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Sant'Antioco. E' nata nel Sulcis la prima Via del Sale e del vento della Sardegna.

Politica Regionale
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Una giornata piovosa non ha sminuito il progetto di sviluppo che punta sul vento, sul sale e sul mare per il rilancio economico e turistico dei centri che si affacciano sul Golfo di Palmas. E' nata venerdì scorso mattina la prima Via del Sale e la prima Via del Vento della Sardegna. Un evento che ha dato disco verde alla delibera regionale che ha stanziato 2 milioni di euro per la valorizzazione delle zone umide del Sulcis. Il progetto vedrà protagonista principale le saline di Sant’Antioco che rinasceranno con tante sfaccettature: storiche, sociali, economiche, turistiche e ambientali diventando risorsa per far conoscere e promuovere il territorio attraverso percorsi di trekking, piste ciclabili o trattamenti di bellezza. Il sale dunque non sarà più solo prodotto industriale ma diventerà il filo conduttore per inedite esperienze per visitatori e turisti. Un obiettivo rincorso dal lontano 2005, sinora mai realizzato, ma che dopo oltre 13 anni muove il suo primo e importante passo. Il progetto prevede l'impegno dell'AtiSale, concessionaria delle saline, a mettere a disposizione le aree delle saline per la realizzazione delle opere e delle attività previste dal protocollo che si svolgeranno parallelamente all’attività primaria di estrazione e produzione del sale che rimane l'attività primaria della società. La Regione metterà invece a disposizione gli strumenti necessari per l'attuazione degli interventi mentre l’Unione dei Comuni del Sulcis sarà il soggetto attuatore degli interventi per la realizzazione dei progetti previsti dall'accordo. Un progetto che grazie alle sinergie pubblico private vuole infatti potenziare le attività produttive delle zone umide, incentivare la nascita di attività turistiche e sportive, salvaguardare e tutelare la forza lavoro e, allo stesso tempo, promuovere nuova e qualificata occupazione. La Via del sale e la Via del vento sulcitana valorizzerà realmente le più importanti potenzialità del Sulcis: dalle zone umide del golfo di Palmas, passando attraverso le dune di Porto Pino, gli stagni e i vigneti di carignano fino alle saline, creando le basi per un circuito che può realmente incentivare l’iniziativa privata e rilanciare fortemente il turismo. L’importo complessivo di 2 milioni, stanziato con la delibera che è stata resa operativa attraverso il protocollo, è così suddiviso: 580mila euro per la sistemazione e valorizzazione a fini turistico-ambientali dei percorsi esistenti nelle aree stagnali ‘Stagno di Porto Botte’ e ‘Promontorio, Dune e Zona Umida di Portofino’; 700mila euro per la riqualificazione dei vecchi percorsi del sale e la riconversione in poste ciclabili degli stagni di Porto Botte e Santa Caterina; 570mila euro per la valorizzazione a fini turistico-ambientali dell’itinerario del sale attraverso la predisposizione di spazi e strutture polivalenti per la fruizione sostenibile dei siti; 140mila euro per la sistemazione e valorizzazione delle aree a supporto dell’attività di turismo attivo (siti di interesse comunitario stagno di Porto Botte e Punta Giunchera). A sottoscrivere il Protocollo d’intesa, presso la direzione delle saline, sono stati gli assessori regionali della Programmazione Raffaele Paci e dell’Industria Maria Grazia Piras, il presidente di Ati Sale, società concessionaria delle saline, Giacomo D’Alì, 5 dei 6 sindaci dell’Unione dei Comuni del Sulcis che saranno protagonisti del progetto Teulada, Sant’Anna Arresi, Masainas, Giba, San Giovanni Suergiu e Sant’Antioco, il direttore generale del Centro regionale di programmazione Gianluca Cadeddu, il consigliere regionale Gianluigi Rubiu ed il presidente del Cammino Minerario di Santa Barbara Giampiero Pinna. Alla firma erano presenti anche l’assessore regionale degli Enti locali Cristiano Erriu, amministratori, consiglieri regionali del territorio e responsabili di varie associzioni che dell'ambiente fanno il loro cavallo di battaglia.

Gli interventi alla confeerenza stampa di presentazione della firma del protocollo La via del sale


PACI: È UN TRAGUARDO CHE IL TERRITORIO ATTENDE DA ANNI. “Oggi con questa firma raggiungiamo un traguardo importante e atteso da tanti anni, frutto di una collaborazione fra istituzioni pubbliche e privati che hanno deciso di unire le forze per favorire lo sviluppo del territorio, e del lavoro condiviso dei Comuni che hanno fatto rete. Atisale per la prima volta apre le porte della salina di Sant’Antioco, avviando una fase nuova per questa zona che la Regione sostiene con convinzione”, dice Paci. “Con i 2 milioni del programma di valorizzazione delle zone umide saranno realizzati due itinerari turistici (la Via del sale e la Via del vento) che realmente valorizzano alcune tra le più importanti potenzialità del Sulcis: le zone umide del golfo di Palmas, passando attraverso le dune di Porto Pino, gli stagni e i vigneti di carignano fino alle saline, creando le basi per un circuito che può realmente incentivare l’iniziativa privata e rilanciare fortemente il turismo. Abbiamo messo a punto una politica complessiva per valorizzare al meglio le zone umide della Sardegna: di sicuro la tutela ambientale è prioritaria, ma allo stesso tempo vogliamo potenziare le attività produttive delle zone umide, incentivare la nascita di attività turistiche e sportive, salvaguardare e tutelare la forza lavoro e, allo stesso tempo, promuovere nuova e qualificata occupazione”, conclude Paci.

ERRIU: COOPERAZIONE TRA ENTI PUBBLICI E PRIVATI. “Dietro il protocollo – è il commento dell’assessore Erriu – c’è un’idea di sviluppo che insiste sul lavoro di cooperazione tra gli enti pubblici, in particolare i Comuni e le loro Unioni, e i privati. L’obiettivo è quello di ricercare modalità di estrazione di valore dal territorio, puntando su ciò che di valore esiste in quest’area. Le zone umide rappresentano una grande opportunità, sinora poco valorizzata e affidata a forme di concessione che hanno consentito alle cooperative di pesca e a questa realtà industriale di mettere dei punti fermi, ma comunque al di fuori da un’idea integrata di sviluppo locale che ha enormi potenzialità”. “Il mio Assessorato, deputato alla gestione del patrimonio e del demanio regionale, ha avviato e sostenuto finanziariamente il recupero delle saline di Carloforte, che hanno un valore stimato in 5 milioni di euro. Sono esempi di valorizzazione ambientale su cui la Regione sta scommettendo. La presenza dei sindaci, oggi, testimonia che tutto il territorio crede in questo ambizioso progetto”.

PIRAS: TANTI PARTNER PRONTI AD ACCETTARE LA SFIDA. “Parliamo spesso di coniugare la produzione, l’ambiente e la pubblica fruizione. È bellissimo quando oltre a parlarne riusciamo a farlo”, afferma l’assessora Piras. “Questo è uno di quei casi, che verrà realizzato con partner pronti ad accettare questa sfida, dotati della corretta sensibilità al tema. È accaduto a Macchiareddu nelle saline Contivecchi, accadrà anche a Sant’Antioco”.

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