NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
16
Fri, Nov
33 Nuovi articoli

Sant'Antioco. Le elezioni regionali irrompono sul ponte di Sant'Antioco. Interrogazione m5s alla Camera. Il comune rompe col Comitato Porto Solky

Politica Locale
Aspetto
Condividi

Le elezioni regionali irrompono sul ponte di Sant'Antioco. Approda in parlamento la vicenda del nuovo ponte di Sant’Antioco. Una interrogazione del deputato sulcitano 5 Stelle Pino Cabras chiede ai ministri Toninelli, Di Maio e Lezzi responsabili rispettivamente dei dicasteri interessati alla realizzazione dell'opera ritenuta e mastodontica, lunga due chilometri, sostenuta da 25 piloni, prevista dall’accordo siglato tre anni fa tra Governo, Regione e Anas, e dai costi faraonici: ben 57,5 milioni di euro, se non ritengano l’opera “sproporzionata, altamente impattante ed eccessivamente onerosa”. Nell'interrogazione chiede invece se non sia più opportuno recepire le proposte formulate dal Comitato Civico Porto Solky che permetterebbero un notevole risparmio di risorse e il miglioramento di tutta la viabilità del Sulcis. Secondo il Comitato infatti, la realizzazione di un nuovo ponte è inutile, in quanto quello tuttora in funzione, così come certificato dai tecnici, è in buone condizioni e può essere facilmente riqualificato con una spesa preventivata in un milione e 300 mila euro. “Con gli oltre 50 milioni stanziati per il nuovo ponte invece, scrive Cabras, il Comitato ha proposto un piano alternativo per riutilizzare le risorse, intervenendo oltre che per la manutenzione del ponte esistente, per la messa in sicurezza della strada statale 126 nel tratto Carbonia-Sant’Antioco e per la realizzazione dell'anello di raccordo tra le strade provinciali locali e la statale 126. Bonificare inoltre le aree ex Sardamag, realizzare l’infrastrutturazione primaria del nuovo porto polifunzionale di Sant’Antioco sul versante del Golfo di Palmas” e realizzare il polo della nautica da diporto, così come previsto dal Piano Sulcis. Un'intervento che però non è stata gradita dall'attuale amminsitrazione che l'ha giudicata inopportuna e poco rispettosa di quanto fatto sinora dalle istituzione locale. Così in breve giro di tempo è giunta la controreplica del sindaco di Sant'Antioco Ignazio Locci. “Apprendiamo con stupore della presentazione di un’interrogazione del deputato 5 stelle Pino Cabras sul nuovo ponte di Sant’Antioco, formulata sulla base delle considerazioni del “Comitato Civico Porto Solky”, scrive il sindaco, in pieno stile “grillino”, anziché basarsi sugli atti approvati all’unanimità dal Consiglio Comunale, il deputato 5stelle preferisce dare spazio ai Comitati civici, dimostrando di non conoscere nemmeno l’ABC della correttezza istituzionale. Noi, dal canto nostro, prosegue il sindaco Locci, prendiamo le distanze dal Comitato Porto Solky: queste interferenze con legittimi atti parlamentari, non aiutano certo la causa della nostra comunità e i componenti del comitato si inquadrano come degli irresponsabili. Esistono delibere unanimi del Consiglio Comunale e su quelle basi stiamo discutendo con la Regione Sardegna. I cittadini di Sant’Antioco e i suoi rappresentanti sono sufficientemente maturi per far valere le proprie ragioni, delineando alla Regione quale prospettiva di sviluppo desiderano per la Sant’Antioco di domani”.

I comunicati

Nuovo ponte di Sant’Antioco, interrogazione di Cabras (M5S) ai ministri Toninelli, Di Maio e Lezzi: “L’opera è sproporzionata, meglio utilizzare le risorse per migliorare la viabilità, bonificare le aree ex Sardamag e rilanciare la portualità”


Approda in parlamento la vicenda del nuovo ponte di Sant’Antioco, un’opera inutile quanto mastodontica, lunga due chilometri, sostenuta da 25 piloni, prevista dall’accordo siglato tre anni fa tra Governo, Regione e Anas, e dai costi faraonici: ben 57,5 milioni di euro. Con una interrogazione il deputato 5 Stelle Pino Cabras chiede ora ai ministri Toninelli, Di Maio e Lezzi (responsabili rispettivamente dei dicasteri dei Trasporti, dello Sviluppo Economico e per il Sud) se non ritengano l’opera “sproporzionata, altamente impattante ed eccessivamente onerosa”, e se invece non sia più opportuno recepire le proposte formulate dal Comitato Civico Porto Solky che permetterebbero un notevole risparmio di risorse e il miglioramento di tutta la viabilità del Sulcis.

Secondo il Comitato infatti, la realizzazione di un nuovo ponte è inutile, posto che quello tuttora in funzione, così come certificato dai tecnici, è in buone condizioni e può essere facilmente riqualificato con una spesa preventivata in un milione e 300 mila euro. Con gli oltre 50 milioni stanziati per il nuovo ponte invece, il Comitato ha proposto un piano alternativo per riutilizzare le risorse, oltre che per la manutenzione del ponte esistente, per la messa in sicurezza della strada statale 126 nel tratto Carbonia-Sant’Antioco, e per la realizzazione dell'anello di raccordo tra le provinciali 2 e 75 e la statale 126.

Ma secondo il Comitato, con i fondi stanziati per il ponte si potrebbero anche bonificare le aree ex Sardamag e realizzare l’infrastrutturazione primaria del nuovo porto polifunzionale di Sant’Antioco sul versante del Golfo di Palmas. Per questo motivo nella sua interrogazione Cabras chiede inoltre ai tre ministri “quali iniziative il Governo intenda intraprendere per la realizzazione di una nuova infrastrutturazione delle aree portuali di Sant’Antioco e per la bonifica e il recupero delle aree ex Sardamag, in funzione di nuove opportunità di sviluppo e occupazionali in una delle province italiane col più alto tasso di disoccupazione”. La costruzione del nuovo ponte impedirebbe infatti la realizzazione di un polo della nautica da diporto, così come previsto dal Piano Sulcis.

La vicenda del nuovo ponte di Sant’Antioco parte nel 2012, quando l’accordo tra Governo, Regione e Anas portò alla progettazione di una nuova struttura lunga 800 metri e dal costo di 19 milioni di euro. Successivamente il progetto fu modificato fino a prevedere la realizzazione di un imponente viadotto contro cui si sono mobilitati sia Comitato Civico Porto Solky che il Consiglio comunale di Sant’Antioco che lo scorso 6 marzo ha disposto una rimodulazione del progetto a favore di una riqualificazione del ponte attuale, la realizzazione di una circonvallazione meno impattante rispetto a quella attualmente prevista e la realizzazione del nuovo porto polifunzionale.

“In seguito delibera del Consiglio comunale di Sant’Antioco, l’Anas ha tuttavia sottoposto il progetto del mega ponte al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il cui parere non risulta a oggi pervenuto. In assenza di una sua risposta entro 90 giorni, il parere sarà considerato favorevole. C’è quindi ancora il rischio che l’opera possa essere realizzata” conclude Cabras.

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-01346
presentato da
CABRAS Pino
testo di Giovedì 11 ottobre 2018, seduta n. 61
CABRAS. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro per il sud. — Per sapere – premesso che: il 13 novembre 2012, al culmine della drammatica crisi industriale nel Sulcis, fu siglato, tra Governo, regione Sardegna ed enti locali, il «protocollo d'intesa del piano straordinario per il Sulcis», finalizzato a delineare una strategia occupazionale, anche attraverso lo sviluppo di una nautica da diporto capace di attrarre le rotte del Mediterraneo; il 20 novembre 2015 venne stipulato, tra Governo, regione e Anas, l’«accordo di programma quadro per la viabilità» mirante al potenziamento delle infrastrutture viarie della Sardegna, la cui responsabilità realizzativa fu affidata alla regione (assessorato dei lavori pubblici); quest'ultimo programma contiene l'intervento SAVQ09 inerente alla «Realizzazione del nuovo collegamento terrestre dell'istmo con l'isola di Sant'Antioco e della Circonvallazione di Sant'Antioco» (CIG: 6652407BE9), che, al principio, prevedeva di sostituire il ponte esistente con un nuovo ponte di circa 800 metri dal costo di 19 milioni di euro, la cui realizzazione fu affidata ad Anas; in seguito a successive rimodulazioni e ingrandimenti, l'intervento SAVQ09 prevede, a oggi, la costruzione di un imponente viadotto di 2 chilometri (e 25 piloni) nonché la realizzazione di una altrettanto imponente circonvallazione di 4,5 chilometri. Tali rimodulazioni hanno determinato una sensibile lievitazione dei costi complessivi, dagli iniziali 19 milioni di euro agli attuali 57,5 milioni di euro; il 22 maggio 2017 la ditta «Tecnica Prove Srl», incaricata dal comune di Sant'Antioco di verificare le condizioni del ponte esistente, ha eseguito un collaudo statico e dinamico, constatando il buono stato dell'infrastruttura. Il 14 settembre 2018 la medesima ditta ha eseguito ulteriori misurazioni per affinare la progettazione dei necessari interventi manutentivi (sostituzione giunti e cuscinetti di appoggio, impermeabilizzazione e ripristino del copriferro in alcuni piloni) dal costo stimato di 1,3 milioni di euro, oggi non ancora eseguiti; nel giugno 2017 gli abitanti del territorio si sono costituiti nel «Comitato Civico Porto Solky» per denunciare l'inutilità e l'onerosità del nuovo viadotto di 2 chilometri, la cui realizzazione, oltre a non essere contemplata nel protocollo d'intesa del 2012, renderebbe di fatto impossibile il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo della nautica da diporto così come definiti nel medesimo protocollo; il comitato ha proposto un piano alternativo per riutilizzare le risorse in interventi già pianificati: a) manutenzione del ponte esistente; b) messa in sicurezza della strada statale 126 nel tratto Carbonia-Sant'Antioco; c) realizzazione dell'anello stradale di raccordo tra la strada provinciale 2 strada provinciale 75 e la strada statale 126; d) esecuzione di bonifiche delle aree ex Sardamag; e)
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01346 CAMERA
Stampato il 12/10/2018 Pagina 3 di 3
realizzazione della infrastrutturazione primaria del nuovo porto polifunzionale di Sant'Antioco (sul versante del Golfo di Palmas); su istanza del Comitato, il 6 marzo 2018 il consiglio comunale di Sant'Antioco (con delibera n. 8) ha disposto: a) una rimodulazione del progetto a favore di una riqualificazione del ponte attuale; b) la realizzazione di una circonvallazione meno impattante rispetto a quella attualmente prevista; c) la realizzazione del nuovo porto polifunzionale; in seguito alla suddetta delibera, il soggetto attuatore l'Anas, ha sottoposto il progetto al Consiglio superiore dei lavori pubblici, il cui parere non risulta a oggi pervenuto. In assenza di una sua risposta entro 90 giorni, detto parere sarà considerato favorevole –: se il Governo non ritenga sproporzionato, altamente impattante ed eccessivamente oneroso l'attuale progetto previsto dall'intervento SAVQ09; se il Governo non intenda recepire le proposte formulate dal «Comitato Civico Porto Solky» che permetterebbero un notevole risparmio di risorge e il miglioramento di tutta la viabilità del Sulcis; quali iniziative il Governo intenda intraprendere, per quanto di competenza, per la realizzazione di una nuova infrastrutturazione delle aree portuali di Sant'Antioco e per la bonifica e il recupero delle aree ex-Sardamag, in funzione di nuove opportunità di sviluppo e occupazionali in una delle province italiane con il più alto tasso di disoccupazione.

 Comunicato Comune Sant'Antioco. Ponte di Sant’Antioco, interrogazione pentastellata in Parlamento: il Comune prende le distanze dal Comitato Porto Solky

"Apprendiamo con stupore della presentazione di un’interrogazione del deputato 5 stelle Pino Cabras sul nuovo ponte di Sant’Antioco, formulata sulla base delle considerazioni del “Comitato Civico Porto Solky”. In pieno stile “grillino”, anziché basarsi sugli atti approvati all’unanimità dal Consiglio Comunale, il deputato 5stelle preferisce dare spazio ai Comitati civici, dimostrando di non conoscere nemmeno l’ABC della correttezza istituzionale.

Noi, dal canto nostro, prendiamo le distanze dal Comitato Porto Solky: queste interferenze (con legittimi atti parlamentari), non aiutano certo la causa della nostra comunità e i componenti del comitato si inquadrano come degli irresponsabili. Esistono delibere unanimi del Consiglio Comunale e su quelle basi stiamo discutendo con la Regione Sardegna. I cittadini di Sant’Antioco e i suoi rappresentanti sono sufficientemente maturi per far valere le proprie ragioni, delineando alla Regione quale prospettiva di sviluppo desiderano per la Sant’Antioco di domani.

È un momento delicatissimo: dobbiamo affrontare il confronto in Consiglio superiore dei lavori pubblici e serve precisione e preparazione. Non sarà certo l’onorevole Pino Cabras a determinare qualcosa di positivo per la nostra città: se desidera darci una mano, si metta innanzitutto a studiare. Quanto alla manutenzione del ponte attuale, stiamo facendo tutti i passi necessari per restituirlo ad Anas e siamo al lavoro per attrarre i finanziamenti necessari. Ci dispiace, invece, che dal Governo sia pervenuta solo una fredda nota con l’invito ad arrangiarci. Faremo da noi, siamo “grandi” abbastanza: stiano tranquilli grillini e finti comitati. Noi siamo per il rispetto delle regole, delle Delibere del Consiglio comunale e, soprattutto, siamo impegnati su tutti i fronti per gettare le basi per uno sviluppo duraturo, che passi dalla riqualificazione del porto alle bonifiche Sardamag fino alla ristrutturazione del ponte".

Ignazio Locci. Sindaco Comune di Sant’Antioco

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna