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21
Thu, Mar

Prima giornata davvero primaverile

Poesie | Novelle | Romanzi
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Dopo pranzo domenicale e prima giornata davvero primaverile. Scuoto la tovaglia sul prato appena tagliato e godo del tepore sul viso. Mi siedo sul muretto e chiudo gli occhi. Il sole sulla pelle. Il solletichio al naso e il pensiero all’allergia, decido seduta stante che non mi importa. Questo tepidezza, la serenità, varranno bene degli starnuti, e poi penso che non mi succederà nulla. E’ troppo bello tutto ciò per essere prosaicamente disturbato dalla rinite.
giardinoCon gli occhi chiusi, naso all’insù. Attorno, lenti ronzii d’insetti che si risvegliano come me e con me a questo anticipo di bella stagione. Lo scaccia spiriti ondeggia e le note argentine fanno da colonna sonora a questo felice attimo. Divago e penso che, oltre il ricordo, molto di più è la memoria emozionale. Suoni, odori, rumori riportano ad altri pomeriggi, altre mie età. Un’altalena, faccia esposta al sole, gambe allungate a dare le spinte coi reni. Tutto intorno il silenzio di artifizi umani e, solo la natura è padrona del pomeriggio con la sua dolce voce ventosa, l’abbaiare dei cani che dialogano a distanza, i cinguettii e i fruscii tra l’erba. Botulu mi accarezza lasciando e prendendo il suo e il mio odore. E’ la sua coccola e lo accarezzo distrattamente. Il profumo dei narcisi è pungente e leggermente dolciastro. Stanno morendo al caldo sole per lasciar posto ad altre fioriture. Nella sonnolenta serenità pomeridiana mi lascio cullare dalla sensazione di essere trasportata tra le braccia del sonno. “Non devo addormentarmi al sole”, penso. Ma sono già presa. L’altalena sale. La testa reclinata rasenta il terreno. Le gambette smilze scoperte dalla gonna che, mentre salgo s’accorcia per riposare sulle ginocchia come ridiscendo. I lunghi capelli strisciano e vengono sul viso. Gioco sola e penso che nessuno potrà farmi scendere anche se le mie cosce sono doloranti perché la seduta non è comoda, tuttavia è troppo bello restare lassù. Nel cielo le nuvole veloci e l’azzurro. Tutto muta con rapidità e io ho una vita per “fermare” attimi. L’emozione mi commuove e spero niente cambi il benessere malinconico che provo. Un tonfo sulla tinozza delle ninfee mi desta. Una rondine immerge il capino nell’acqua, torce il collo e scuote il piumaggio. E’ tutto così bello!
Devo entrare in casa e lo faccio a malincuore. Ho fermato un altro attimo. Tra qualche decina d’anni ci ripenserò e rivivrò emozioni che, come nelle matriosche…una dentro l’altra, una età dentro l’altra mi conterranno tutta. Io nelle mie diverse fasi, io nella mia interezza.
Buon pomeriggio

Claudia Serra