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Cagliari. Procuratore generale in appello, "assolvete Soru": non c'era il dolo perché evasione venga configurata come un reato

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L'evasione tributaria c'è stata, ma non c'era il dolo perché venga configurata come un reato. A questa conclusione è arrivato il sostituto procuratore generale Giancarlo Moi che oggi ha chiesto l'assoluzione per Renato Soru.
Il fondatore di Tiscali, ed eurodeputato del Pd, era stato condannato nel maggio dello scorso anno a tre anni di reclusione dal giudice del Tribunale di Cagliari, Sandra Lepore. Dopo quella sentenza si era dimesso dalla carico di segretario del Pd sardo. Soru era accusato di aver evaso 2,6 milioni di euro nell'ambito di un prestito fatto dalla società Andalas Ldt (sempre di Soru) a Tiscali.
Oggi, nel processo di secondo grado che si sta celebrando in Corte d'Appello a Cagliari, il pg ha chiesto l'assoluzione per "insussistenza del dolo specifico" per Soru, difeso dagli avvocati Ennio Amodio e Fabio Pili. In questi mesi, intanto, il patron di Tiscali ha estinto il proprio debito con l'Agenzia delle entrate, pagando oltre 7 milioni di euro (compresi anche gli interessi e le sanzioni).
Soru ha quindi chiuso anche la parte tributaria della vicenda. Dopo le parole del sostituto procuratore generale Giancarlo Moi la parola è passata all'avvocato Amodio, mentre l'8 maggio parlerà l'altro difensore Pili. Quello stesso giorno la Corte potrebbe chiudersi in camera di consiglio per la sentenza.

(ANSA). (foto Ansa)

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