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Economy. Anche la Sardegna alle prese con le nuove tendenze dello shopping

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L’ultimo esempio è stato il Black Friday di novembre, che ha contagiato sia i negozi tradizionali che i punti vendita online: anche in Sardegna continuano a prender piede le nuove tendenze sul fronte dello shopping, tra acquisti online, sconti e coupon che semplificano la vita dei clienti (ma sembrano complicare quella degli esercenti).

Ormai non è più soltanto una moda, ma un qualcosa con cui iniziare a fare i conti, in Italia e in tutta la Sardegna: il “popolo del web” sta acquistando una sempre maggiore maturità quando si tratta di fare degli acquisti online, con tutti i vantaggi (e qualche effetto collaterale) che questo comporta. L’ultima dimostrazione l’abbiamo avuta solo poche settimane fa, nel corso del Black Friday, la cui portata ha sorpreso gli stessi rappresentanti delle associazioni di categoria.

Il rivoluzionario Black Friday. Il 25 novembre, infatti, una grande massa di persone si è connessa ai principali portali di ecommerce, come Amazon o Zalando, alla ricerca dell’occasione giusta per fare un acquisto a prezzi scontati, e un’impennata l’hanno avuta anche i siti che propongono coupon sconto come Piucodicisconto, a riprova di un’attenzione a tenere la spesa comunque in livelli bassi e gestibili. Ma – e qui sta forse la notizia più interessante – tanta gente anche in Sardegna si è riversata nei negozi tradizionali che hanno aderito all’iniziativa, sparpagliati un po’ per tutta l’isola come capitato nel resto d’Italia.

Reazione a sorpresa. “Il Black Friday è per noi un fatto nuovo, che ci ha un po’ colto di sorpresa: si tratta di un evento che è stato importato in Italia dalle ‘dot com’ ma quest’anno, per la prima volta in maniera sistematica, si è registrata una ricaduta positiva anche sui negozi reali. Una testimonianza di come i canali di vendita online e fisico si influenzino sempre di più a vicenda e di come, tutto sommato, siano integrabili tra loro”, ha ad esempio dichiarato Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti.

Tutelare i negozi. Eppure, non sempre questo rapporto tra vecchio e nuovo offre buoni risultati: come raccontato soltanto poche settimane fa, il consigliere regionale sardo Edoardo Tocco ha proposto un disegno di legge per supportare il commercio e l’artigianato sardo, venendo incontro alle esigenze delle aziende locali e tutelare il marchio made in Sardegna, puntando il dito, in particolare, contro “l’impennata delle vendite on line che ha desertificato ulteriormente i piccoli negozi con le produzioni locali”.

Sull’isola chiudono due negozi al giorno. E anche i dati di Confesercenti Sardegna segnalano che la crisi è tutt’altro che superata, per i piccoli negozi di commercio al dettaglio: sull’Isola, infatti, muoiono due attività al giorno, e in un bimestre si registra un calo dello 0,4% delle imprese iscritte, con punte superiori nella zona di Cagliari e Sassari. In dettaglio, secondo l’associazione soltanto nei mesi di settembre e ottobre si è segnalato un saldo negativo è di 81 unità, frutto di 131 cessazioni e 50 iscrizioni. Secondo il vice presidente vicario Confesercenti Sardegna, Roberto Bolognese, una responsabilità diretta va data anche ai Comuni, che “stanno applicando varie tasse, in primo luogo la Tari, provocando la mortalità del commercio al dettaglio. È come spremere un limone già spremuto, e le imprese non ce la fanno più”.

Il boom di Ikea in Sardegna. Di tutt’altro segno le sensazioni relative all’ecommerce in Sardegna, invece, dove secondo le ultime statistiche ci sono circa di un milione di abitanti all’avanguardia, che scelgono di fare compere online. Per capire la portata di questo settore, basta citare solo un’analisi effettuata dal colosso Ikea, che ha rivelato come nel 2015 siano stati fatti acquisti dalla Sardegna per un totale di 3.307.000 milioni di euro, di cui 2.303.000 tramite il canale e-commerce (con un aumento del 455 per cento rispetto al 2013) e il rimanente 1.004.000 euro attraverso i 21 negozi IKEA Italia (crescita del 6 per cento).

Angelo Vargiu

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