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Cagliari. Sanità: Cappelli (CD) “Partiti di maggioranza che cavalcano critiche governo abbiano decenza di lasciare”

Politica Regionale
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“E’ stucchevole e poco seria la polemica sulle osservazioni del Ministero della salute sulla riforma Sanitaria e ospedaliera sarda. Noi del Centro Democratico fin dal primo momento abbiamo fortemente e convintamente osteggiato la proposta della Giunta regionale fino a non votarla in aula. Ci siamo opposti al testo facendo una proposta che è stata definita dall’assessore competente e dal tavolo tecnico "la migliore, la più razionale e la più utile per la Sardegna", ma è stata respinta dalla Giunta perché "non c'erano le condizioni politiche". Condizioni che successivamente ci hanno portato ad abbandonare la nostra collaborazione con la Giunta regionale”.

Lo dichiara in una nota l’on. Roberto Capelli di Centro Democratico, ex assessore alla Sanità della Regione Sardegna.

“Ricordo la nostra ferma opposizione alla proposta di aumento dell'Irpef per finanziare la sanità con la spesa fuori controllo, ricordo il nostro no alla creazione dell'Aereus essendo contrari alla creazione di nuove aziende con nuove spese per Direttori vari e logistica amministrativa, ricordo che ancora oggi non abbiamo avuto riscontro del costo lordo annuale del Direttore e Dirigenti apicali dell'Ats, comprensivo di rimborsi e spese varie (viaggi, trasferte, autisti, vitto e alloggio). Il giudizio dei sardi sulla "sanità percepita" ritengo ci abbia dato ragione. E il nostro giudizio sull'operato fin qui dell'Assessore Arru è decisamente negativo! Detto questo non capisco però le critiche "amiche" dei partiti di maggioranza, dettate da puro calcolo elettorale. Posso capire l'opposizione nero-sardo-leghista con tinte sbiadite d'azzurro(per di più silenti in questi quattro anni), e l'abbaiare alla luna degli stellati, ma gli altri? Governano le Assl, enti, assessorati: insomma, almeno un po' di dignità e rispetto per l'intelligenza dei sardi!”, afferma ancora Capelli.

“È assolutamente chiaro a tutti che nel merito del nuovo caso l’Assessore alla sanità della Sardegna, invece, va unitariamente difeso e bene fa a sollevare gli scudi. Sia chiaro, nel dibattito e confronto tecnico-politico Arru è sempre stato contrario al salvataggio dei piccoli ospedali, e non l'ha mai nascosto, vedendoli in prospettiva come una sorta di poliambulatori di frontiera. Personalmente non sono mai stato d'accordo con Arru su quasi nulla. Ma l'Assessore ha l'obbligo di difendere una legge approvata dal Consiglio Regionale anche contro i propri personali convincimenti: quindi oggi sul tema specifico sto con l'Assessore che rappresenta la Sardegna. Non lo facesse occuperei la Presidenza, e credo non da solo. Chi cerca solo di strumentalizzare per fini utilitaristici anche quel minimo di ragione che è rimasta, dovrebbe farlo dall'opposizione e abbandonare seduta stante le rendite di posizione. O meglio da tempo il Presidente della Giunta regionale avrebbe dovuto dare il benservito! Non ci sarebbe stata più maggioranza? Si, ma sarebbe stata salvaguardata la dignità politica del centro sinistra, oggi fortemente compromessa ma che si può ancora salvare con una radicale azione di cambiamento. Purchè non di facciata”, conclude Capelli.

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