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Tue, Jan

Iglesias. Incontro dibattito in sala Lepori sulla sanità nel territorio. Medici e pazienti, diritto alla salute o business?

S.I. Oggi
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Venerdì 15 dicembre si è svolto ad Iglesias, nella Sala Rita Lepori di via Isonzo, l’incontro dal titolo “Diritto alla salute o Business?”, presentato dagli Attivisti Gruppo Cinque Stelle per Iglesias afferente al Movimento stesso. Al tavolo dei relatori hanno preso posto dott. Antonio Macciò, responsabile del reparto di Ginecologia Oncologica del Presidio Ospedaliero Businco di Cagliari, Andrea Tirotto, infermiere dell’ospedale di Sassari, Luisella Colombano, ostetrica del consultorio familiare del distretto di Iglesias, Carla Cuccu, avvocato, e Federico Garau, prossimo alla laurea in Economia e Commercio. I temi rispettivamente trattati sono stati “Il paziente, il centro della Sanità”, “l’Elisoccorso”, “Il Consultorio familiare del nostro distretto, una risorsa del territorio” e “La criticità della riforma sarda sanitaria nell’Iglesiente”.
“La nostra sanità era retta da tre pilastri: l’ospedale S. Barbara, il F.lli Crobu e il CTO - ha sottolineato Federico Garau - ma soprattutto gli ultimi due hanno rappresentato delle eccellenze a livello nazionale in quanto il bacino di utenza proveniva anche dalla penisola ma gli sprechi, la mala gestione ne hanno causato il collasso”. “Il CTO - ha continuato Garau - attualmente possiede quattro sale operatorie superefficienti ma è necessario il collaudo dei vigili del fuoco per poterle ritenere funzionanti: senza questa autorizzazione resteranno sale fantasma. Inoltre si investe in reparti che lavorano a tempo limitato ed è necessario bloccare corruzione, sprechi destinando più denaro al malato che all’acquisto di cacciabombardieri”.
E su una maggiore attenzione alle esigenze del cittadino e agli investimenti colabrodo sono stati incentrati gli interventi successivi. “È il paziente il perno attorno al quale deve ruotare il sistema sanitario - ha affermato l’ostetrica Colombano - e il consultorio, nato inizialmente nel 1975, epoca dei movimenti femministi, come servizio territoriale di base, è una centralità che affronta tutte le problematiche familiari ma anche sociali: la gravidanza non va medicalizzata in quanto l’evento fisiologico più naturale non va reso simile ad una patologia”. Ancora più aspro è stato l’intervento dell’oncologo-ginecologo Macciò, che ha denunciato le inadempienze di un sistema che ha posto in primo luogo la corsa alle poltrone e ai reparti dimenticandosi del vero obiettivo che è il paziente. “Ricordo dei tre ospedali di Iglesias un’ottima amministrazione e 18 anni del mio servizio al malato li ho vissuti in questo territorio ma gli affari, i giochi di potere occulti, il disordine che imperano nel Sulcis hanno contribuito a far sì che la sanità si inabissasse. Questa vuole i bravi, quelli che studiano e non gli azzeccagarbugli: il beneficiario della vera conoscenza è il paziente e, per me, la bravura non è un vezzo ma un dovere: le pubblicazioni scientifiche degli interventi da me effettuati, come dagli altri miei colleghi, non servono per essere vanto di orgoglio ma è il paziente che deve pretenderle perché pretende salute”. “La bravura ha un senso - ha concluso Macciò - se si dà importanza al paziente che ha perso, purtroppo, la voglia di informarsi, di combattere e si sta facendo rubare il diritto alle cure”.
Mariangela Muntoni

Sulcis Iglesiente Oggi