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Cagliari. ( Cisl) Da domani futuro incerto per 300 lavoratori ARAS in liquidazione

Politica Regionale
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Domani 7 giugno 2018 l’ARAS, l’Associazione regionale Allevatori Sardi, sarà messa in liquidazione. Denuncia il Segretario generale FAI CISL Bruno Olivieri. 300 lavoratori, distribuiti in tutta l’isola, insieme con le loro famiglie ignorano il loro destino. Per congelare almeno per qualche mese la situazione è sufficiente che LAORE eroghi la 2^ tranche dei 13,8 milioni di euro, già stanziati dalla Giunta verso Laore con apposita delibera lo scorso 6 febbraio, per coprire gli interventi previsti nel Piano operativo annuale (POA) 2018. La prima tranche di acconto da 4,6 milioni di euro per le prestazioni di assistenza tecnica in zootecnia svolte nell’annualità 2018 era stata erogata alla fine dello scorso mese di febbraio.

Ai dipendenti ARAS mancano le retribuzioni di dicembre 2017 e di Maggio 2018 e i rimborsi relativi alle trasferte effettuate per svolgere l’attività, che i 300 lavoratori hanno continuato a garantire nonostante la precarietà e l’incertezza di una situazione che la FAI Cisl chiede alla Regione di chiarire e definire al più presto.

I dipendenti hanno svolto e stanno continuando a svolgere, nonostante l’emergenza amministrativa, un servizio importantissimo ed indispensabile per il settore allevatoriale della Sardegna.

L’ARAS, associazione privata degli allevatori, convenzionata con la Regione, svolge attività di informazione e formazione verso le aziende agropastorali nell’ambito dell’attuazione della Misura 14, del Programma di sviluppo rurale, dedicata al benessere degli animali.

Serve una svolta concreta della politica sarda che chiarisca una volta per tutte che futuro si vuole dare a questa associazione che da anni lavora con ottimi risultati in un settore che rappresenta la vocazione principale dell’economia sarda.

La politica regionale ha più volte promesso e ha iniziato a delineare un ruolo strutturale dell’ARAS nel comparto agropastorale, ma alle promesse non sono seguiti i fatti.

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