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Dorgali. Inizio esemplare per la XXX Edizione Cala Gonone Jazz Festival 2017

Spettacolo
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Prima, favolosa serata al Cala Gonone Jazz Festival in occasione dei suoi trent’anni. L’apertura è stata decretata dalla mostra “No flash please!” in un’inedita versione curata dal fotografo Giulio Capobianco che ha compiuto un lungo e minuzioso lavoro di editing sugli scatti di Gino Crisponi e dei professionisti che si sono succeduti nel corso degli anni.
Alle 22,00, un concerto che ha toccato il genere tra nel vivo, raccontando storia, aneddoti e musiche in un quintetto mica da ridere.
L’Antonio Ciacca Quintet regala un’esibizione di due ore tra la canzone italiana e il ragtime. Il maestro e pianista Ciacca –piano-, insieme a Roberto Bonisolo - sax alto, Lucio Ferrara - chitarra, Nicola Muresu - contrabbasso, Adam Pache- batteria; hanno delineato una narrazione interamente nuova e ispirata ad un genere mutevole e capriccioso per natura.
Il quintetto si è posto l’obiettivo di conferire, finalmente, il ruolo di cofondatori e costruttori di un’identità jazz (inizialmente scritto e pronunciato “jas” spiega Ciacca) agli italoamericani. “Volare: the Italian-American Songbook” è un progetto che nasce dalla precisa volontà degli artisti immigrati negli Stati Uniti e in Canada volto a ricordare le figure di spicco in quest’ambito e lasciarle emergere in un archivio collettivo e significativo.
Nella frase “nel blu, dipinto di blu” ritroviamo una vena nostalgica e vivida che viene reinterpretata dall’ensemble con un arrangiamento capace di riassegnare all’originale di Modugno il suo posto nell’immaginario della canzone italiana, rinfrescato dalla vivacità di un’esecuzione figlia dell’improvvisazione e della creatività più assolute e totalizzanti.
C’è stato spazio anche per ricordare altre importanti figure del percorso personale, jazz di Ciacca: il grande trombettista Wynton Marsalis, la cui madre Dolores è venuta a mancare nei giorni scorsi e alla quale il maestro ha dedicato un brano affettuoso e toccante il un piano solo.
Si riparte nella giornata di venerdì 21 luglio le serate al tramonto all’Acquario si aprono con le attese e immancabili degustazioni e la musica di Luigi Tessarollo e Roberto Taufic in duo, alle 19,00.
Luigi Tessarollo, considerato dalla critica tra i migliori chitarristi jazz in Italia e Roberto Taufic, nato in Honduras, vissuto in Brasile, ma di origine palestinese che di queste commistioni ne ha fatto una ricchezza culturale e stilistica trasposta in musica.
Per questa seconda serata (ore 22,00) ci sarà da tenersi ben saldi alle poltrone quando il palco del Teatro Comunale sarà calpestato dai mostri sacri del fusion e jazz-rock. Randy Brecker, Mike Stern, Lenny White e Teymur Phell in un quartetto già acclamatissimo e che finalmente sbarca in terra sarda per la gioia dei grandi appassionati.
Sabato 22 luglio primo spettacolo alle Grotte del Bue Marino con Luisa Cottifogli e il progetto multimediale Rumì “’E Rumì d’ Santa Mareja” un personaggio realmente esistito nel 1800 sulle strade della bassa romagnola, il mondo visto attraverso gli occhi di un’anima semplice e vagabonda. Il concerto sarà immerso in suggestive video-installazioni e antichi racconti, tra suoni contemporanei e parole di un mondo passato.
All’Acquario alle 19,00 dove vini, formaggi e pani tipici dorgalesi, si lasciano accompagnare in questo preludio alla sera da un trio di formazione sarda, con la mente viaggiatrice e il cuore sempre proiettato nell’isola. Gli SVM, dai nomi di Sanna, Vacca e Medde, presentano “The Ant” il loro nuovo lavoro in forma di concept album.
I big al Teatro Comunale (ore 21,30) non danno un momento di tregua e per la serata di sabato 22, il chitarrista Bill Frisell si esibirà in trio con Tony Scherr al basso e Kenny Wollesen alle percussioni.
In questo primo sabato per i 30 anni del festival, la notte continua con altri due concerti. Abbiamo selezionato due meravigliosi eventi per concludere con stile questa serata e dalle 22,30 nella spiaggia centrale di Cala Gonone potrete assistere e godervi gratuitamente lo spettacolo della contrabbassista Linda Oh in quartetto e a seguire i Signs of Life, band tutta nostrana in un omaggio agli immortali Pink Floyd.
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