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Sat, Mar

Diario nel tempo del Coronavirus

Poesie | Novelle | Romanzi
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Sono le 5 del mattino quando la mia Kimi si mette ad abbaiare nel cuore della notte, il suo è un lamento di spavento , non so verso chi o verso cosa , mi sveglio di soprassalto e la trovo in piedi in mezzo al corridoio che continua ad abbaiare. Cerco di tranquillizzarla, lei mi guarda stranita e si accuccia ai piedi del mio letto. Non so se il suo abbaiare e il suono della sirene di un'ambulanza che poco dopo irrompe nel silenzio della notte abbiano un nesso ma diventa per me impossibile riprendere sonno , è una cantilena dolorosa che invade i pensieri e tiene sveglia la mente ...quale sarà il suo nome, sarà un padre , una madre , un fratello , un figlio, un giovane, un anziano ...quale sarà il suo destino, avrà paura... ? Nel frattempo un libro di preghiere emerge sul mio comodino , me lo aveva regalato mia madre con una dedica ... da tanto tempo sta lì dimenticato ad aspettare il suo turno, lo prendo in mano e timidamente mi guida verso le pagine che mi confortano dove trovano spazio le parole e una supplica per chi è nel pianto e nella prova .
Cerco di non pensare a lei, vedova con tutti i figli lontani , che non vedo da mesi e che credevo protetta nella mia Isola Bella . Le videochiamate non riescono a colmare le distanze, i vuoti, gli sguardi, si fingono risate per alleviare l'angoscia e il timore che scavano tunneI profondi dentro di me . Il virus "incoronato ", quasi si sentisse un re invincibile è approdato pure lì, non teme il mare e le sue onde burrascose , il vento che plasma le rocce ...è un killer solitario che a caso miete le sue vittime. Intanto la primavera ha fatto il suo ingresso ufficiale , anche se da quando è iniziata questa pandemia, aveva già mostrato in anticipo i suoi colori tenui , i prati spruzzati di margherite , gli alberi in fiore e cieli tersi quasi a ricordarci che per riavere gratuitamente la bellezza del Creato il prezzo da pagare sarà molto alto .La natura si è ripresa violentemente i propri spazi e ha capovolto il nostro, costringendo noi a vivere nelle nostre tane e gli animali a uscirne riacquistando così quella libertà che avevamo loro negato. Forse ce lo meritiamo, incapaci ormai di tradurre la bellezza in poesia e in canto ...paghiamo pegno , anche oggi , con altri 800 morti !
Donatella Pintus