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Elezioni 2018. Il Centrodestra vince le elezioni. La lega, clamorosamente, supera Forza Italia. Tracollo per il centrosinistra. (di Manolo Mureddu)

Politica Regionale
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Il Centrodestra vince le elezioni. La lega, clamorosamente, supera Forza Italia ed è più vicina al 20% che al 15 (in Sardegna supera addirittura il 10%). Fratelli di Italia paga il non essersi distinto da molte posizioni Salviniane e Berlusconi rischia di andare in soffitta per davvero stavolta.
Il M5S ha un exploit incredibile e al Sud Italia, nonché nelle isole, registra numeri mai visti prima. Nella mia città dove già amministra, Carbonia, e dove si pensava incontrasse qualche difficoltà, supera il 40% (45% nel Sulcis Iglesiente), come nel resto dell'isola. (E' evidente, che anche la sua azione amministratrice è stata premiata dai cittadini - bisogna ammetterlo)
elezioni viste da Gianfranco PischeddaDall'altra parte tracollo per il centrosinistra e in particolare per il PD che si attesta ai minimi storici. Liberi e Uguali, letteralmente annichilito, sprofonda e dimostra che non esiste in Italia, agibilità politico-elettorale a sinistra del Partito Democratico.
Mi domandavo ieri nel mio profilo, al pari di tantissimi altri, se questa affluenza potesse significare l'arrivo di uno stravolgimento elettorale; così è stato e oggi l'Italia si sveglia con una maggioranza assoluta di forze politiche (cosiddette e autodefinitesi) anti-sistema, anti-establishment.
Nonostante ciò nessuno parrebbe aver la maggioranza e l'autonomia per poter governare da solo. E anche chi, in campagna elettorale, affermava di non volersi alleare organicamente con qualcuno per formare un nuovo Governo dovrà tornare sui suoi passi.
L'altra alternativa, forse la migliore per quanto mi riguardi, è la formazione di un esecutivo per l'approvazione di una legge elettorale totalmente maggioritaria e il ritorno alle urne in tempi rapidi. L'unica cosa da scongiurare adesso, è l'instabilità politica e l'ingovernabilità. C'è bisogno di un Governo che decida. C'è da continuare nel percorso della crescita economica, c'è da dare risposte a molte vertenze nel Paese.
Per tornare all'evidente tracollo del centrosinistra, ossia del Governo uscente, esso non è assolutamente ascrivibile all'ultimo esecutivo "Gentiloni, Minniti, Calenda", ma è l'onda lunga del Governo Monti, quello imposto dalle "circostanze", dell'austerity; delle tasse; della Legge Fornero; dell'impoverimento del tessuto economico reale del Paese. Quando Bersani decise di non andare a elezioni, quando non ebbe il coraggio di farlo, provoco una rottura insanabile nel Paese. Da li nacque il M5S e si sviluppò inarrestabile la rabbia e il rancore che oggi, tanto bene, sono stati interpretati da M5S e Lega nel Paese.
Poi, certo, è arrivato Renzi che (dopo una prima fase di Governo che sembrava sancire un cambiamento netto) ha fatto della divisività, della delegittimazione delle minoranze interne, dei sindacati (il primo a tentare di disintermediare la società è stato lui), della spocchiosità e arroganza, i tratti distintivi della sua azione Governativa. Ha ingenerato una scissione nel suo partito: ha abolito l'articolo 18 e ridimensionato gli ammortizzatori; ha gestito il fenomeno dell'immigrazione clandestina incontrollata in modo approssimativo; ha approvato la "Buona Scuola" e diverse altre riforme sfidando le Parti Sociali e preferendo la rottura e il faccia a faccia invece che il dialogo.
Ha perso un referendum Costituzionale e, nonostante l'ormai evidente astio e/o diffidenza degli elettori, ha continuato a restare al suo posto difendendo il proprio cerchio magico e personalità come la Boschi che, ancorché non colpevoli di reati, erano ormai "bruciate"; invise e antipatiche agli italiani.
Anche ad ultimo, quando aveva la possibilità di designare Gentiloni come unico candidato Premier, quando poteva eclissarsi e far andare unicamente nelle televisioni i Ministri migliori, ha sempre dato l'impressione di essere lui a muovere le fila.
Gli italiani lo hanno punito ancora e stavolta, a differenza del referendum, non potrà far finta di niente. Il Renzismo è finito per sempre e forse anche la sinistra come, storicamente, negli ultimi 25 anni almeno, l'abbiamo conosciuta. Perché ora il PD o dà una svolta partendo dai territori, nei quali di fatto non esiste, rinnovando profondamente la propria classe dirigente e mandando in soffitta tutti coloro che hanno avuto responsabilità dirette nel declino di questi anni, o si aprirà realmente alla società civile e riscoprirà l'umiltà di un partito che dovrebbe trovare la propria collocazione ideale tra le persone comuni, tra i lavoratori e l'Italia che soffre e cerca ogni giorno di andare avanti o di migliorare (e non dunque nei salotti di Confindustria e delle èlite finanziarie), o la strada per un bipolarismo "centrodestra" e "M5S" e chiaramente tracciata.
Certamente, adesso, se si farà un Governo che escluda il PD (paradossalmente il Partito Democratico + il M5S avrebbero la maggioranza per governare e l'esperimento non sarebbe impossibile se Renzi e il suo Cerchio magico uscissero di scena), si porrà la questione delle tante cambiali da pagare agli elettori in riferimento alla campagna elettorale. Perché in molti si aspettano (i dati dell'economicamente povero Sud lo confermano) il Reddito di Cittadinanza, l'entrata in pensione anticipata di anni, la "flat tax" al 15%, il blocco totale dell'immigrazione e tutte le onerose promesse che sono state elargite negli ultimi mesi.
E l'italiano, lo dimostrano ancora una volta queste elezioni, ma è una costante dall'unità d'Italia, ci mette poco a cambiare idea.

Manolo Mureddu

vignetta di Gfranco Pischedda- foto copertina  Ultime elezioni flash.com

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