Per diagnosticare e indicare la terapia giusta per la scuola italiana è necessaria una Conferenza Nazionale, come quella fatta nel 1990 dall’allora ministro della Pubblica Istruzione Sergio Mattarella. L’ha detto la segretaria generale della Cisl-Scuola, Lena Gissi, intervenuta stamattina a Cagliari a un seminario sul tema “ Il mondo dell’Istruzione e le sue prospettive”, organizzato dalla Cisl Scuola della Sardegna guidata da Maria Luisa Ariu.
“ La scuola è un bene comune – ha dichiarato la sindacalista – che non appartiene alle maggioranze pro tempore, ma all’intero Paese. Non basta affermarlo, occorre un atto che evidenzi, anche a livello istituzionale, tale principio, fornendo a tutti i soggetti che agiscono a livello politico, sociale, culturale, professionale l’occasione di confrontare proposte, opinioni, offrire indicazioni utili a ristabilire, attorno alla scuola e nella scuola, un clima di serenità da lungo tempo mancante”. Una Conferenza Nazionale sulla Scuola, come quella di 28 anni fa , che fu preludio a una stagione di positiva e partecipata innovazione all’inizio di legislatura , secondo Lena Gissi, trova le condizioni politiche ideali per poter essere attuata.
Ai lavori del seminario, coordinati dal segretario generale regionale Cisl, Gavino Carta, è intervenuto il segretario confederale Ignazio Ganga, che negli ultimi tre mesi ha partecipato attivamente alla chiusura positiva di alcune partite contrattuali aperte da molti anni, riguardanti scuola e pubblico impiego.
In sette punti le richieste che la Cisl scuola – impegnata a preparare le elezioni per il rinnovo delle RSU: in Sardegna sono 650 i candidati cislini all’appuntamento elettorale scolastico del 17-18-19 aprile 2018 – presenterà al Governo.
Sul contratto, in scadenza il prossimo dicembre, la Cisl chiede lo sviluppo dei profili professionali del personale docente e ATA e confronto sui temi di legalità, benessere organizzativo, qualità del lavoro e rivalutazione salariale. Inoltre solleciterà interventi per valorizzare al massimo partecipazione e collegialità in ogni istituto scolastico. Sul quadro legislativo la Cisl chiede interventi per modificare le molte cose che nella legge 107 non hanno funzionato. Secondo il sindacato va ripristinata per tutti la titolarità della scuola e riveduto strutturalmente il reclutamento e stabilizzazione del personale precario.