitore e scrittore.
Paolo Branca ha voluto sottolineare l’importanza della cultura e di come essa sia come una pianta, che va annaffiata, arricchita e fatta crescere; allo stesso modo un museo che parla di un grande artista può essere la “spinta” e l’elemento in più per far sì che la cultura possa continuare a crescere in una città come Iglesias.
Giulia Loi

Sulcis Iglesiente Oggi