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Cagliari. Luca Pizzuto( Articolo UNO) Gestione regionale della crisi sanitaria dovuta al Coronavirus in Sardegna.

Politica Regionale
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Innanzitutto, ci tengo a specificare che come Articolo UNO, e col gruppo che ci rappresenta in Consiglio LeU Sardigna, non intendiamo accendere polemiche, ma fare domande precise perché sono quelle che vengono fatte anche a noi da chi trova contraddizioni sulle azioni (e sulle notizie diffuse) per arginare la pandemia.

In primo luogo, vogliamo ragionare su chi sta in prima linea a fronteggiare il Coronavirus: personale medico e ospedaliero che denuncia, anche a noi in forma privata oltre che pubblicamente tramite i vari Ordini e sindacati, la carenza dei DPI. Abbiamo appreso, dal comunicato del Presidente Solinas di avantieri, che esistono scorte in giacenza, ma allora ci chiediamo perché queste non vengano distribuite negli ospedali e nei territori e in secondo (ma non meno importante) step a chi sta pattugliando le strade dell’Isola. Parliamo non solo delle famose mascherine ffp3, ma per quel che concerne il personale negli ospedali, anche degli occhiali e delle tute che andrebbero utilizzate. Non siamo più disposti a tollerare di leggere articoli di testimonianze di personale ospedaliero che si lava con la varechina perché non ha DPI a disposizione, se esistono giacenze devono essere distribuite. Qualche settimana fa la dichiarazione del Presidente era stata che eravamo pronti ad affrontare la pandemia: gli esposti alla Procura della Repubblica e le continue uscite sui giornali da parte degli Ordini ci dimostrano che non è così, vorremmo che ci fosse chiarezza su questo e piena trasparenza sulla macchina attivata per il controllo della pandemia di Covid-19.

In secondo luogo, vogliamo sottolineare che ci sono responsabilità politiche e amministrative molto precise sui focolai che stanno avendo origine nelle strutture sanitarie della Sardegna. Vogliamo sia fatta chiarezza sul perché di questi focolai, non possiamo accettare risposte sul tono del “ci può stare” dell’Ass.re Nieddu: non ci può stare, vanno fatte indagini e accertamenti seri. L’esposizione del personale medico e sanitario dei nostri ospedali dà inizio ad un possibile stato di emergenza che può volgere in un disastro senza precedenti per l’Isola, per le persone che ci vivono. Chiediamo che anche su questo venga fatta massima chiarezza e si attui immediatamente un piando di emergenza e che venga reso pubblico, a queste situazioni si sta ponendo argine? E come? Chi ne è responsabile?

Direttamente connesso coi precedenti ragionamenti vogliamo sapere come mai anche la centrale dell’ATS riscontri tanti casi positivi: nemmeno l’ATS sapeva delle giacenze di DPI e non ne ha avuto accesso? Questo potrebbe sembrare un problema secondario rispetto alla distribuzione negli ospedali, ma sappiamo quanta importanza abbia che il lavoro amministrativo prosegua nell’azienda sanitaria unica durante l’emergenza. La paralisi della centrale di comando può provocare danni seri nella gestione della pandemia. Possiamo sembrare ripetitivi ma anche su questo chiediamo trasparenza. Com’è potuto succedere? Perché gli amministrativi ATS non sono stati dotati di mascherine e diversi dipendenti stanno riscontrando positività al Covid-19? Si sta ponendo riparo e come? La chiarezza nel comunicarcelo e nel far sapere alla popolazione che si sta lavorando e il come darebbe un po’ di serenità, che in questo momento vuol dire tanto per molte persone.

Infine, abbiamo preso visione del piano strategico sulle strutture ospedaliere. Ma si stanno delineando scenari che non erano previsti, come appunto il contagio tra gli amministrativi ATS e l’altissima percentuale (un record in Italia) di contagi tra i medici e il personale ospedaliero.

Presidente Solinas, come forza politica, chiediamo che venga reso pubblico il piano d’emergenza che preveda gli scenari che si stanno delineando, che venga ascoltata la voce dei sindaci e delle sindache che singolarmente e attraverso ANCI stanno facendo richieste sensate per preservare i loro paesi e territori, che ci sia una comunicazione trasparente e senza bavagli su stampa e personale medico e sanitario e rinnoviamo l’invito dei nostri Consiglieri Regionali a fare test a tappeto come vogliono altri governatori di altre regioni.

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