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Tratalias. Presentazione del libro: come un avvoltoio, di Giulio Nonnis.

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Giovedì 8 novembre, alle 18, presso il borgo medioevale, presso il museo del territorio di Tratalias verrà presentato libro: come un avvoltoio, di Giulio Nonnis. L'appuntamento letterario per la presentazione di un libro che racconta tragici fatti che si sono svolti nel Sulcis Iglesiente nella prima metà del secolo scorso è organizzato dall'Amministrazione Comunale di Tratalias, con la collaborazione della coop. s.t.a.ge.

La conclusione del libro curata da Claudia Serra

Dalla grotta, seduto su una pietra con lo sguardo rivolto all'ingresso, leggo le parole date a Domini. Le parole, seppur bisbigliate, rimbombano in quel rifugio naturale e, all'improvviso, un leggero odore di sigaretta aleggia alle mie spalle, accompagnato da un singhiozzo...che sembra voler esser represso;

Continuo a leggere, mentre alcuni passi ed una presenza si fanno sempre più vicini;

Mi volto: non c'è nessuno ma...so di non essere solo;
Continuo a leggere :" Sono stato ingrato con la vita che mi fece buono, sano, forte e dispregiandola, l'ho calpestata".( Cit. pagina. 172, COME UN AVVOLTOIO, conclusione di Claudia Serra Simonini).
Improvvisamente, una pietra viene scagliata contro la parete della grotta ma...non sono stato io e, dalle mie spalle, una voce :" Scusa, sono sempre stato troppo istintivo, continua a leggere, è vero ciò che c'è scritto!" È lui, mi dico e continuo a leggere, giungendo alla fine:"Avevo due possibilità, nel buio delle mie scelte, ho sempre imboccato la via del male",( Cit. pagina. 173, COME UN AVVOLTOIO, conclusione di Claudia Serra).

Terminata la lettura della parte conclusiva del libro, il silenzio surreale s' impossessa di tutto; anche il vento si quieta, si ferma...come il Tempo che...mi porta Domini o me da lui: È dinnanzi a me, di spalle, in tutta la sua imponenza;

Vestito di orbace, pantaloni e gilet, giacca, cappello e zaino in stoffa, doppia cartucciera incrociata sul petto, fucile in spalla e pistola dentro la cintola;
Non si volta ma, sento ancora le sue parole dentro la mia testa, che non scorderò mai:"Grazie per la tua compagnia e per tutte le volte che sei venuto a trovarmi...io c'ero, ogni volta! La prima, ho pensato che tu fossi il solito curioso rompiballe, che veniva alla ricerca di qualcosa da mettere in mostra e sulla quale poter parlare poi, le successive, ho capito osservando il tuo silenzio, il tuo modo rispettoso e composto di osservazione, mai invadente, che veniva da dentro, non solo dagli occhi;
Ho capito che volevi solo cercare di capire, sentire e magari percepire gli stati d'animo di una persona che, trascinata dal vento dell'odio, indotto dalle persone e dagli eventi, ha optato per le scelte sbagliate, ponendo fine a delle vite anche innocenti, facendo del male che ha segnato per sempre una comunità e le persone che sarebbero venute nelle generazioni future. Per tutto questo, la mia anima non troverà mai pace, com'è giusto che sia e non ho nessuna attenuante se non quella di essere stato un uomo anche io e come tale sono stato perseguitato dagli uomini che mi schernivano, si prendevano gioco di me e...mi accusavano anche quando non avevo colpe. Ora, il giudizio divino punirà le mie malefatte, facendo patire alla mia anima ciò che riterrà opportuno e giusto.
Ah, un'ultima cosa: questi binocoli ricordano tanto i miei...quelli con i quali osservavo la mia amata, dal ciglio della grotta...mentre lavava i panni, nel fiume che attraversava questa valle, prima che la diga ne sbarrasse il corso. Anche lei, lei sopra tutti, è stata una vittima innocente, la più innocente, quella con la quale il mio cuore è morto, prima che morisse il mio corpo mortale, perché l'amavo più di me stesso, ma la follia prese il sopravvento e la cecità con essa! Non smettere di venire a farmi compagnia...te lo chiedo per favore!".
Detto ciò...si è allontanato, mentre il fumo della sigaretta saliva da un lato e i singhiozzi lasciavano spazio alle lacrime, che hanno lasciato a loro volta, traccia sulla terra in cui posavano i suoi piedi.- Gianluca Lindiri

la Poesia di Gianluca Lindiri

DOMINI: UN UOMO, UNA VITA, UNA STORIA

Non sempre
tutto è come sembra;

Capita che
gli animi umani
vengano cambiati dai fatti,
dalle cose
viste in modo distorto,
dall'invidia delle persone,
anche da quelle che
possono sembrare amiche;

Si può sempre scegliere:
Non sempre...
si sceglie la strada giusta:

Domini:
Un uomo,
una Vita,
una storia.

Gianluca Lindiri, 06.05.2018

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