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Carbonia. “Tutti in Scena”, sabato La Clessidra interpreta “Le donne di buon umore” di Carlo Goldoni

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Come Molière nella Francia del secolo precedente, così Goldoni nell’Italia del XVIII secolo modificherà radicalmente l’idea di teatro fino ad allora rappresentato non solo nella penisola. Senza rinnegare la tradizione della commedia dell’arte ed anzi ribadendo la dignità del teatro comico e dei suoi personaggi, ne mise in dcussione gli ormai logori luoghi comuni che cristallizzavano la produzione ed impose, contro l’abitudine della recitazione “all’improvviso”, ovvero a soggetto, la centralità del testo scritto per ciascuno dei personaggi.Carlo Goldoni Ma soprattutto, il grande Veneziano disegna sulla scena scorci di una realtà viva e vibrante, che raccontano la vita vera degli uomini, senza mediazioni intellettualistiche o poetiche o artifizi da mestieranti. «I miei caratteri – scriveva nell’incipit della “Bottega del caffè” – sono umani, sono verisimili, e forse veri, ma io li traggo dalla turba universale degli uomini, e vuole il caso che alcuno in essi si riconosca. Quando ciò accade, non è mia colpa che il carattere tristo a quel vizioso somigli; ma colpa è del vizioso, che dal carattere ch’io dipingo, trovasi per sua sventura attaccato». Così il critico e storico del teatro Silvio D’Amico, nella sua “Storia del teatro drammatico”: «Goldoni non è il fotografo, ma il festoso pittore di un mondo superficiale, stanco, sensuale e tutt’altro che eroico e, nelle sue pitture ci dà né campioni di vizi atroci, né modelli di virtù sublimi, ma uomini e donne nella loro mediocrità». Un realismo che non manca di agganci con l’umanesimo illuminista che nel Settecento innervava tutta la cultura europea.
“Le donne di buon umore”, penultimo spettacolo della rassegna “Tutti in Scena”, organizzata e inscenata dalla compagnia La Clessidra Teatro, è, spiegano gli organizzatori, «la versione in lingua italiana dell’opera goldoniana “Le morbinose”. La pièce, ambientata a Venezia, ha come protagoniste donne allegre e brillanti che per divertirsi prendono di mira il povero conte Rinaldo, burlandolo per bene. Così mescolando malizia, grazia femminile e complicità, le donne di buon umore riescono a dar vita ad una trama brillante ed avvincente. Goldoni, da sempre molto attento a sviluppare i caratteri dei propri personaggi, specie quelli femminili, si concentra sul rapporto uomo-donna e accresce la sottomissione dell’uomo che diviene così l’oggetto della beffa e per rendere il gioco possibile prende come pretesto la ricorrenza del Carnevale, dove “ogni scherzo vale!”».
Diretti da Anna Pina Buttiglieri e dall’aiuto regista Francesca Puddu saliranno sul palco sabato, alle ore 21, nel Teatro Centrale, Tiziana Bellu (Costanza), Giusy Tartaglione (Felicita), Anna Garau (Mariuccia), Rita Garau (Silvestra), Giacinta Pinna (Dorotea), Roberta Silanos (Pasquina), Stafania Altea (Lucia), Patrizia Sitzia (Nicoletta e Bernardina), Carlo Usai (Leonardo), Conte Rinaldo (Simona Lisci), Gabriella Divino (Cavaliere Odoardo) ed Elisabetta Vargiu (Battistino).

Giovanni Di Pasquale

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