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18
Tue, Jun

Correva l'anno 1968... (Racconto di Claudia Serra)

Poesie | Novelle | Romanzi
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In realtà non so se corresse, sta di fatto che si è fermato per far scendere me. Piccola, paffuta, bionda e...pelosissima. mamma mi ha sempre detto che addirittura le mie orecchie erano ricoperte di una folta peluria. Per citare una fiaba, più che una principessa sarei potuta essere "La bella e la bestia" in un concentrato. Insomma, un "prendi due, paghi uno" abbastanza particolare.
L'accoglienza, una volta fatta scendere, non fu certamente delle migliori. Mia madre all'annuncio: è una femmina! Rispose che non mi voleva di quel sesso, ma MASCHIO. Neppure il nome scelsero per una eventuale possibilità femminea. Fra l'altro era stato scelto un nome composto che mal si adattava alla versione in rosa: Emanuela Salvatrice...sticazzi! Comunque, dopo i bagordi natalizi e prima di quelli del nuovo anno, arrivo io...Claudia Serra: bionda, occhi verdi, paffuta e, col nome preso in prestito dalla attricetta dei fotoromanzi, Claudia Rivelli, sorella della ben più nota, Ornella Muti. Anche nel nome, seconda scelta. Poi ci si chiede come mai io sia stronzamente polemica o polemicamente stronza!
Inizialmente le cose sono state durette, una volta che i miei hanno accettato il fatto che non avessi un pisellino, si sono prodigati a infiocchettarmi per bene esaltando abbondantemente la mia graziosa femminilità. Probabilmente però qualcosa non tornava dentro di me, spesso l'agghindamento da fatina, veniva maltrattato dai miei giochi. Più mamma mi diceva di comportarmi da "femmina" più io scatenavo l'indole da maschiaccio...tanto poi il mio viso angelico, riparava tutto. Solo il calcio non mi ha preso, per il resto, ho provato tutti i giochi. Arrampicata sugli alberi, tiravo di fionda, ma tutto con classe e piglio roseo.
Trascorsero gli anni, oppure corsero, anzi...galopparono e, guardando in faccia una cinquantenne allo specchio osservo che, i capelli sono tintamente biondi, gli occhi sempre verdi con molte rughette intorno, continuo a essere pelosa, soprattutto d'inverno e, non amando le pellicce in qualche modo dovrò pur difendermi dal rigore invernale, non tiro più di fionda, ma qualche strale scritto ancora lo tiro, mi arrampico ancora sugli alberi quando nessuno mi osserva, continuo a lottare con la sciagura di esser nata donna, troppo femminile e in aperto conflitto con me stessa per ciò che sarei potuta essere e il miliardo di cose che sono. Sempre alla ricerca di me
Mezzo secolo di Claudia Povero chi ci è stato e fortunata io ad averlo avuto per poco o molto con me, non sarei ciò che sono. A proposito, chi sono?