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Carbonia. Approvato il Piano di Assetto Idrogeologico, un passo avanti per la sicurezza dei cittadini

Politica Locale
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Nella seduta dello scorso martedì il consiglio comunale ha approvato lo studio della perimetrazione del Piano di Assetto Idrogeologico. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Paola Massidda per «l’approvazione – ha spiegato – di un atto fondamentale per la pianificazione. Uno strumento in grado di studiare in modo completo il nostro territorio comunale, aiutandoci a comprendere alcuni fenomeni geologici, idrogeologici e geotecnici, e consentendoci, seppur in un secondo tempo, di mitigare i rischi ad essi connessi».

Il lavoro è stato coordinato a livello comunale dai due assessorati competenti: Urbanistica e Ambiente, guidati rispettivamente da Luca Caschili e Gian Luca Lai.

«Questo nuovo piano – ha detto il primo – nasce a seguito di un incarico iniziato nel 2014 e porta a compimento un atto che valuta tutto il territorio comunale alla scala dello strumento urbanistico vigente. Si tratta di un punto di partenza, cui seguiranno altri studi necessari, stabilendo in modo preciso dove si può agire, come e con quali costi, per limitare e mitigare la pericolosità e il rischio conseguente. L’elemento P.A.I. è uno strumento conoscitivo che ci aiuta a capire meglio alcuni fenomeni, a conoscerli e individuarli, per poi poterli gestire ed, eventualmente, arginare. Ma non solo. Si tratta di uno strumento che aumenta la nostra consapevolezza, perché ci aiuta a riconoscere due temi che spesso sono stati disconosciuti: l’acqua e la geologia. Non a caso, in passato, erano stati tombati i rii, cancellati i canali di guardia, costruite strutture, fabbricati e abitazioni, dove esse non potevano essere edificate. Con l’approvazione del P.A.I. – ha concluso Caschili – si stabiliscono dei vincoli in base al livello di pericolosità individuato, metodologie e norme chiare a cui i progettisti dovranno attenersi».

«Lo studio, fino al riscontro che dovranno dare gli uffici regionali competenti – ha aggiunto Lai – si somma al P.A.I. vigente, che si era però limitato ad indagare una sola porzione del territorio, il Rio Cannas e il Rio Santu Milanu. Questo nuovo piano, invece, si allarga a tutto il territorio, suddividendolo in 9 bacini e studiandone, nel dettaglio, gli attraversamenti fluviali. Sono stati definiti 4 livelli di pericolosità (idraulica e geologico-geotecnica) crescente da 1 a 4. Nelle zone di massima pericolosità molte opere non potranno essere realizzate».

Gli elaborati tecnici relativi alle parte idraulica e geologico-geotecnica sono stati presentati e illustrati nel corso di una seduta, svolta con i membri delle commissioni consiliari congiunte, che è stata promossa al fine di favorire la collaborazione e la condivisione tra i consiglieri comunali e i tecnici. All’incontro hanno partecipato gli assessori competenti, l’ingegnere Alberto Siletto, dirigente dell’ufficio tecnico, l’architetto Enrico Potenza, responsabile del procedimento e i progettisti, gli ingegneri Nicola Todde e Paolo Montisci e il geologo Lorenzo Ottelli.

Giovanni Di Pasquale

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