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Cagliari. Liberalizzazione aperture commerciali. G. Atzori (FISASCAT CISL). La Regione deve farsi sentire

Politica Regionale
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La materia delle aperture commerciali deve essere ricondotta al confronto concertativo tra Governo e Parti Sociali maggiormente rappresentative ed alla contrattazione tra aziende e sindacati maggiormente rappresentativi in raccordo con le amministrazioni locali. Non si possono applicare leggi universali a realtà e contesti territoriali enormemente diversi tra loro.
Regione Sardegna e Comuni non possono lasciare mano libera alle imprese della grande distribuzione, ma devono tener conto dell’interesse comune e anche della tutela della vita e della sopravvivenza delle piccole realtà commerciali, fondamentali per la conservazione, valorizzazione, rilancio e fruizione dei centri storici delle città.

Sette anni di deregulation totale e di domeniche sempre aperte allo shopping non hanno neppure in Sardegna risolto il problema della disoccupazione nel terziario commerciale, semmai l’hanno precarizzato, per di più senza vantaggi economici. Nella maggior parte dei casi, infatti, i lavoratori chiamati a coprire i turni nel fine settimana non ottengono una maggiorazione stipendiale, perché lavorare sabato e domenica è considerato “lavoro ordinario”. Inoltre un alto numero di dipendenti è assunto con contratto part-time con orario distribuito su tutti i giorni della settimana, domeniche comprese rendendole quindi obbligatorie per tante lavoratrici e lavoratori del settore.

La deregulation delle aperture non generando aumenti di fatturato o incrementi significativi di occupazione ha di fatto agevolato la Grande Distribuzione, unico settore capace di garantirsi il presidio tutti i giorni dell’anno, introducendo un dumping con le piccole realtà, portandole alla desolante chiusura, modificando le abitudini al consumo e i giorni e gli orari riservati agli acquisti nel fine settimana di quanti vivono stabilmente nelle aree interessate dalla presenza della Grande distribuzione organizzata.

La Fisascat –Cisl della Sardegna chiede di riportare alla concertazione territoriale la materia delle apertura/chiusure festive sulle singole realtà locali. Solo così si può tener conto delle specificità di zone turistiche, di città, eventi di particolare rilevanza e contesti urbani speciali. La Fisascat soprattutto sollecita in materia un protagonismo degli enti locali al momento è assente.

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