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Carbonia. Sulcis Scienza 2018, Film: "Il pastoralismo in Sardegna tra passato e futuro"

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Le anime entrano alla mezzanotte nelle case, girano intorno alle mense imbandite, e se ne partono quindi saziate dal solo odore delle vivande. Se invece non si prepara alcun piatto, i morti se ne vanno via sospirando...”. È ancora viva, in Sardegna, l’antica usanza di lasciare servita in tavola, nella notte tra il primo e il due novembre, la cena per i propri morti, costituita da un pasto completo caratterizzato da sos macarrones de sos mortos (i maccheroni dei morti). A Orune, nella Sardegna centrale, l’ottuagenaria Pasqua Goddi descrive la preparazione del banchetto e alcuni rituali a esso connessi, non senza punte di tagliente ironia ma nel massimo rispetto della tradizione. Un’opera di accorata e composta osservazione che, nell’asciutto bianco e nero delle proprie immagini e nella calibrata composizione delle inquadrature, trasforma un tavolo imbandito in un altare e la cucina di un’antica casa nel santuario dell’officiante.

GIUSEPPE PASTORE DI PERIFERIA
di Ignazio Figus (Italia 2004, 22')
Il documentario propone una lettura del mutamento sociale in atto attraverso la descrizione dei momenti salienti della giornata di Giuseppe, un pastore che vive e opera alla periferia di Nuoro e che quotidianamente si confronta con il traffico automobilistico e le rigide regole della città per poter raggiungere, con il suo gregge, il vicino pascolo. Il documentario, tenta di comunicare, da un lato, l’ultimo sfumare dei valori di un mondo pastorale e, dall’altro, il senso dell’attaccamento di Giuseppe alla sua realtà di pastore. La città, immemore, gli contende il suo diritto ad essere se stesso, di continuare a vivere dove è sempre stato, con i suoi ritmi. Dalle immagini e dalle stesse parole di Giuseppe – ora pastore simbolo di una realtà forse già scomparsa - emergono le contraddizioni, vissute pacatamente e con spunti di un’amara ironia, che è filosofia antica.
Il documentario “Giuseppe, Pastore di Periferia” di Ignazio Figus (ITALIA 2004, 22 min.) è stato selezionato al Culture Unplugged Film Festival 2016.

IL MAIALETTO DELLA NURRA
di Marco Antonio Pani (Italia 2016, 18')
Due allevatori nella Nurra, una visita dei carabinieri, un maialetto, un film di Fellini e una pianta proibita. Un viaggio nella fantasia popolare, una cronaca, un documentario, una finzione. O solo un gioco.

Interverrà l'autore Ignazio Figus

venerdì 09 novembre 2018 - ore 18.00
Sala Conferenze Biblioteca Comunale
Proiezione di
TEMPUS DE BARISTAS
di David MacDougall
Tempus de Baristas analizza il carattere e le aspettative di tre pastori delle montagne dell’Ogliastra, nella Sardegna orientale. Pietro, diciassettenne, aiuta con continuità e impegno il padre Franchiscu nel governo delle capre, ma come gli altri giovani va anche a scuola, indossa jeans e T-shirts e incontra i suoi coetanei la sera, nella piazza del paese. Il loro amico Miminu, quarantenne, attende, praticamente da solo, al grande gregge di capre della sua famiglia. Egli si trova di fronte a un incerto futuro in quanto la produzione commerciale del formaggio e il mercato moderno sempre più si stanno sostituendo ai metodi di conduzione tradizionale della pastorizia. Sebbene nati a soli 20 anni di distanza l’uno dall’altro, ciascuno di questi pastori è cresciuto in un modo diverso. La vita del padre e quella di Miminu sono per Pietro un punto di riferimento su cui misurare se stesso e un motivo di riflessione sul proprio futuro. Girato in forma intimista nell’estate e nell’autunno del 1992, questo film del pluripremiato regista David MacDougall ha qualcosa della complessità del romanzo contemporaneo – una qualità raramente presente nei documentari d’oggi.

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

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