Le tanto auspicate bonifiche nel Sulcis Iglesiente sono ferme dal 2019, anno in cui era stato reso noto l’ultimo report dello stato di attuazione del piano Sulcis, contenitore all’interno del quale erano indicati gli interventi di risanamento necessari per il rilancio di questo territorio. Ma da allora non è stato compiuto alcun passo in avanti, mentre il principale soggetto attuatore, Igea spa, resta privo delle minime condizioni per operare, la Regione Sardegna e l’assessorato competente brancolano nel buio, tra protocolli di intesa colmi di “aria fritta” e totale assenza di una visione adeguata ai tempi che corrono, quella all’insegna della sostenibilità.
A sottolinearlo con un comunicato è il sindaco di Sant'Antioco Ignazio Locci. < Perché se da una parte viene sottoscritto e celebrato come salvifico l’ennesimo protocollo d’intesa con al centro il tema delle bonifiche, e mi riferisco a quello tra Regione e Stato teso all’istituzione di un tavolo tecnico permanente dedicato alle attività di bonifica e messa in sicurezza del sito di interesse nazionale (SIN) “Sulcis Iglesiente Guspinese”, che ricorda tanto quelli siglati nell’ambito del Piano Sulcis e rimasti tutti inattuati- scrive Locci- dall’altra marca visita una visione dell’assessorato in termini di sostenibilità, la vera chiave di volta per ridare speranza alla riqualificazione del territorio. Il temi delle bonifiche e della sostenibilità, dunque, si concretizzano con atti chiamati protocolli di intesa o non si concretizzano affatto>. "Il tema, insomma, è sempre lo stesso, si legge nella nota, quello con cui ormai crescono generazioni di sulcitani: bonifiche trattate solo a parole, con convegni, protocolli, ma non con risorse adeguate, progetti concreti o interventi volti a snellire quella burocrazia che da anni tiene fermi i progetti di risanamento ambientale. Basti pensare al caso Sant’Antioco, dove le aree ex Seamag, sia quelle all’ingresso dell’abitato, sia quelle di scavo di “Su monti de su sennori”, utilizzate ai fini industriali fino ai primissimi anni Novanta, sono ancora lì, ferme, da risanare perché Igea non è minimamente in grado di proseguire, priva degli elementari strumenti". Non ha più alcun senso continuare a chiacchierare, finanche nei più alti tavoli tecnici, se chi dovrebbe eseguire le azioni concrete non viene messo nelle condizioni di lavorare, comclude Locci, Sarebbe auspicabile, infine, che l’Assessore regionale all’Ambiente, Rosanna Laconi, si occupasse realmente di bonifiche e di sostenibilità, perché di tavoli tecnici che producono solo carta questo territorio ne ha visto abbastanza".
Red.