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La sardegna si mobilita per bloccare un possibile stoccaggio di rifiuti nucleari

Politica Regionale
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La sardegna si mobilita per bloccare un possibile stoccaggio di rifiuti nucleari, Sono intanti i politici, amministratori e associazioni a prendere posizione contro questa eventualità. Fra i tanti pubblichiamo le note stampa sinora pervenuteci.

On. Pittalis (Deputato Forza Italia) contro deposito scorie radioattive in Sardegna: <<La Sardegna non sarà disposta a nessuna concessione sul fronte del deposito delle scorie radioattive>>. E’ quanto ribadisce con fermezza il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis dopo la pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare i siti dei rifiuti nucleari. <<Una decisione sconcertante – prosegue il parlamentare degli azzurri, che ha presentato l’ultimo documento sulla questione ad aprile – visto che avevo formalmente chiesto al Governo di conoscere se l’Isola fosse una delle regioni indicate tra le aree idonee ad ospitare il sito nel quale verrà realizzato il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Non è mai giunta nessuna risposta alle interrogazioni>>. E ora la pubblicazione della mappa Sogin lascia presagire che l’impianto possa essere localizzato in Sardegna. Da qui l’invito di Pittalis: <<Occorre una mobilitazione generale di tutte le forze politiche, sociali, datoriali, con il coinvolgimento di tutti i Comuni isolani – conclude il deputato forzista – per bloccare lo stoccaggio delle scorie radioattive in un paradiso ambientale come quello della Sardegna>>.

On. Tocco (Presidente Consiglio comunale Cagliari) su deposito scorie nucleari: la capitale isolana pronta a dare battaglia per evitare che la Sardegna diventi pattumiera d'Italia: "Un ordine del giorno per respingere la possibile localizzazione in Sardegna del deposito di scorie radioattive. <<Il Consiglio comunale di Cagliari si schiera compatto contro la scelta di collocare nell’Isola il sito per i rifiuti nucleari. Una decisione, quella del Governo, che suona come uno schiaffo contro il popolo isolano>>. E’ la dura presa di posizione del presidente dell’assemblea civica del capoluogo Edoardo Tocco che, sin dalla prossima seduta dell’emiciclo, porterà nell’aula di Palazzo Bacaredda un ordine del giorno per confermare la contrarietà al sito dei rifiuti nucleari. Una battaglia corale, senza gli steccati politici, per il responsabile dell’assemblea municipale. <<E’ una scelta che appare inaccettabile – conclude Tocco – e rappresenta l’ennesimo sopruso subito dalla nostra Isola. Il Consiglio comunale della capitale isolana intende portare avanti ogni battaglia tesa ad evitare che la Sardegna possa diventare la pattumiera d’Italia>>.

Corrao: NO a depositi in Sicilia e Sardegna. L’eurodeputato: “Il Governo si occupi delle bonifiche dei territori del sud, anziché pensare di riversare ulteriori scorie”. “Prima di parlare di depositi di scorie nucleari al Sud lo Stato italiano pensi a garantire le bonifiche per i siti inquinati che aspettiamo da oltre vent'anni, un ciclo dei rifiuti virtuoso e lo stop alle trivellazioni. Se uno Stato ha ampiamente dimostrato di aver fallito l’ordinario nelle regioni del Mezzogiorno, con quale faccia si propone di gestire anche lo straordinario come l'individuazione e lo stoccaggio di rifiuti radioattivi? La mappa è vergognosa anche perché individua la maggior parte delle aree idonee allo stoccaggio nel Mezzogiorno del nostro Paese”. A dichiararlo è l'eurodeputato Ignazio Corrao in riferimento alla pubblicazione della Carta nazionale delle 67 aree potenzialmente idonee per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari tra le quali figurano 4 aree siciliane. “Quella di individuare aree in Sicilia e Sardegna - spiega Corrao -sarebbe un'ipotesi agghiacciante considerando che sono territori votati all'agricoltura, al turismo e alla valorizzazione delle risorse naturali. Ma si tratta anche di regioni che hanno zone già devastate da inquinamento, emissioni industriali velenose, discariche a cielo aperto e triangoli della morte. Il Governo si occupi piuttosto delle bonifiche dei territori del sud, anziché pensare di riversare ulteriori scorie. Auspico che il percorso di individuazione delle aree tenga conto delle specificità dei territori”. “Assolutamente discutibile - sottolinea l’eurodeputato siciliano - è inoltre la scelta dell'Italia di dotarsi di un solo Deposito Nazionale che ospiti a lungo termine e contemporaneamente i rifiuti di bassa, media ed alta attività. Si tratta dell’unico caso al mondo, che comporta per giunta la ‘nuclearizzazione’ di un nuovo sito, per il quale è decisivo il consenso dei cittadini e delle istituzioni locali. Condivido la proposta di Greenpeace secondo la quale sarebbe stato più ragionevole verificare più scenari, utilizzando i siti esistenti e applicando a ciascuno una procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

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