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Sant'Antioco. Appello del sindaco ad Asl e Regione Azienda per riattivare il reparto di Traumatologia dell’Ospedale Sirai

Politica Regionale
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"Con la presente sono a chiedere che venga riattivato il reparto di Traumatologia dell’Ospedale Sirai di Carbonia, tenendo conto dei problemi di natura strutturale e, si spera, accessori e temporanei che investono la sanità e inficiano inevitabilmente la risposta alla legittima domanda di salute". E' quanto si legge nella lettera aperta inviata dal sindaco di Sant'Antioco Ignazio loccia d Asl e Regione che prosegue "Sono perfettamente consapevole, dunque, che il problema sanitario ha una dimensione ben più ampia – a partire da una cronica carenza di personale medico che nel nostro territorio si manifesta in tutta la sua gravità – e non può certo essere ricondotto alla chiusura o riapertura di una singolo reparto, in questo caso quello di Traumatologia del Sirai. Tuttavia, sempre per questo specifico caso, sono certo che possano essere adottate determinate soluzioni a favore della folta popolazione anziana che popola questa fetta di Sardegna. Ebbene, detta richiesta poggia innanzitutto le basi, come annunciato, sul fatto inopinabile che il Sulcis detiene il primato di popolazione anziana più alta, in termini di percentuale, rispetto alla Sardegna e persino a livello nazionale.
Da qui discende una considerazione oltremodo scontata: laddove vi è la presenza di tanti anziani,  più alta l’incidenza di traumi ossei; ciò richiama l’esigenza di un reparto medico di traumatologia, indispensabile per risolvere i numerosi traumi (che richiedono, ad esempio, interventi chirurgici al femore e in generale agli arti inferiori) che purtroppo si verificano con frequenza nella cosiddetta “terza età”. Detto questo, tornando alla radice del problema, appare drammatico fare i conti con la chiusura del reparto di Traumatologia dell’Ospedale Sirai di Carbonia, soprattutto se si considera che, per quanto ci è noto, numerosi pazienti sono stati trasferiti in altre strutture sanitarie, dopo la trafila del pronto
soccorso, con accoglienze – anche questo ci è noto – non propriamente “umane”, forse frutto del livello di frustrazione che monta tra il personale medico. Per quanto espresso fin qui,conclude Ignazio Locci, chiedo a nome della collettività che rappresento, possiate valutare l’ipotesi di tenere in funzione detto reparto per gli interventi chirurgici, previe consultazioni con i vostri professionisti. Nessuno si aspetta, in questo particolare momento, che Traumatologia resti in piedi h24, ma siamo certi che parte del personale medico possa comunque essere impiegato per svolgere gli interventi chirurgici ed evitare così gli spostamenti dei pazienti in altre strutture sanitarie. Ricordo che in questi anni, così come anche nel 2023, il numero degli interventi di cui trattasi è stato considerevole, a testimonianza dell’altra incidenza che riguarda il Sulcis.
Auspico che l’ipotesi venga valutata e che Direzione Generale Asl e Assessorato regionale allSanità provvedano quanto prima a restituire questo servizio alla nostra comunità, già piagata dai continui tagli".

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