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23
Thu, Jan

Guido. Attraverso uno stretto ponte.

Poesie | Novelle | Romanzi
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Guido. Attraverso uno stretto ponte. Tra la carreggiata e il guardrail, pochi centimetri. I pali dell'illuminazione sfrecciano indietro mentre io vado avanti. Sono distratta dai miei molteplici pensieri e, mentre imbocco la curva al centro del ponte, la mia attenzione rapita da un "arcireddu" appollaiato in cima alla lampada, in cima al palo. La sua figura si staglia imperiosa sul cielo azzurro polvere al calare del giorno. Prima dell'imbrunire e appena dopo il pomeriggio. Penso alla sua libertà . Selvaggio comunque anche se fermo su un elemento antropico. La mia memoria divaga nel tempo e torna agli otto anni, a San Giovanni Suergiu. Papà  torna dalla campagna e porta con un'"Arcireddu" ferito. Alla buona viene medicato e, non potendo ancora volare e, non avendo un luogo dove farlo stare in solitudine al sicuro, si stabilisce come posto di convalescenza idoneo, la stanza da bagno. Insolito e rischioso, ma abbastanza tranquillo perchè possa ritornare a volare. Quanto tempo ho trascorso in quella stanza! Inizialmente con timore, via via con sempre maggiore tranquillità , mia e sua. Arci, si girava, di lato e, con un solo occhio per volta mi osservava, tanto quanto io osservavo lui. Occhio ambrato. Odore pungente e selvatico. Piumaggio straordinario. Becco e zampe adunche, forti e dolorose. Guardandolo immaginavo i suoi spazi, l'altitudine maestosa, il mare e le cime del mio Tamara. Il mento poggiato sulle mani che poggiavano sulle ginocchia ossute. Le lunghe trecce bionde, sfioravano il pavimento. Dentro quel bagno ho vissuto dell'immaginazione delle vite fantastiche di Arci e con lui ho usato vista e ali non mie, tuttavia è stata una straordinaria avventura.
Arci è tornato libero una domenica mattina. Io ho smesso le ali e i voli di riflesso. Felice per la sua libertà, triste per la mia solitudine rinnovata. Oggi Arci è tornato. Da la sopra guardava il mio mondo. Guardava me con un solo occhio per volta. Stavolta non ho volato. Stavolta non ho guardato. Sono rimasta a terra a scrutare la bambina accosciata che ero e la donna spedita che sono. L'altezza si riduce e il sogno riposto nel cassetto che conosco e che tengo chiuso per la paura che spicchi il volo come Arci, lasciandomi accasciata e triste.

Claudia Serra