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Fri, Nov

Iglesias. Sa festa manna della Madonna del Buon Cammino. La solenne concelebrazione presieduta dal vescovo.

S.I. Oggi
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Si è svolta all’aperto, anche quest’anno, la solenne Concelebrazione presieduta dal vescovo di Iglesias, Mons. Giovanni Paolo Zedda, in occasione de “Sa Festa Manna”, in onore della Madonna del Buon Cammino. Nel piazzale antistante al Santuario dedicato alla Vergine e situato sul colle omonimo, hanno partecipato, alla S. Messa del pomeriggio di domenica 29 ottobre, le autorità civili e religiose cittadine nonché numerosissimi fedeli che hanno voluto rinnovare, ancora una volta, la loro devozione filiale a Maria. “La Madonna ha intrapreso una strada speciale, quella del Buon Cammino, ossia dell’Amore – ha sottolineato il vescovo nella sua omelia - e questo è il più grande comandamento datoci da Dio: Amerai il Signore e il tuo prossimo come te stesso. Per essere cristiani non è sufficiente osservare tradizioni e riti ma è necessario crescere continuamente in un atteggiamento autentico, accogliere il prossimo, ascoltare il grido di chi è vittima di ingiustizie e soprusi”. “Dio è pietoso e così dobbiamo assumere, anche noi, questo comportamento nei confronti dei fratelli - ha continuato mons. Zedda - pregando affinché la nostra Chiesa possa essere segno concreto della Pietà e dell’Amore divino mettendosi a disposizione degli ultimi: Maria ci indica il Buon Cammino che ci porta ad essere veri cristiani”.
A conclusione dell’omelia mons. Zedda ha fatto un riferimento all’importanza dei contenuti della Settimana Sociale dei Cattolici italiani, svoltasi a Cagliari dal 26 al 29 ottobre, mettendo in primo piano l’importanza della persona, della dignità e del lavoro. “Preghiamo per il bene comune - ha esortato - e per diventare uomini e donne fiduciosi nella Misericordia di Dio”.
Tutto il mese di ottobre è stato caratterizzato al Santuario da veglie di preghiera, celebrazioni, messe di ringraziamento, una delle quali in ricordo della liberazione dai bombardamenti durante il Secondo Conflitto Mondiale, ma anche da meditazioni corali, pellegrinaggi e dalla fiaccolata della sera del 28: una devozione radicata nei secoli, forse trasmessa da monaci agostiniani e legata al culto della Vergine d’Itria, termine bizantino derivante dal vocabolo latino iter, che significa cammino. In molte altre località, infatti, la Madonna è venerata sotto questo titolo.

Mariangela Muntoni

Sulcis Iglesiente Oggi