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Sant'Antioco. Prima nazionale di “Palma de Sols”, di Mauro Palmas. In musica la storia di Sant'Antioco Martire

Spettacolo
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È entrata nel vivo l’estate di concerti e spettacoli a Sant’Antioco. Mentre cresce l’attesa per il primo dei grandi eventi dell’edizione 2019 dell’Arena Fenicia Festival, che vedrà sul palco Vinicio Capossela, sabato  scorso 13 luglio  si è tenuta la prima nazionale di “Palma de Sols”, racconto in musica di Mauro Palmas. L’artista si è esibito davanti ad un pubblico abbastanza numeroso insieme alle cornamuse di Fabio Rinaudo, le percussioni e la batteria di Andrea Ruggeri, il basso di Silvano Lobina, il clarinetto e il sax di Marco Argiolas, gli Archaea Strings con Mauro Fabbrucci, Damiano Puliti, Riccardo Capanni e Marcello Puliti, le chitarre di Marcello Peghin, l’organo e il pianoforte di Alessandro Foresti. La musica degli stumenti dei musicisti accompagnata dalla voce narrante di Simonetta Soro si è sciolta nella notte sulcitana raccontanto nuove e antiche migrazioni sulle rotte di un mare senza tempo. Palma de Sols racconta infatti con suoni, atmosfere ed evocazioni le traversie di quanti al mare affidano la propria vita e le proprie speranze. Ai tanti che ce la fanno e ai troppi che invece vedono il proprio sogno frantumarsi tra le onde. Fra tutti le vicende del martire Antioco, patrono della cittadina e della Sardegna. Sotto un cielo stellato dell'arena fenicia un suggestivo dialogo che si è animato tra corde, fiati, cornamusa e pianoforte ha accompaganto il pubblico attraverso seducenti scenari sonori, supportati da immagini un grande schermo, con una grande forza evocativa in cui protagonista è stato l’incanto e la bellezza delle melodie, delle storie narrate e della suggestiva e maestosa location dell'arena fenicia.  Mauro Palmas, con “Palma de Sols”, imbastisce un viaggio che non è solo musicale ma affonda le radici della cultura popolare diventando così un omaggio alle contaminazioni e alle migrazioni. Le storie di Antoni e Adrià, quella di Juan Edmond Ravel e del mozzo Mohamed, nel viaggio verso Palma de Sols, l’odierna Sant’Antioco, chiamata così dagli invasori aragoniesi, ha fatto rivivere agli spettatori anche la storia di poco meno di due millenni fa, quando il medico africano Antioco, reo di professare il credo cristiano e, per giunta, di fare proseliti curando anime e corpi, è stato esiliato in Sardegna di  una biografia che sfuma nella leggenda e che delinea quella misteriosa e affascinante figura del Santo e Martire che darà il nome alla maggiore delle isole minori italiane. Un racconto molto laico che si sfila dalla tradizione religiosa, ma non per questo meno affascinante, apprezzato dal pubblico presente con un interminabile applauso.

Red

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