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Amministrative. Trionfa il Centrodestra: cade Genova "la rossa". Flop del Pd. Disastro M5S all'Aquila: nemmeno un consigliere

Stampa Nazionale
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Genova e La Spezia strappate al centrosinistra rispettivamente dopo 25 e 45 anni, Pistoia conquistata per la prima volta nella storia della Repubblica dal centrodestra, così come Sesto San Giovanni, "la Stalingrado d'Italia", come l'ha definita il neo sindaco Roberto Di Stefano, appoggiato da Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, che vince dopo 72 anni di dominio della sinistra.

Il centrodestra compatto vince
I risultati dei ballottaggi delle elezioni amministrative, seppure con un affluenza ai minimi storici, non lasciano dubbi: il centrodestra compatto rinasce, il centrosinistra e il Pd escono sconfitti. Matteo Renzi minimizza: ammette che "poteva andare meglio" ma precisa che "le elezioni amministrative sono un'altra cosa rispetto alle elezioni politiche". Certo alcune sconfitte "fanno male" come Genova e L'Aquila ma il segretario del Pd preferisce mettere l'accento sui "risultati belli e sorprendenti di alcuni dei nostri", da Padova a Taranto a Lecce.

Vittoria storica a Genova
In Liguria dunque si conferma il trend delle elezioni regionali che portarono alla vittoria di Giovanni Toti. Il centrodestra unito da Forza Italia alla Lega sconfigge il Pd nelle sue roccaforti: a Genova Marco Bucci è sindaco con il 55,24% ai danni di Gianni Crivello che si ferma al 44,76%; a La Spezia va ancora peggio per i dem: Pierluigi Peracchini vince con il 59,98% contro Paolo Manfredini che si ferma al 40,02%. La città natale di Andrea Orlando, ministro della Giustizia, sconfitto da Renzi alle primarie del Pd, era governata dalla sinistra dal 1972. Dopo 10 anni di Massimo Cialente sindaco, anni segnati dalla tragedia del terremoto, il centrosinistra perde anche L'Aquila dove si afferma Pierluigi Biondi del centrodestra.

I risultati dei ballottaggi
Meno 'rossa' diventa anche la Toscana: il risultato più clamoroso è a Pistoia dove la poltrona di sindaco va per la prima volta a un candidato del centrodestra Alessandro Tomasi. Cambia casacca per la prima volta anche Carrara, da sempre governata da amministrazioni di sinistra o centrosinistra, dove vince il Movimento 5 Stelle con Francesco De Pasquale. Dopo la delusione del primo turno, i pentastellati conquistano 8 dei 10 comuni dove correvano ai ballottaggi. Restano a bocca asciutta di capoluoghi però: l'unico in cui erano in corsa, Asti, è andato al centrodestra. A Parma si afferma Federico Pizzarotti, sindaco uscente, ex M5s, in corsa alle elezioni con una lista civica. Sconfitto il candidato del Pd Scarpa.

Il flop del Pd
Al di là dei risultati simbolo, tuttavia, la sconfitta del Pd e del centrosinistra ai ballottaggi sta anche nei numeri: nei 22 comuni dove si è votato al secondo turno delle elezioni amministrative 4 capoluoghi sono andati al centrosinistra e 15 al centrodestra. La coalizione di centrodestra Forza Italia-Lega-Fratelli d'Italia sbanca anche in Lombardia ed Emilia Romagna e il primo ad esultare nella notte con un video su Facebook è il leader del Carroccio, Matteo Salvini, che lancia l'hashtag #andiamoagovernare. Non sembrano più pesare le divisioni del centrodestra neanche a Verona dove Federico Sboarina sconfigge la candidata vicina al sindaco uscente Flavio Tosi, ex leghista, Patrizia Bisinella.

Il fallimento del M5S a L'Aquila: nemmeno un consigliere comunale
Secondo la ripartizione dei seggi resa nota dal ministero dell'Interno, nel Consiglio comunale dell'Aquila dopo la vittoria del sindaco di centrodestra Pierluigi Biondi al ballottaggio, non ci sarà nemmeno un seggio per il Movimento Cinque Stelle. Grave l'assenza dei grillini con il candidato sindaco Fabrizio Righetti destinato a rimanere fuori.

Il crollo dell’affluenza
Rispetto al primo turno è stato di quasi 12 punti percentuali: a Catanzaro ha votato il 47,05% contro il 72,44% del primo turno; bassissima l'affluenza a Taranto, dove ha votato solo il 32,87% (era stata del 58,51%) e soprattutto a Trapani, dove il risicato 26,75% dei cittadini andati a votare porterà un commissario nella città, nominato dalla Regione, visto che l'unico candidato rimasto in sella, Piero Savona del centrosinistra, dopo l'esclusione del candidato Girolamo Fazio del centrodestra, indagato, per vincere doveva avere oltre il 25% dei consensi ed una affluenza di oltre il 50% che è sembrata impossibile da raggiungere già alle 19, quando l'affluenza fu pari a solo il 16,69. A Genova ha votato il 42,66% ma l'affluenza era stata più bassa del 50% anche al primo turno: era andato alle urne solo il 48,39%. Bassa anche l'affluenza a Como, arrestata al 35,82%, ad Asti (41,70%), a Oristano (43,91%)

Redazione Tiscali

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