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Sassari. Il paziente non respira: a Carbonia in 35 minuti arriva il macchinario salvavita

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L'uomo ricoverato al Sirai con una grave insufficienza respiratoria è stato preso in carico dall'èquipe sassarese giunta con l'Ecmo mobile. Un trasporto salvavita in 35 minuti da Sassari a Carbonia del macchinario per ossigenare il sangue artificialmente. E' avvenuto domenica 21 luglio, grazie alla collaborazione dell'Aou di Sassari, l'Areus e l'Assl di Carbonia con l'ospedale Sirai, in campo l'elicottero di base a Olbia.

"L'equipe Ecmo infatti, composta da un anestesista, un cardiochirurgo, un perfusionista e un infermiere di area critica - si spiega nella nota stampa dell'Aou - è partita da Sassari alle 17,30 ed è arrivata in soli 35 minuti a Carbonia trasportata dal mezzo dell'elisoccorso. Al rientro, invece nel tragitto Carbonia-Sassari, con partenza alle 23 è stata impiegata una nuova ambulanza in dotazione all'Aou di Sassari. L'equipe è intervenuta su un paziente sessantenne ricoverato nella Rianimazione dell'ospedale di Carbonia per una grave insufficienza respiratoria, refrattaria ai trattamenti convenzionali. Il paziente adesso si trova ricoverato nella Rianimazione del Santissima Annunziata in condizioni stabili, sotto trattamento extra corporeo totalei».

«Sassari si conferma centro di riferimento regionale Ecmo. Quanto messo in campo – afferma il direttore generale dell'Aou di Sassari – dimostra che il lavoro fatto in questi anni, coordinato dal professor Pierpaolo Terragni, ha reso la struttura in grado di intervenire ogni mese dell'anno, non soltanto durante la stagione influenzale». La collaborazione con Areus quindi ha consentito all'equipe Ecmo di salire a bordo dell'elicottero per raggiungere Carbonia in tempi rapidissimi. In casi come questo, infatti, è importante quanto prima la stabilizzazione e la messa in sicurezza del paziente».

«Per le missioni Ecmo, come quella di domenica – afferma Piero Delogu direttore sanitario di Areus Sardegna – abbiamo ottenuto la certificazione aeronautica Enac all'utilizzo di queste apparecchiature sull'elicottero. Adesso, seguirà una procedura condivisa tra Areus e Aou per meglio definire le strategie operative da utilizzare in questi casi».

Grazie a questa nuova autorizzazione al volo, la Sardegna - si continua nella nota stampa - si propone tra le poche regioni disponibili al trasporto di questa tipologia di paziente. Ad essere utilizzato domenica, è stato l'elicottero di stanza a Olbia, il più grande a disposizione della flotta Areus. «Sul campo - si conclude nella nota -sono stati impegnati nella missione Ecmo l'anestesista rianimatore Luigi Solinas, il cardiochirurgo Giangiacomo Carta,

il perfusionista Alessio Moretto e l'infermiera Maria Dore. Il professor Pierpaolo Terragni da Sassari è rimasto in costante contatto con l'ospedale di Carbonia e il medico Mariano Cabras della Rianimazione, sino al termine dell'operazione di centralizzazione alla struttura di Sassari».

Fonte La Nuova Sardegna.it

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