NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
30
Sat, May

Iglesias. Solenne professione nel Monastero delle Sorelle Povere. Suor Maria Chiara, chiamata dall’Amore di Dio

S.I. Oggi
Aspetto
Condividi

“Ho detto sì a Dio sentendomi chiamata dal Suo immenso Amore”. Sono state queste le parole pronunciate da suor Maria Chiara Sparapani subito dopo la solenne concelebrazione presieduta da mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias, e dal vescovo di Alghero mons. Mauro Morfino e alla quale erano presenti autorità religiose provenienti da tutta la Sardegna. Nel Santuario della B.V. del Buon Cammino, ad Iglesias, al quale è annesso il Monastero delle Sorelle Povere di Santa Chiara di Assisi, la sera del 20 novembre, alla presenza di una folta assemblea di fedeli, la ragazza ventisettenne, originaria di Cagliari, ha emesso la sua professione dei voti solenni per entrare a far parte, per sempre, nella comunità di clausura delle Clarisse che sono ospitate, da anni, nel monastero situato sul colle che domina la città.
“Oggi è in festa la Chiesa intera - ha esclamato mons. Carlo Cani - e siamo stati chiamati a vivere questo momento solenne per dire Eccomi, come Maria, Abramo e Gesù hanno risposto a Dio. Sì, lo voglio risuonerà come testimonianza e suor Maria Chiara si prostrerà, abbandonata e arresa nelle mani di Dio, in quell’atteggiamento di umiltà, inginocchiata davanti al vescovo e lo Spirito del Signore scenderà su di lei: con la consegna dell’anello di Cristo e illuminata dalla sua Luce, simboleggiata dal cero pasquale, vivrà nella Comunità delle Sorelle Povere di S. Chiara, in umiltà, obbedienza e castità; per mezzo della Madre Abbadessa, si consegnerà a Dio. Questa celebrazione Eucaristica moltiplica la nostra gioia perché costituisce il suggello dell’esperienza particolare di suor Maria Chiara che, da oggi, appartiene totalmente a Cristo Signore: la vita consacrata è la manifestazione dell’Amore di Dio nei confronti dell’umanità intera”.
La data della professione della giovane clarissa ha coinciso con la Festività di Cristo Re dell’Universo e con la fine del Giubileo Straordinario della Misericordia: ha inizio, da ora, il periodo di Avvento, tempo di attesa. “Siamo stati scelti nel battesimo e la nostra è una vita di attesa, di accoglienza e di speranza - ha precisato mons. Zedda - fino a diventare figli suoi, santi nella Luce: il nostro atteggiamento è quello di stare a guardare, come i capi del popolo di quel tempo e dei soldati e noi, oggi, nella conclusione dell’Anno della Misericordia, vogliamo capire chi è Cristo. Lui ha dato tutto se stesso, non si è schiodato dalla croce e si è reso disposto a dare la sua vita e a perdonare il ladrone, sul Golgota, condannato, come lui, a subire lo stesso atroce supplizio. Suor Maria Chiara vuole vivere nella decisione totale di Cristo Crocifisso che si dà per la nostra salvezza e, come Gesù, anche lei vuole offrire la sua esistenza per il bene del prossimo”.
Gli auguri di Papa Francesco, di altre autorità religiose residenti ad Assisi e in varie località della Sardegna sono giunti a suor Maria Chiara, circondata da un abbraccio tutto speciale da parte dei propri cari e da un’assemblea attenta e commossa, affascinata da quei due splendidi occhi azzurri che emanavano un’immensa luce di gioia. “Siamo infinitamente felici - ha commentato la Madre Abbadessa, suor Elisabetta - e le ragazze chiamate alla vita contemplativa sono sempre di più: ringraziamo Dio per questo grande dono”. E anche la comunità dei fedeli, che ha accompagnato questa giovane sposa del Signore all’Altare, ha reso grazie per il dono di questa nuova Sorella, umile ma ricca nel suo spirito.
Mariangela Muntoni

Sulcis Iglesiente Oggi