Mancata sottoscrizione tra assessorato regionale alla Sanità e alcune sigle sindacali sull’utilizzo dei medici nelle sedi disagiate. Protesta il sindaco. Premetto che un grande “GRAZIE” va rivolto ai medici di medicina generale di Carbonia, per la loro abnegazione al lavoro e per il carico di responsabilità che si sono assunti accettando di aiutare la nostra comunità in questi mesi difficili, ma se mi permettete: la notizia, di cui si dà conto oggi sulla stampa, della mancata sottoscrizione dell’accordo tra l’assessorato regionale alla Sanità e alcune sigle sindacali sull’utilizzo dei medici nelle sedi disagiate, redistribuendo l’impiego dei camici bianchi dalle città più popolate – ove i cittadini hanno quantomeno una discreta possibilità di scelta del proprio medico di famiglia – alle zone periferiche – ove i cittadini spesso non hanno alcuna possibilità di scelta e in taluni casi non hanno neppure un medico di famiglia – rischia di avere conseguenze esiziali anche per il nostro Comune, Carbonia, e per il Sulcis Iglesiente, considerato a tutti gli effetti come zona periferica dal punto di vista geografico, economico e sociale.Il vaso è colmo, la mancata intesa tra Regione e Sindacati metterà in crisi il sistema sanitario. Migliaia di pazienti non avranno un medico di famiglia cui rivolgersi perfino per avere una semplice ricetta per un farmaco. Saranno gravissime le ripercussioni soprattutto in territori come il nostro, dove vi è un’enorme carenza di medici di base. Al numero del tutto insufficiente di medici di base si aggiunge l’allarme per la carenza dei pediatri di libera scelta, molti dei quali ormai prossimi alla quiescenza. Ciò metterà a repentaglio l’assistenza dei nostri piccoli nella città di Carbonia e in tutto il territorio. Pertanto, auspico che nei prossimi giorni le parti sociali possano incontrarsi nuovamente, limando i dettagli e addivenendo a un accordo che possa consentire una migliore distribuzione dei medici dai grandi centri urbani alle zone periferiche. Una misura che non risolverà il problema principale, l’assoluta carenza di medici, ma che sicuramente rappresenta un passo importante per garantire il diritto alla salute, così come sancito dall’articolo 32 della Costituzione, anche in zone disagiate come la nostra. Un grazie alle organizzazioni sindacali che si sono rese disponibili e hanno sottoscritto già da subito l’accordo e all’Assessore Doria per il suo impegno.
Carbonia. Mancata sottoscrizione tra assessorato regionale alla Sanità e alcune sigle sindacali sull’utilizzo dei medici nelle sedi disagiate. Protesta il sindaco
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