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Le parole, le belle parole

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Le belle parole, di chi conosce, per averlo vissuto da vicino, il dramma che ogni giorno si consuma nel Mediterraneo. di Fabrizio Valentino Diana

Quando leggo i commenti di qualcuno che pone il dubbio su certe realtà, mi piacerebbe portarlo in mezzo al mare dove sono stato io a raccogliere cadaveri a centinaia di tutti i colori e di tutte le etnie. Neri, bianchi, gialli, quando l'acqua salata comincia a fare effetto e i pesci che vi mangiate la domenica cominciano a portare via i pezzetti di carne o le ossa fa spolpare, i cadaveri sono tutti uguali. Mi piacerebbe farvi sentire le urla delle persone in mezzo al mare, prima 100, poi 50, poi 10, poi più nessuno. Mi piacerebbe portarvi dove sono stato io, dove quando tiri su la cesta con in corpo dentro, ogni tanto ti cade addosso qualche pezzo di carne saponificata. Mi piacerebbe farvi vedere dal vivo tutte, farvi toccare con mano le stesse persone che molti vorrebbero vedere in fondo al mare. Dal mediterraneo arrivano persone di tutti i colori, anche più chiari di voi. Non scappano dalla guerra? No molti scappano da luoghi dove non c'è guerra ma dove un'influenza è letale come da noi il cancro. Scappano da luoghi dove l'estrazione di idrocarburi da parte si multinazionali come l'italianissima ENI hanno inquinato le falde acquifere e reso impossibile l'agricoltura. Mi piacerebbe farvi vedere in bimbo di 8,9,10 anni solo su un gommone con un cartellino al collo con le parole della madre che chiedono di curarglielo. Quanti italiani nella storia sono mai stati così disperati da accettare di mettere a rischio la vita di un figlio per donargli l'ultima speranza di sopravvivenza? E non cominciamo con la solita stronzata del "ma li hanno un concetto diverso di famiglia!", ci sono luoghi e molti, dove le madri e i padri fanno decine di chilometri al giorno per procurare un bicchiere di acqua potabile ai figli, molti dalle nostre parti danno per scontate delle cose che in altri luoghi sono tutt'altro che ovvie, come una semplice aspirina o un bagno. La maggior parte delle persone che attraversano il canale do sicilia, vengono da luoghi dove magari mangiano, magari bevono, ma certamente vivono in condizioni che manderebbero nel panico la maggior parte di noi dopo pochi minuti.

Dalla pagina facebook di Marco Corrias (sindaco di Fluminimaggiore)

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