Ieri a Monserrato i carabinieri della locale Stazione, a conclusione di un’accurata indagine scaturita dalla denuncia querela presentata loro da una 37enne del luogo, hanno identificato i responsabili ed autori dell’indebito utilizzo e falsificazione di una carta di credito e pagamento intestata alla donna. Si tratta di un 21enne napoletano, macellaio e di un 32enne disoccupato con precedenti di polizia, entrambi residenti a Sant’Antimo (NA). Entrambi sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per gli episodi ricostruiti pazientemente dai militari e avranno un processo in Sardegna. Attraverso indagini telematiche e con la collaborazione dei colleghi della Stazione campana nonché degli operatori dell’amministrazione delle poste, i carabinieri hanno potuto verificare che i due, utilizzando fraudolentemente la carta postepay della denunciante di cui conoscevano in qualche modo i dati, dal 29 giugno 2019 al 3 luglio 2019 avevano eseguito diverse transazioni online, acquistando in rete a spese della vittima oggettistica varia per un importo complessivo pari a € 4.158,00.
Ieri a Serramanna i carabinieri della locale Stazione, a conclusione di vari accertamenti e indagini, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari un 39enne disoccupato del luogo, incensurato. I militari hanno verificato che l’uomo nel pomeriggio del 31 maggio scorso, in quella piazza del Popolo, per futili motivi legati a una banale controversia stradale sulla precedenza, aveva aggredito e minacciato con una pistola a salve priva del tappo rosso un 29enne allevatore di Serramanna che era stato trasportato in codice giallo all’Ospedale Brotzu di Cagliari e dimesso con 7 gg di prognosi per una ferita alla testa. Un’immediata perquisizione nell’abitazione dell’aggressore, posta in essere dai carabinieri subito intervenuti sul luogo dello scontro, aveva permesso di rinvenire una pistola a salve marca “Valtro” priva di caricatore, che era stata posta sotto sequestro, assunta in carico e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria con fini probatori. I reati che si ipotizzano sono quelli di minaccia e lesioni personali, per i quali sarà necessaria comunque una querela della parte lesa ai fini della procedibilità.
Ieri sera alle ore 21.00 a Gonnosfanadiga, in via Nazionale all’angolo con la Via Marconi, si è verificato un sinistro stradale che ha coinvolto 3 fuoristrada: un Land Rover condotto da una 52enne con a bordo un'altra persona, un Nissan Novara guidato da un 50enne operaio del luogo e infine un Jeep Cherokee, che aveva alla guida un 26enne operaio anch'egli di Gonnos. Come sempre accade in questi casi e come previsto dal codice della strada, tutti e tre i conducenti dei mezzi coinvolti sono stati sottoposti ad accertamenti etilometrici mediante l'apparato in dotazione di carabinieri e soltanto il più giovane, l'ultimo è risultato essere positivo con un tasso alcolico pari a 0,96 g/l. Già soltanto per questo elemento egli ha colpa relazione al verificarsi del sinistro, in quanto non si sarebbe dovuto porre alla guida in quelle condizioni. Pertanto gli è stato ritirato il documento di guida che verrà inviato alla Prefettura di Cagliari per i successivi adempimenti di legge, mentre in mezzo è stato sottoposto a fermo amministrativo. In realtà basta un bicchiere di vino di troppo a cena per sforare i limiti di legge previsti per poter guidare e se poi un incidente stradale si verifica davvero seguono una serie di guai, con tanto di denuncia alla Procura della Repubblica per guida in stato di ebbrezza, lungo stop per la patente e gran fatica per poterla recuperare.