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Iglesias. Vallermosa vince il Primo palio delle botti

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C’era una volta un gioco inventato per sopportare meglio la fatica dello spostamento dei grossi barili di vino: a Iglesias ora è tornato, si chiama “Palio delle botti”. Domenica, nei 300 metri fra Piazza Sella e piazza Oberdan, c’è stata la sua prima edizione. L’idea è semplice: due squadre si sfidano nel far rotolare il grosso contenitore del succo di uva, 115 kili, poi i vincitori, a turno, gareggiano fra loro finché non ne rimane soltanto uno. In città il valore aggiunto è stata la prima squadra costituita tutta da donne, capitanate da Claudia Ancillotti, e i gruppi di tamburini e sbandieratori.palio botti vallermosa A trionfare è stata la squadra di Vallermosa su Monserrato, Sinnai, Iglesias, Carbonia, Cagliari e Vallermosa.
Per Iglesias è una tradizione che ricompare a opera del Collegium Villae Ecclesiae (che dall’anno scorso riunisce i quattro Quartieri storici medievali) insieme all’associazione Sa Tracca, di Monserrato, città campionessa regionale della disciplina.
Per il presidente emerito Stefano Priola il Palio “è come una campanella che suona ripetutamente per richiamare l’attenzione del popolo contemporaneo caduto quasi in uno stato di letargo nello scordare le numerose trazioni locali. Iglesias, in un’epoca non molto lontana, si poteva considerare il tempio del dio Bacco, per le numerose osterie di vino conosciuto e stimato, nonché per le sue estensioni di vigneti”. Di coltivazione della vite si parla nel Breve che ricorda le festività organizzate dalla corporazione e Angius e Casalis “decantavano le molte botti che si maneggiavano fuori nel Sigerro e nel basso Sulcis”.
La manifestazione la sera è proseguita con “Quattro chiacchiere in piazza” una degustazione dei dolci tipici di carnevale. In questo senso è stata anche l’apripista che porterà fino alla sfilata. “
“Abbiamo accolto l’idea con grande entusiasmo – spiega il vicesindaco Claudia Sanna – il valore della tradizione permette di presentare le sue attività sia commerciale che in risorse umane. Molto hanno fatto le ricerche delle archiviste comunali Daniela Aretino e Giorgia Marcia. Dietro questi eventi c’è tanto lavoro”.
Il contributo del Comune è stato di 1200 euro e dal punto di vista materiale ha messo a disposizione Iglesias servizi. “I contributi forse possono sembrare pochi alle associazioni e tanto ai cittadini ma quando si investe in cultura si investe nella condivisione di tradizioni, nell’animare e far vivere un momento di comunità anche facendola star bene insieme proprio perché siamo a conoscenza del momento difficile che si attraversa”.

fonte Sio. Miriam Cappa

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