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Sant'Antioco. Ponte nuovo. Inviate a Roma le osservazioni per il cambio del progetto e rimodulazione finanziamenti.

Politica Regionale
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Sarà il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, come vuole la legge per i progetti che superano i 25 milioni di euro, a decidere se a Sant'Antioco dovrà essere costruito il ponte nuovo e relativa circonvallazione. Un progetto, con un finanziamento di oltre 57 milioni di euro, previsto dal piano Sulcis ma osteggiato da Comune, un comitato spontaneo, Italia Nostra e wwf che ritengono il progetto un infausto viatico per il futuro socio economico e turistico di Sant'Antioco e del Sulcis e  chiedono la rimodulazione dei finanziamenti. 02 05 19 tracciato ponte circonvallazioneCosì il comitato Porto Solky, Italia Nostra Sardegna, WWF e Gruppo di Intervento Giuridico onlus il 10 febbraio scorso hanno presentato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici un dossier di “osservazioni“ per ottenere la rimodulazione dei 57,5 milioni di euro, oggi previsti per l’inutile e dannoso nuovo ponte di S. Antioco, a favore della messa in sicurezza delle principali arterie del Sulcis, nonché la realizzazione del nuovo porto polifunzionale di Sant‘Antioco che permetterebbe una reale ricaduta nella cantieristica e nel turismo. Nelle osservazioni inviate si fa rilevare che il nuovo ponte è in realtà un viadotto di due chilometri che poggia su 25 piloni, connesso alla nuova circonvallazione. “Si tratta anche di anacronistiche opere portuali previste 60 anni fa, che stanno compromettendo la pianificazione del nuovo porto, e le preoccupanti criticità a carico delle aree ex Sardamag sulle quali dovrebbe nascere la ricettività di più alto livello tramite il recupero delle sue volumetrie industriali che constano di 35.000 metri cubi per strutture ricettive e 15.000 metri cubi per la realizzazione di un complesso residenziale. Adesso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dovrà esprimersi in merito alla fattibilità delle opere di cui il comitato Porto Solky congiuntamente a Italia Nostra Sardegna, WWF e al Gruppo di Intervento Giuridico onlus, hanno presentato le loro “osservazioni“ affinchè si possano bloccare definitivamente le opere contestate e rendere così rimodulabili i finanziamenti previsti a favore di opere effettivamente utili per la rinascita del Sulcis.

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