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Una Pasquetta quasi tranquilla. Le attività dei Carabinieri

Cronaca Regionale
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Una Pasquetta quasi tranquilla. Le attività dei Carabinieri

Castiadas. È stato più forte di loro, a Pasquetta sono andati in spiaggia per una gita fuori porta. Ieri attorno a mezzogiorno a Castiadas, nel corso di un servizio opportunamente disposto, i carabinieri del Radiomobile della Compagnia di San Vito hanno segnalato alla Prefettura di Cagliari 6 ragazzi, con contestuale contestazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 400 euro pro capite. Gli stessi sono stati sorpresi in località Monte Turnu a godersi in spiaggia la bella giornata di sole. Tra l’altro non erano neppure del posto, tutti uomini, tre erano di Cagliari (38, 19, e 28 anni), uno di Quartu (23 anni), uno di Senorbì (38 anni) e uno di Decimoputzu (33 anni). La sanzione si giustifica dunque anche in relazione al fatto che essi si erano allontanati dalla residenza in costanza di zona rossa e senza poter vantare di possedere un’abitazione a Castiadas. Non si è certi che fossero assieme, erano abbastanza vicini, ma questo non ha una grande rilevanza, anche se si potesse parlare di assembramento la sanzione sarebbe stata comunque la stessa. Sempre a Castiadas, evidentemente molto attrattiva, qualche ora prima attorno alle ore 01,15, i carabinieri della locale Stazione avevano beccato in località “Annunziata” altri quattro “trasfertisti” che viaggiavano su un Transporter Volkswagen, un 53enne di Senorbì, un 45enne di Cagliari (con precedenti di polizia), un 57enne di Settimo San Pietro (con precedenti di polizia) e un 50enne di Iglesias. Hanno dichiarato di essersi persi nel rientrare da una cena a casa di amici, dei quali naturalmente non hanno voluto svelare l’identità. È stata naturalmente applicata loro la solita sanziona da 400 euro, ma i due sono stati anche denunciati alla Procura di Cagliari per il porto di un coltello di genere proibito, avevano con sé una “pattadese” cadauno, rispettivamente di 21 e 28 cm. Tali oggetti sono stati naturalmente sequestrati.

Cagliari. Ci sono diversi modi per divertirsi, non tutti condivisibili, ma bisogna pur sempre rispettare un certo margine di discrezionalità nei gusti. Il problema può semmai essere costituito dagli imprevisti che possano andare a modificare il normale corso degli eventi e trasformare ipotetici momenti felici in situazioni poco desiderabili, gravide talvolta di paura, se non di terrore. È quello che è accaduto a un 25enne cagliaritano che, ricercando su un sito “Telegram” un po’ di evasione, ha trovato una “escort” che, alla modica cifra di 100 euro, prometteva momenti paradisiaci a coloro che volessero provare emozioni uniche. Preso un appuntamento telefonico e recatosi nell’appartamento indicato, il giovane aveva accesso all’appartamento ma subito decideva di rinunciare a quella programmata esperienza, in quanto l’avvenente fanciulla che aveva visto sul sito si era rivelata in realtà un trans sudamericano che di femminile dimostrava molto poco. L’attrazione si era davvero ridotta ai minimi termini. La controparte non aveva però nessuna intenzione di rinunciare al proprio business. D’accordo sul fatto che il rapporto sessuale si potesse anche evitare, d’altra parte se manca la partecipazione emotiva di una delle parti……….non c’è gusto, ma sul pagamento lo straniero non intendeva transigere, il contratto ormai era stato stipulato e occorreva dar corso al pagamento dei 100 euro previsti o il cliente non sarebbe stato mollato. Vista la mala parata e la struttura fisica dell’interlocutore, la vittima pagava, ma lo faceva con un’accortezza che sarebbe stata utile successivamente. Inviava pertanto un bonifico all’IBAN indicato dal trans. A questo punto poteva lasciare il convegno amoroso e correre dai carabinieri della Compagnia di Quartu. Con pochi accertamenti lo straniero veniva individuato e denunciato per estorsione, si tratta di un 27enne venezuelano, immigrato a Cagliari. A parte i riscontri telefonici e quel movimento bancario tracciabile, sul riconoscimento la vittima non aveva dubbi, quel volto non riuscirà a dimenticarlo tanto facilmente.

Dolianova, un equipaggio del Radiomobile della locale Compagnia carabinieri ha fermato un 42enne di Sestu, senza fissa dimora, disoccupato, già destinatario di precedenti denunce. L’uomo è stato visto transitare in Viale Europa e individuato come persona di possibile interesse. I militari hanno accertato che egli non aveva valide giustificazioni per non rispettare i limiti territoriali e temporali imposti dalle norme contenute nelle “misure urgenti di contenimento alla diffusione del virus covid-19” e gli hanno applicato la canonica sanzione da 400 euro. Nella circostanza però hanno anche verificato che il veicolo era sprovvisto di copertura assicurativa e già sottoposto a sequestro amministrativo il 6 marzo scorso, con un provvedimento a carico della stessa persona per la medesima infrazione, questi ne avrebbe dovuto curare la custodia. Così il contravventore è stato deferito e sanzionato per i reati e le violazioni amministrative commesse, a cominciare dal fatto di aver spostato un mezzo sottoposto a sequestro, contravvenendo a un ordine dell’autorità. La patente di guida gli è stata ritirata per il successivo invio alla Prefettura di Cagliari e il veicolo nuovamente sequestrato e affidato in custodia per la confisca a una “depositeria giudiziaria autorizzata”.

Villamassargia. Le “normali” attività non si fermano neppure a Pasquetta, in particolare se urgenti e gravide di responsabilità, come quelle di notifica di provvedimenti cautelari che tendono a porre le condizioni perché fatti gravi non abbiano a verificarsi. Così, nella mattinata di ieri a Iglesias, i carabinieri della locale Stazione hanno notificato a un 26enne di Villamassargia domiciliato nel capoluogo iglesiente, disoccupato con precedenti denunce a carico, un provvedimento emesso dal Tribunale di Cagliari – Ufficio GIP, su conforme richiesta della locale Procura. Si tratta del “divieto di avvicinamento alla ex compagna ed ai suoi congiunti, nonché ai luoghi abitualmente frequentati dagli stessi”, come da indicazioni raccolte dai carabinieri, nella gestione del fascicolo inoltrato all’autorità giudiziaria per maltrattamenti in famiglia. Queste procedure, mediamente molto efficaci nel tutelare le vittime, procedono per gradi, crescono in afflittività sino alla carcerazione, man mano che il destinatario si dimostri sempre più indisciplinato.

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