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Gonnesa.. Intervista a Pippo Civati (di Elio Sanchez)

Politica Regionale
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Nei giorni scorsi Giuseppe Civati, detto Pippo, politico, saggista e blogger italiano, fondatore e primo segretario di Possibile, deputato dal 2013 al 2018, era nel Sulcis. Per la precisione a Gonnesa ospite del festival letterario Connessioni Festival delle Idee - Gonnesa 2020, patrocinato dal comune di Gonnesa, con la collaborazione della Libreria StoryTelling di Gonnesa. Il Festival, organizzato dall’Associazione Argonautilus, è la stessa che organizza numerose altre iniziative culturali, ampiamente segnalate sui siti della Regione Sardegna, al Salone del Libro di Torino, sulle pagine della cultura di giornali nazionali oltre che sulle testate giornalistiche, TG locali e TGR Sardegna. Per l'occasione il nostro collaboratore Elio Sanchez lo ha intervistato.

Pippo CivatiL'INTERVISTA

- Potresti raccontarci come è nata la passione per la politica e come hai iniziato?
È iniziata con una mancata elezione a rappresentante d'istituto, perché fu scelto al posto mio, un ragazzo che si chiamava Sergio e che ora è un magistrato. Avevo l'idea di prendere posizione, banalmente non erano anni du grande politicizzazione perché io ho fatto il liceo negli anni '90 e c'era già un riflusso già dalla politica.
La mia famiglia era orientata a sinistra, mia mamma era sessantottina e mio padre ha fatto il militare in quell'anno.
Votava repubblicano quindi adesso sarebbe un pericoloso estremista diciamo.

- Nel periodo di prigionia, tutti i giorni hai ricordato Silvia Romano, ora che è libera, è anche una tua vittoria. Come mai ti sei appassionato ed interessato alla sua situazione?.
In realtà non è una mia vittoria, la mia è la passione e la preoccupazione per una ragazza italiana che era stata sequestrata e che qualcuno incolpava di esserlo stata. Mi sono affezionato perché quando fai queste cose, alla fine ti affezioni, come se l'avessi fatto per un'amica (non lo era). Hai quella sensazione di vicinanza. L'umanità non è solo per gli amici, ma anche per altre campagne fatte con Possibile negli ultimi anni.

- Credi che sia importante "fare politica" anche nelle scuole? Credi che molti giovani vadano a votare inconsapevoli?
Il problema è che abbiamo visto sparire la politica da un sacco di posti in questi anni, cresce un sentimento antipolitico abbastanza grezzo, motivato da alcune esagerazioni, incapacità, inefficienze del sistema politico che però ha buttato via tutto. Il punto è che si deve ricominciare a rimettere in fila un po' di questioni, prima ancora di spenderle immediatamente come se fossero un eterno comizio e un'eterna campagna elettorale. Noi come "people" siamo molto felici che i nostri lettori siano molto giovani, ed è una cosa che non ci aspettavamo. È importante portarla anche nelle scuole perché sennò ce la portano gli altri, anche perché sappiamo che c'è una strategia della destra di essere presente nelle scuole.

- Credi che ci sia bisogno di studiare più storia contemporanea al liceo, in modo tale da scoprire come mai ad esempio c'è la guerra israelo palestinese?
Si, questa è una vecchia questione ed è incredibile che dopo 40 anni che io frequento le scuole, non si sia ancora trovata una soluzione. È possibile immaginare che un pezzo di programma sia fatto magari in parallelo, non riuscire ad arrivare al 1918 è imbarazzante.

- Cosa pensi della situazione in Bielorussia?
Spesso noi ci occupiamo di diritti umani, diritti civili e spesso ci sentiamo dire 'ma no, l'economia, il lavoro', invece queste situazioni, ma anche qui da noi, si temono e vengono prima. Questi sono elementi che dovrebbero essere riportati all'attenzione di tanti soggetti statali o europei. Lo stesso vale per l'Egitto, dove non è giusto che vengano incarcerati e non tornino più a casa. La stessa legge 185/1990 che vieta la vendita delle armi, non viene rispettata.
Sono tutte questioni che sembrano marginali rispetto a noi, ma in realtà non lo sono perché ripropongono temi della nostra stessa politica interna.

- Il caso Giulio Regeni, credi potesse essere un motivo in più per cercare di risolvere immediatamente il caso Zacky?
Innanzitutto la questione Regeni va risolta, un paese deve far valere rispetto ad una cosa così gigantesca. Zacky, il governo avrebbe dovuto mettere più spinta, non solo nella nostra campagna per la cittadinanza onoraria. Non posso credere che un presidente del Consiglio non possa prevedere una soluzione per alcuni casi così scottanti.

- Nel mondo, ancora oggi, esistono molte violazioni dei diritti umani, come credi sia possibile arginare questo fenomeno?
Il primo punto è che moltissimi diritti umani vengono violati con la nostra complicità e già sarebbe sufficiente come segnale, se gli USA e l'Europa pensassero ad una grande operazione in questo senso. Torturi la gente e con noi non lavori. C'è una soglia, è una questione essenzialmente di struttura politica, se tu consenti un'eccezione così grande, vanifichi anche i nostri valori costituzionali. Penso ad esempio alla condizione sociale di molte persone che sembra lontana dai diritti umani, ma se invece la vedessimo come tale, ci sono elementi di violazione dei diritti umani anche li.
La questione delle persone trans in Italia è vissuta ancora con le battutine o con le volgarità, tra l'altro non si riesce a fare questa legge contro l'omotransofobia e non si riesce a dare importanza ad una popolazione che piccola o grande, comunque fa parte della nostra comunità. Le questioni sociali si intrecciano, i diritti civili e sociali stanno insieme.Secondo me l'uguaglianza delle persone e dei loro corpi è precedente ad altre cose che pensiamo vengano prima

Elio Sanchez

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