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Domus Novas. Paure e speranze per lo stabilimento RWM Italia. I sindacati prendono posizione

Politica Regionale
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"Chiediamo fin da ora l’apertura di un tavolo con l’Assessorato del Lavoro e dell’Industria per affrontare sia il futuro del sito produttivo sia per trovare strumenti finalizzati a sostenere il lavoro di quei lavoratori già espulsi.
Riteniamo che l’attesa sia finita, è tempo di risposte concrete, in assenza delle quali metteremo in atto la mobilitazione nella forma che riterremo più opportuna", E' la posizione dei sindacati relativa al futuro dello stabilimento RWM.Italia di Domusnovas
Speranze e paure racchiuse in un documento che pubblichiamo"
E’ trascorso un tempo abbastanza ragionevole dall’incontro istituzionale in Assessorato dell’Industria alla presenza anche dell’Assessora del Lavoro del 18 settembre scorso, relativo al futuro dello stabilimento RWM Italia di Domusnovas.
Gli annunci, le promesse e le rassicurazioni del giorno, non hanno avuto alcun seguito. A oggi non possiamo che far notare un aspetto gravissimo: 130 Lavoratori dell’intero sito produttivo sono a casa senza lavoro e senza una realistica prospettiva futura.
L’impegno annunciato sia dell’Assessora del Lavoro sia dell’Assessora dell’Industria per trovare una soluzione pare evaporato.
Dall’incontro tecnico svoltosi il 25 settembre in Regione tra l’Azienda e gli enti preposti non abbiamo nessuna notizia, tantomeno conosciamo gli esiti della riunione del 4 ottobre scorso al ministero degli esteri. Non sappiamo ancora quali siano le intenzioni del Governo in merito a una vicenda che riguarda l’intero scenario della Difesa Nazionale.
L’amministrazione regionale, dopo l’annunciato impegno non ha prodotto alcun atto concreto. Fino a oggi tutto quello che sappiamo è quanto si legge sugli organi di informazione e stringati comunicati stampa.
L’unica certezza, a oggi, è quella che 130 lavoratori sono a casa senza lavoro e che tutte quelle persone che hanno promosso facili soluzioni e facili riconversioni sono tutte sparite.
Sarebbe opportuno che ognuno, per il ruolo che ricopre e la competenza assegnata, si assumesse le proprie responsabilità.
In questo momento c’è ben poco da gioire, anzi la preoccupazione continua a salire dato che, in mancanza di altre risposte, si corre il rischio che il numero dei Lavoratori rimasti senza lavoro sia sempre maggiore.
Chiediamo fin da ora l’apertura di un tavolo con l’Assessorato del Lavoro e dell’Industria per affrontare sia il futuro del sito produttivo sia per trovare strumenti finalizzati a sostenere il lavoro di quei lavoratori già espulsi.
Riteniamo che l’attesa sia finita, è tempo di risposte concrete, in assenza delle quali metteremo in atto la mobilitazione nella forma che riterremo più opportuna".

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