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Cagliari. Il Comitato per l’insularità scrive al Presidente del Consiglio dei Ministri.

Politica Regionale
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Dopo diverse indirizzate alle più alte Istituzioni della Repubblica, una, forse la più importante, è stata consegnata dal Comitato per l’Insularità, firmata da Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu, al Presidente Conte in occasione dell’ incontro istituzionale tenutosi in Prefettura nel pomeriggio di oggi. La consegna è avvenuta tramite la sindaca di Sestu, Paola Secci e il sindaco di Villasor, Massimo Pinna, convocati con altri colleghi di Comuni limitrofi. Come molti sindaci della Sardegna hanno aderito al Comitato per l’Insularità perché il principio di insularità nella Costituzione è una scelta "decisiva" per gli EE.LL. finalizzata alla costruzione di un principio di pari opportunità tra cittadini europei, ad oggi negato alla Sardegna tutta.


“Gentile Presidente del Consiglio dei Ministri, anche nel 2019 la battaglia sull’insularità, sostenuta da un consenso popolare mai visto prima, deve proseguire con fermezza e determinazione affinché si consegua, finalmente, l’atteso esito", hanno dichiarato i due Sindaci, “solo in questo modo saranno definitivamente riconosciute alle cittadine e ai cittadini delle isole, garanzie "certe e costituzionalmente garantite" e non semplici concessioni sull’onda di battaglie ideologiche o populiste".

L’ inserimento del principio di insularità nella Costituzione è una importante precondizione per godere dello sviluppo della Sardegna e delle altre isole italiane. L'obiettivo è quello di avere, all’interno dell’UE, cittadini non più discriminati e superare, così, gli svantaggi legati all’insularità, certamente non più tollerabili di questi tempi.
Ad iniziare dai prezzo dei servizi, più costosi a causa del “fattore trasporti”, per finire con l’ enorme costo della spesa per la sanità sarda.
E’ per questo - concludono i due Sindaci - che chiediamo che il “principio di insularità” diventi un principio costituzionale, con un atto di responsabilità dello Stato italiano chiamato a riconoscere le peculiarità delle isole e allontanare gli svantaggi legati all’ insularità di tutti gli italiani che vi risiedono".
“Il disastro di non aver riconosciuto i legittimi diritti della SARDEGNA sono diventati di drammatica evidenza in questi giorni nella rivolta messa in essere dai pastori, portatori, non solo nell'isola, di una cultura, materiale e immateriale, tra le più antiche del mondo. Quella di questi giorni è una rivolta più dura che nel passato perchè si serve di reti sociali a prova che i nostri pastori non sono fuori dal mondo contemporaneo come spesso la politica li ha voluti rappresentare. Autoconvocati e senza leader riconosciuti sono andati oltre le organizzazioni sindacali tradizionali con una pericolosa rabbia sociale che li porta a distruggere, sversando il latte nelle strade, il frutto stesso del loro lavoro. Gesti materiali e simbolici che significano una richiesta alle più alte istituzioni di non trattare con superficialità i nodi strutturali e legislativi della Sardegna di cui il riconoscimento dell'insularità è fondante. "
Il Comitato continuerà a lavorare nella convinzione che sia arrivato il momento di proporre in Italia una vera e propria “rivoluzione copernicana” che ribalti filosofie oramai superate, legate al vecchio concetto di “assistenza, che compensa gli svantaggi” per i residenti nelle Isole, arrivando, invece, al riconoscimento delle opportunità dell essere cittadino isolano, puntando a rimuovere le condizioni che impediscono agli isolani di confrontarsi alla pari con tutti gli italiani.

Per tali ragioni il Comitato per l’Insularità ha scritto al Presidente del Consiglio,
consapevole che sostenere la proposta di legge significhi creare le condizioni per far ripartire quelle politiche di crescita e coesione sociale, in Italia ed in Europa.

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