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Carbonia. Il sindaco Massidda: Diciamo no alla città dei diritti scambiati per piaceri

Politica Locale
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«C'è un pezzo di questa città che ha deciso di non voler cambiare stili e comportamenti e che continua a ritenere che il passato, anche quello meno trasparente ed equo, sia inviolabile e dunque, non vada modificato. Cosi, negli anni, tutto è entrato in questo vortice di amicizie, strette di mano, strizzatine d'occhio, pacche sulle spalle». Così nel pomeriggio di ieri, in un post sul profilo Facebook “Paola Massidda - Sindaco di Carbonia”, il primo cittadino ha deciso di esternare la propria esasperazione per le difficoltà che l’amministrazione comunale sta incontrando nel confronto con i cittadini e le associazioni, in particolare sulla questione dei costi delle locazione delle sedi affidate ad alcune di queste ultime. Una descrizione della realtà cittadina o, meglio, di una parte di essa evidentemente non proprio trascurabile, espressa con durezza di termini e ed esplicita vis polemica.

«Non ho nessuna difficoltà – ha esordito Paola Massidda – ad affermare che la cosa più complessa con cui ho dovuto fare i conti in questi anni è stata far comprendere e accettare il cambiamento. E quanto affermato trova ora ripetute conferme in queste interminabili settimane in cui cerchiamo di mettere a punto tutta una serie di provvedimenti che trovano piena compatibilità con quanto stabilito dalle normative vigenti». Il sindaco vede in questi atteggiamenti una scarsa o nulla disponibilità di taluni concittadini al rispetto di regole a garanzia di tutti i soggetti in campo: «In questa città – questo il punto più pesante della presa di posizione – in cui il favore era diventato la regola e i diritti scambiati per piaceri, tutto diventa più complicato e farraginoso. Non c'è provvedimento che non impatti con la scarsa volontà di accettare il cambaiamento anche quando queste ultime sono spiegate, approfondite in decine di incontri, comunicazioni e percorsi condivisi».

Il numero uno della giunta a Cinque Stelle ha rivendicato i percorsi amministrativi attivati in questi anni: «Non siamo stati eletti – ha scritto sul social network – per lasciare questa città in mano a chi l'ha resa senza regole certe e chiare per speculare sul diritto fatto passare per grazioso beneficio o al contrario sul privilegio fatto passare per equo trattamento. Non lasceremo che uno sparuto gruppo di persone ci mettano al muro immaginando che con l'arroganza e la protervia avranno vita facile. Questa idea non passerà e lotterò fino all'ultimo giorno che sarò seduta al mio posto, perché la città sia restituita, per intero, ai suoi cittadini.Con regole certe, rispetto della legge e onestà. Noi andiamo avanti per la strada tracciata».

Richiesta in alcuni commenti di fare chiarezza sulle affermazioni, Massidda ha così risposto a un interlocutore: «Quello che indichi come accusa pesante, sai meglio di me, è una semplice constatazione dell’esistente. Devo essere più chiara, dici? I diritti sono tali quando sono godibili per tutti, altrimenti sono privilegi. Se tra più soggetti solo alcuni godono di benefici da anni, come può essere il godimento di un immobile comunale da parte di un’associazione, e altre ne rimangono sistematicamente escluse, quello che è un diritto di tutti diventa privilegio di pochi, in questo caso della associazione fortunata. Ma questo – ha concluso il sindaco – è solo un esempio dei tanti che si potevano fare».

Giovanni Di Pasquale

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