Comprare con un click: oggi è possibile e in molti lo fanno. Stando comodamente seduti sul divano, si può fare shopping, arredare la casa, acquistare prodotti dell’elettronica e addirittura fare la spesa. Tutto senza varcare mai veramente la soglia di un negozio e in pochissimo tempo. Grazie alle piattaforme online che fungono da negozi virtuali, possiamo acquistare prodotti venduti in qualunque parte del mondo come se si trovassero nella bottega sotto casa. Amazon, una tra le piattaforme di vendita più utilizzate al mondo, fa scuola. Una sorta di grande mercato, dove gli utenti vedono, scelgono e acquistano ogni giorno migliaia di articoli. E se da una parte si perde la poesia dell’andare a fare compere in negozio, dall’altra parte di sicuro è un sistema che hai suoi vantaggi: si risparmiano tempo e denaro e si ha la possibilità di vendere e acquistare prodotti altrimenti irraggiungibili. Per alcuni imprenditori, il mercato online ha rappresentato la fine delle produzioni locali. Schiacciati dai prezzi imbattibili della concorrenza oltreoceano non è semplice mantenere le serrande alzate in tempi di crisi come questi. Eppure, anche nei delicati equilibri dettati dalle leggi della grande distribuzione, c’è stato chi ha visto nel mercato virtuale un’opportunità. È il caso di un gruppo di amici e della loro idea, “Besk”, “il primo ecommerce a vocazione sociale che permette di acquistare in un unico spazio e in modo intuitivo e veloce sia prodotti biologici che beni e servizi equi e solidali”. Cos’è Besk innanzitutto: Besk è la sintesi di quattro parole chiave le cui iniziali vanno a comporre questo acronimo. Quattro parole che già da sole raccontano il senso di questa intuizione: Bio, Etico, Sociale e Km-zero. Si tratta in pratica di una piattaforma come Amazon, ma che a differenza di quest’ultima mette insieme solo imprese sociali che vendono sul mercato i propri prodotti realizzati in modo etico; piccole realtà commerciali sostenibili che contribuiscono alla crescita del benessere sociale. Non solo, Besk è la prova che si può fare un’economia diversa, ad alto valore sociale, con prodotti di qualità, valorizzando allo stesso tempo quelle persone spesso lasciate ai margini della società. Infatti, basta visitare il negozio (sempre online si intende!) per rendersi conto che tutte le imprese aderenti all’iniziativa sono produttori sociali che hanno tra i propri dipendenti anche persone con disabilità psichica e fisica o che vivono in condizioni di disagio sociale. È il caso, per esempio, della Cooperativa Sociale Agricoltura Capodarco di Roma, che produce e vende vino, olio marmellate e biscotti tutti con certificazione biologica e che organizza servizi per la riabilitazione e l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Oppure l’azienda olivicola “I Benedettini”, in Campania, che produce olio biologico negli oliveti coltivati dai monaci Benedettini fin dal XIV secolo, utilizzando ancora oggi metodi tradizionali ben lontani dai processi di produzione industriale. E ancora c’è l’impresa “Made in Carcere”, in Puglia, che impiega venti detenute nella realizzazione di borse, braccialetti e accessori oppure il birrificio “Vale la Pena”, che produce birra artigianale ma soprattutto forma e avvia all’inclusione professionale i detenuti ammessi al lavoro esterno del carcere romano di Rebibbia. E come queste, tante altre. Tutti i produttori sociali vengono selezionati scrupolosamente e i clienti stessi sono invitati a segnalarne di nuovi, contribuendo ad allargare la rete sociale che Besk con fiducia ed entusiasmo sta coltivando per contribuire a migliorare almeno in parte il mondo in cui abitiamo.
Annalisa Atzei
