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Carbonia. Il PD replica al “j’accuse” del sindaco: «Chieda scusa e si dimetta»

Politica Locale
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Era scontato che il “j’accuse” del sindaco Paola Massidda, messo nero su bianco sul Facebook, suscitasse la reazione dell’opposizione. Parole troppo pesanti («In questa città in cui il favore era diventato la regola e i diritti scambiati per piaceri, tutto diventa più complicato e farraginoso») per lasciare indifferenti gli antagonisti politici. Era attesa in particolare la replica del Partito Democratico, principale formazione di quel campo di sinistra che ha dominato la scena politica cittadina per settant’anni, fino alle ultime elezioni comunali vinte dal Movimento 5 Stelle.

Fabio Desogus piccolaÈ il segretario cittadino del PD, Fabio Desogus, in una nota, a denunciare «le vergognose parole che ieri la Sindaca ha espresso da una sua pagina Facebook. Riteniamo semplicemente vergognoso che un primo cittadino si esprima così circa la comunità che amministra, trattandola con le stesse parole che si direbbero di un paese mafioso o con diffusa e conclamata collusione criminale tra classe politica e cittadini. Tutto ciò aggiunge il numero uno del PD – a Carbonia non esiste, se non nelle deliranti affermazioni di un sindaco a guida di un’amministrazione che, ormai incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini, si inventa nemici immaginari, siano essi nemici politici o gruppi di cittadini giudicati alla stregua di banditi del Far West».

Desogus chiede al sindaco di ritirare le proprie affermazioni e chiedere scusa alla città: «Di fronte a legittime contestazioni dei cittadini prosegue la nota – la sindaca si lascia andare a parole che dimostrano come sia poco abituata alla dialettica democratica e al confronto con le persone, e sia pertanto poco adatta (per andarci leggeri) sia al ruolo che ricopre che all’appartenenza stessa ad un movimento politico che ha promesso da sempre (ma a parole è tutto facile) partecipazione e confronto. Nelle sue farneticanti dichiarazioni, la sindaca fa un vero e proprio sfoggio di arroganza e superbia e lo sbatte in faccia ai tanti cittadini che in questi giorni stanno protestando verso le sempre più scellerate decisioni dell’amministrazione a 5 Stelle».

Il segretario cittadino del PD richiama sindaco e amministrazione a un’assunzione di responsabilità, a ormai metà del mandato ricevuto nel 2016: «Sarebbe doveroso – attacca Desogus – che la sindaca indicasse quale è il lavoro che in questi 2 anni e mezzo (metà legislatura, non sono più “appena arrivati”) hanno svolto in città e sarebbe il caso di iniziare a dare risposte ai problemi dei cittadini, anziché paventare un nemico indefinito e immaginario (la parte di città che non vuole il cambiamento e simili) su cui addossare le colpe del proprio fallimento. Sarebbe altresì doveroso che la sindaca denunciasse a chi di competenza eventuali fatti illeciti da lei conosciuti, facendo nomi e cognomi; altrimenti avesse il buon gusto di tacere e non denigrare una comunità intera con affermazioni non circostanziate e prive di fondamento. Sarebbe infine sacrosanto che la sindaca rassegnasse le dimissioni, visto che ha una così bassa opinione della comunità che prova ad amministrare e visto che ormai il suo fallimento personale e il fallimento politico del Movimento 5 Stelle nell’amministrare la città sono sotto gli occhi di tutti».

Giovanni Di Pasquale

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