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Nostalgia del III Millennio a.C.

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Nel III millennio a.C. e durante un lungo periodo di tempo che va a coincidere col nuragico, nel Sulcis, la candidata ad essere l’area geografica più organizzata è stata tutta la zona che veniva attraversata dal “Fiume” oggi denominato S’Arriu Mannu. Lo si può evincere dall’imponente e importante collocazione di Montessu, sicuramente in relazione ai numerosi menhirs posizionati nell’area che oggi va a insistere sul Comune di Villaperuccio.
La Rivoluzione Agricola e la moderna inventiva che in quei 2000 anni circa si sono sviluppate, dovevano essere allora un grandioso segnale di evoluta società, coesa, forte, giusta.


Lago Monte PranuLo sfruttamento del Fiume, allora di grossa portata, e di tutte le piane che spaziano ancora oggi, compreso quello che poi diventerà “Sa diga de Monti Pranu” era la principale risorsa idrica, collegata all’agricoltura e all’allevamento che davano solidità a questa società, sicuramente dotata di un Grande Consiglio, di una forza lavoro decisa, di una divisione delle competenze in modo che tutti potessero essere parte della società stessa.
Nostalgici sicuramente di un cambiamento “epocale” come allora sono oggi alcuni comuni proprio del medesimo territorio, in cui particolarmente si dimostra desideroso di ciò, quello di Villaperuccio.
Molti disoccupati (voi direste e chi non ne ha), pochi giovani motivati, quasi niente imprenditori e per giunta una parte interessante delle risorse comunali, per ovvie necessità, devono essere investite per le famiglie meno abbienti e per i più deboli, i più sfortunati se vogliamo.
Investire è proprio la parola giusta, perché l’unica risorsa umana che attualmente può dare dei frutti un futuro, sono proprio i cervellini delle uniche scuole che non arrivano alle superiori.Oggi le “rivoluzioni” sono ben altre, prima fra tutte, “La rivoluzione della Comunicazione”, con protagonisti i Social Network capaci di propagare informazioni con un click.

 

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Chissà se gli abitanti d’allora avrebbero approfittato del Social più in uso per osservare le sedute del “Gran Consiglio” e così giudicare e votare chi era degno di sedersi e dialogare. Chissà se avessero avuto questo potere quanto avrebbero interagito per collaborare col “Gran Consiglio”, affinché non si perdesse tempo prezioso in contrasti, polemiche fuorvianti e altro ancora, per ragionare invece sulle emergenze di un popolo ormai attediato dalle sedute del “Gran Consiglio” stesso.
Chissà se usando Facebook avrebbero mostrato interesse su ciò che stava accadendo durante le riunioni per comprendere a fondo la preparazione e l’esperienza necessaria a governare un popolo.

- Red

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