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Sant'Antioco. Bonifiche aree ex Seamag: un calvario infinito. Tavolo di confronto tra Comune e Regione

Politica Locale
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Bonifiche terreni ex Seamag: storia di una incompiuta. Per trovare una soluzione e riavviare le bonifiche, ferme da 2017, martedì scorso in municipio a Sant'Antioco si sono seduti ad un tavolo Comune e Regione per definire come proseguire le opere di bonifica relative alle aree ex Sardamag, ritenute volano per il rilancio economico turistico della città e del territorio che, secondo le ultime stime, servirebbero ancora 15 milioni. Sono state infatti affrontate le emergenze che riguardano le aree di cui è proprietario il Comune che si trovano adiacenti all'ex stabilimento ementre quelle al suo interno, rimaste di proprietà regionale, le cui bonifiche sono state affidare all'Igea sono però ferme da due anni. Nei giorni scorsi l'argomento "ritardo" è stato sollevato dal comitato Porto Solki che ha postato su Facebook l'area ex sardamag segnalata con delle bandiere rosse ad indicare il colore della vergogna per il ritardo operativo in atto. “Con l'ironico post su Facebook – spiega Rolando Marroccu, del comitato Porto Solki, abbiamo voluto tenere vivo l'interesse dell'opinione pubblica nei confronti delle bonifiche delle aree Sardamag essenziali per la valorizzazione dei 50.000 metri cubi di volumetrie previste nel PUC e compatibili con il PPR, al fine di realizzare le strutture alberghiere ad alto livello che tutto il Sulcis attende da decenni”. L'attuale amministrazione comunale però nel frattempo non è rimasta con le mani in mano per il proseguimento delle le bonifiche con solleciti all'amministrazione regionale e richieste di finanziamento . <Sul problema avevamo già avviato una intelocuzione con la giunta regionale guidata da Pigliaru- spiega il sindaco di Sant'Antioco Ignazio Locci- che adesso è necessario riprendere con l'attuale giunta regionale per risolvere il problema bonifiche che abbisognano di almeno 15 milioni per esere porate a termine>. L'area ha ospitato fino ai primi anni ’90, la ex Sardamag, uno stabilimento per la produzione di ossido di magnesio dall'acqua di mare utilizzato alla fabbricazione di mattoni refrattari, che dopo il fallimento concordato era stato raquistato dalla Rgione prendendo il none di Seamag. Dopo la definitiva chiusura della produzione gli impianti che sono stati completamente demoliti rendendo necessario un'opera di bonifica e di ripristino ambientale. Dopo due tentativi di concessione, banditi dalla giunta Soru e andati a vuoto perchè giudicati non convenienti l'per di recupero ambientale è stata affidata nel 2016 all’Igea la società partecipata della Regione, con un finanziamento di 6,8 milioni di euro, di cui 5,8 milioni di fondi regionali, mentre i restanti di provenienza comunitaria. Il cantiere per la rimozione dei detriti di demolizione e il recupero ambientale dell’impianto è però andato avanti sino al 2017 anno in cui i lavori si sono fermati lasciando il progetto tra le incompiute.

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