NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
22
Mon, Jul
30 Nuovi articoli

Cagliari. I lavoratori edili sardi preparano con 4 assemblee provinciali la mobilitazione del 15 marzo 2019 a Roma.

Politica Regionale
Aspetto
Condividi

Il riavvio del sistema delle costruzioni nel suo complesso indispensabile per lo sviluppo dell’intera isola. “Rilanciare il lavoro, rilanciare la Sardegna”. Con questo slogan le segreterie regionali Feneal-Filca-Fillea porteranno in tutta l’isola l’urgenza di rilanciare  - attraverso la mobilitazione nazionale del Sindacato delle Costruzioni che si concluderà con la manifestazione del 15 marzo prossimo a Roma - il settore delle costruzioni e dei materiali.

I sindacati confederali degli edili coniugano in chiave locale lo slogan nazionale “Rilanciare il lavoro, rilanciare il paese” , coerentemente alla Piattaforma varata da CGIL-CISL- UIL il 22 ottobre scorso, che sarà portato

in quattro manifestazioni provinciali in programma a Nuoro il 14 febbraio Oristano (22 febbraio), Sassari (1° marzo) e Cagliari (8 marzo) e nelle assemblee davanti ai cantieri chiusi, sospesi o bloccati.

Nel corso di una conferenza stampa questa mattina le segreterie regionali Feneal-Filca-Fillea hanno richiamato l’attenzione sull’importanza e sulle priorità del settore delle costruzioni che, anche in Sardegna, vive ormai da troppo tempo una condizione di debolezza e fragilità. Sono, infatti, oltre 30 mila i lavoratori espulsi dal settore e più che dimezzato il numero delle imprese attive.

Gli ultimi dieci anni hanno provocato uno sconquasso, riportando il sistema produttivo sardo indietro di diversi decenni e i cui valori attuali non sono dissimili da quelli riscontrabili agli inizi degli anni ‘60.

“Questi numeri - hanno detto i segretari generali regionali degli edili - parlano di un settore distrutto, che ha bisogno indubbiamente di nuovi approcci progettuali e non può più pensare di affidarsi a iniziative slegate da un piano di rilancio di lungo periodo. Se da una parte la contrazione della spesa pubblica, come anche il blocco degli investimenti privati, a causa della lunghissima crisi sono tra i principali fattori che hanno determinato il crollo del sistema produttivo edile sardo, dall’altra è altrettanto vero che anche la mancanza di una politica industriale per la creazione di lavoro- soprattutto attraverso politiche virtuose”

Il mercato delle Opere Pubbliche fatica ancora a ritrovare il trend positivo e nonostante un’apprezzabile disponibilità di risorse, poche opere riescono a guadagnare il nastro di partenza.

“Il riavvio del sistema delle costruzioni nel suo complesso è indispensabile per lo sviluppo dell’intera isola: ciò che occorre – secondo i sindacati di categoria - è un piano integrato di iniziativa pubblica capace di colmare il gap infrastrutturale quale pre-condizione dello sviluppo della Sardegna e come fattore determinante di coesione sociale. Un’adeguata dotazione di reti stradali e ferroviarie e il suo ammodernamento sono inoltre fondamentali per garantire la mobilità interna e quindi neutralizzare anche lo spopolamento delle nostre aree interne”.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna