NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
17
Thu, Oct
38 Nuovi articoli

Sassari. Rischio delocalizzazione BPER. Mercoledì 9 ottobre per protesta volantinaggio del sindacato dei bancari

Politica Regionale
Aspetto
Condividi

La politica della BPER mette a serio rischio l’esistenza del Banco di Sardegna svuotato dall’interno con la mancata sostituzione di almeno 400 lavoratori rientranti nel piano di prepensionamento . Mercoledì 9 ottobre volantinaggio del sindacato dei bancari davanti alle Facoltà economico-giuridiche e alle sedi del Banco di Sardegna: “ Un’altra porta in faccia ai giovani laureati in Sardegna”.

I sindacati dei bancari hanno fatto i conti: 600 lavoratori sardi del Banco di Sardegna in prepensionamento. Altri 190 considerati in esubero dal piano industriale BPER. Rimangono da coprire 410 posti di lavoro, cioè altrettante assunzioni che la BPER si guarda bene dal realizzare perché trasferisce in Emilia Romagna le operazioni bancarie che dovrebbero essere fatte in Sardegna. Se non è “cannibalizzazione” del più forte – (BPER) azionista di maggioranza – nei confronti del più debole (Banco di Sardegna), poco ci manca.

“Siamo davanti a un vero e proprio scippo di occupazione - dicono dirigenti dei sindacati dei bancari che dalle ore 9 alle ore 13 di mercoledì 9 ottobre faranno volantinaggio all’ingresso delle sedi del Banco di Sardegna e delle Università di Cagliari e Sassari, comprese le sedi di Nuoro e Oristano del Banco - che prevede la sottrazione di ben 600 posti di lavoro e di importanti lavorazioni dalla Sardegna verso la ben più ricca zona dell’Emilia”. A Sassari, volantinaggio oltre che davanti alla sede Centrale del Banco anche a quella della Fondazione di Sardegna, secondo grande azionista del Gruppo BPER.

Proprio la Fondazione potrebbe essere lo snodo fondamentale per dare la positiva svolta decisiva a una vicenda che rischia altrimenti di abbattersi in maniera devastante su ogni tentativo di sviluppo dell’economia della Sardegna e su ogni prospettiva di lavoro per i nostri giovani

Secondo Sergio Mura, Segretario Regionale della FIRST CISL, la Sardegna non può essere penalizzata dal piano industriale di BPER. Il trasferimento delle lavorazioni verso l’Emilia, se non ne verranno assegnate alla Sardegna ed al Banco di nuove, comporterebbe una inaccettabile e sanguinosa perdita secca di 600 posti di lavoro e nessuna prospettiva di assunzione per i nostri giovani.

Laura Urgeghe, Segretaria Regionale della FISAC CGIL sottolinea che, dato che il piano industriale prevede il prepensionamento di 600 lavoratori in Sardegna, è indispensabile che a questi lavoratori subentrino dei giovani, altrimenti destinati a lasciare l’isola e ad acuire la cronica crisi occupazionale in atto.

Mauro Farigu, Segretario Regionale UILCA, evidenzia il fatto che la politica deve far sentire la sua voce con la BPER per tutelare gli interessi dei Sardi e dell’Unica Banca Sarda e che la Fondazione di Sardegna deve svolgere un ruolo di primaria importanza quale azionista primario di BPER.

Maria Antonietta Sotgiu, Segretaria Regionale FABI, evidenzia il ruolo finora svolto dal Banco a sostegno dello sviluppo del territorio, ruolo messo fortemente in discussione se il piano industriale venisse attuato senza modifiche.

Per Patrizio Zucca, Segretario Regionale UNISIN, la nostra isola non può essere calpestata dalla capogruppo a danno dei sardi.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna