Venerdì 16 dicembre Sorella Morte l’ha preso via con sé, guarda caso, nella settimana in cui avrebbe apportato gli ultimi ritocchi al suo suggestivo presepio meccanico meta, ogni anno, di visitatori e allestito nei locali attigui al Santuario di S. Ignazio da Laconi, a Cagliari. Una interminabile folla di fedeli ha sfilato, ininterrottamente, per quattro giorni, fin dalle prime ore del mattino, lungo viale fra Ignazio, a Cagliari, per rendere omaggio e chiedere, ancora una volta, una preghiera, a Benvenuto Pinna, meglio conosciuto come fra Lorenzo da Sardara, minore cappuccino. Ritenuto l’erede spirituale del Beato fra Nicola da Gesturi e di fra Nazareno da Pula, bussò al convento dei Padri Cappuccini, a Cagliari, l’8 settembre 1936, per abbracciare l’ideale di vita di Francesco d’Assisi: ad aprirgli quella porta fu proprio fra Nicola e quell’incontro fu quasi fatale per la missione alla quale fra Lorenzo era stato chiamato. Nato 96 anni fa, di umili origini, ne avrebbe compiuto 97 tra qualche giorno: infermiere, era un ottimo conoscitore di erbe officinali che coltivava nel giardino del convento ed è stato, in questi decenni, punto di riferimento per persone semplici come lui e non solo, bisognose di conforto, di una parola di speranza, di una carezza, di una benedizione che impartiva sul capo indossando un guanto che era appartenuto a S. Pio da Pietrelcina. Uomo di grande perspicacia e di intuito, a lui si sono rivolte, infatti, anche persone di rango sociale elevato e visibilmente in vista per cultura e per professione svolta. La sua esile figura era circondata da questo alone di spiritualità ed era solito ritirarsi in solitudine, sul monte Arcuentu per pregare e digiunare; sensibile ai bisogni degli indigenti, aveva istituito una farmacia del povero, punto di distribuzione di medicinali da destinare ai bisognosi. “Pace e serenità” erano le parole pronunciate dal fraticello e ricevute e ricordate dai fedeli che hanno aspettato di entrare nella camera ardente; nella fila, lungo il viale, era presente anche l’arzilla signora che, ogni anno, preparava la torta per il compleanno del cappuccino: “Avevo già tutti gli ingredienti pronti per confezionargliela – afferma – soprattutto guarnendola con scaglie di cioccolato e frutta secca, come a lui piaceva”. Qualcun altro, mentre attende di poter salutare fra Lorenzo e osservando la lunga coda di fedeli, così esclama: “È già questo un miracolo di fra Lorenzo, cioè poter vedere questa folla che piange e prega”. In un foglio, negli ultimi momenti di vita terrena, ha scritto: “Buon Natale a tutti” e anche tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato hanno contraccambiato dicendo: “Auguri anche a lei, questo Natale sarà tra gli Angeli, in un Presepio vivente”. Le sue spoglie riposeranno nel cimitero monumentale di Bonaria, a Cagliari, nell’ala dove tanti altri suoi confratelli attendono la Resurrezione.
Mariangela Muntoni
