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Cagliari. In Consiglio regionale la vicenda del servizio di lavanderia degli ospedali di Sassari e Olbia. A Rischio il lavoro di 25 operatori

Politica Regionale
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Approda in Consiglio regionale la controversa vicenda del servizio di lavanderia degli ospedali di Sassari e Olbia in relazione alla quale è in bilico il futuro lavorativo di 25 operatori sardi. Una vicenda che ha unito i rappresentanti consiliari di tutti gli schieramenti politici, intorno ad una comune interrogazione, al fine di chiedere con urgenza all’Assessore della Sanità e al Presidente della Regione di conoscere le ragioni che hanno indotto l’ATS ad assumere una linea di comportamento poco comprensibile sull’affidamento dei lavori per la gestione del servizio di lava-nolo presso l’ASSL di Sassari.
La questione, già oggetto di iniziative precedenti promosse dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, preoccupate per il rischio della perdita del posto di lavoro di almeno 25 maestranze isolane, dipendenti di un consorzio di imprese sarde, si è ingarbugliata quando, a seguito di una ingiustificata decisione degli uffici dell’allora Asl 1 di Sassari, sono state create, accidentalmente, le premesse per l’invalidazione della gara vinta regolarmente dal summenzionato consorzio.
Può succedere – dichiara Moriconi, primo firmatario dell’interrogazione – che nelle procedure amministrative si commettano degli errori, e non è questo in discussione, non si capisce, però, il motivo per il quale, nelle more dell’attivazione del nuovo contratto d’appalto, non si sia proceduto, come in altri casi è successo, alla stipula di un “contratto ponte” con la stessa impresa aggiudicataria che, nel caso in esame, svolgeva il servizio da ben 17 mesi peraltro senza alcuna contestazione.
Inoltre – prosegue Moriconi – circa il fatto che la procedura amministrativa adottata dagli uffici dell’ATS, nel frattempo subentrati a quelli della Asl 1 di Sassari, con cui è stato effettuato il cambio d’appalto a favore di una impresa abruzzese e a danno di un consorzio di imprese sarde, essendo stata eccepita prima dal TAR, poi dal Consiglio di Stato, pur nel rispetto delle differenti funzioni politiche e amministrative che ci riguardano, non può trovare il Consiglio e la Giunta regionali indifferenti.
Per questo, a tutela delle imprese e dei lavoratori sardi, ma anche della qualità del servizio di lava-nolo che, evidentemente, non può non risentire dei tempi più lunghi, derivanti dalla localizzazione oltre il tirreno degli stabilimenti di lavorazione dell’impresa abruzzese, per il trattamento della biancheria, al fine di scongiurare anche i rischi dell’incremento di contaminazione certificati anche da studi condotti dalle università sarde, si ritiene opportuno che la Giunta regionale se ne occupi e valuti nelle forme e nei modi consentiti, anche per il futuro e la gara unica regionale, le iniziative più opportune da intraprendere a tutela dei cittadini sardi.

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